Diario

DECIMA LETTERA A BEPPE GRILLO
(RIVISTA E CORRETTA)

Mi giungono numerose mail che richiedono un parere su ciò che sta accadendo al Movimento 5 stelle che sembra stia abbandonando una sana cultura rivoluzionaria di libertà per adottare evidenti caratteristiche di riformismo.
Riformista significa che non lotta più per costruire con passione una società basata su una reale e diversa distribuzione dei beni, invece di esigere dallo Stato e dal governo che impiegando il 10 per cento delle spese militari tutti possano avere cibo e casa gratuiti… Il tutto viene fornito e gestito dalla Sanità Pubblica dato che avere casa e cibo gratuiti è la migliore cura preventiva nei confronti di qualsiasi disagio o malattia.

Per questo è legittimo continuare a lottare e non per far riformare una costituzione che non è mai stata applicata o perché venga costruito un campo sportivo più grande o magari per continuare a ricevere il vergognoso obolo di 80 euro al mese.
In cambio di casa e cibo pagati dallo Stato ogni cittadino offre due al giorno per qualsiasi lavoro e finalmente diventa libero di vivere, creare e amare per almeno 22 ore al giorno.
Prima di ottenere questo è meglio che il Movimento eviti di andare al governo. Vediamo se ce la fa a non scordarsi almeno questo suggerimento.
Ecco perché ho deciso di scrivere la decima e forse ultima lettera a Beppe Grillo che, per ragioni di rispetto alla privacy ho come sempre definita ”strettamente personale e riservata”.
Un abbraccio a tutti, donne e uomini, buoni e cattivi, grandi e piccoli, belli e brutti, geniali o limitati.

Silvano

DECIMA LETTERA A BEPPE GRILLO
RIVISTA E CORRETTA

Decima lettera a Beppe Grillo
25 settembre 2015
sempre strettamente riservata e personale

Caro Beppe.
Ti scrivo in questo periodo stanco e smarrito, tipico delle fasi pre-elettorali.
Mi hai chiesto di darti qualche indicazione.
Non sono certo che ciò sia possibile, ma se lo è, la sola indicazione che sento di dare a un Movimento è di non fermarsi mai, per nessuna ragione, neppure se fermarsi viene giustificato come il solo modo per salvare il mondo.

Questo straordinario mondo del resto non chiede tanto di essere salvato, ma ciò che sogna da sempre è di essere rispettato. Gli apparati ufficiali, tutti, non hanno alcun interesse a rispettarlo e anzi, sono stati concepiti e realizzati per umiliarlo, ricattarlo, ferirlo, inquinarlo, svenderlo, massacrarlo etc.
Calcola che il farmacista mi ha confidato che, in ossequio ai petrolieri, ogni giorno il monossido di carbonio che producono le automobili, i camion e gli autobus avvia a Roma l’uccisione di 1200 persone, che moriranno di cancro tra una diecina d’anni, rinforzando con l’acquisto delle medicine le finanze delle grandi case farmaceutiche.
Ti offro fin d’ora questa riflessione. Se le cinque stelle escono dal firmamento della libertà rimarranno cinque patetici piccoli lumi tremolanti, persi nella sfibrante oscurità del Potere.
Progettare di portare il Movimento a gestire direttamente un governo di questo Paese significa volerle addirittura spegnere queste benedette cinque stelle.

Ma il suggerimento che ti offro è il seguente:
Vinci pure le elezioni, vincile magari con il massimo dei voti, ma cedi a qualsiasi altro partito la possibilità di formare un governo, a patto che il movimento rimanga all’opposizione.
Credo proprio che l’idea di governare dall’opposizione appartenga alla cultura originaria di questo Movimento.
Quando il governo in carica accetta e fa sue le proposte dei Cinquestelle voi, come maggioranza le fate passare, altrimenti no. Pensa che meraviglioso gioco.

Sarebbe bello se almeno in una prima fase di transizione, oltre a governare il Paese dall’opposizione, il Movimento si adoperasse per far sì che in ogni lavoro o attività, l’orario giornaliero non superi più di due massimo tre ore al giorno.
Invece di un reddito di cittadinanza dato a fondo perduto i disoccupati, che ormai sono una maggioranza, potrebbero ricevere uno stipendio, eliminando sei ore a quelli che ne lavorano otto o perfino dieci.

La libertà è la sola energia capace di rinnovare qualsiasi destino.
Lavorando poco e avendo cibo e casa gratuiti gli esseri umani potrebbero finalmente prodursi nel grande gioco della creatività e del vivere.
Pensaci.

Poi, dopo qualche tempo di governo dall’opposizione, potresti iniziare davvero a cambiare, come è desiderio di quasi tutti, questo Paese avendo idee e progetti più chiari su come affrontare l’impossibile, cioè trasformare finalmente questa finta democrazia in uno Stato autogestito e credibile.

Silvano Agosti

Per acquisire la necessaria serenità del vivere, senza la quale la vita si
appesantisce sino a trasformarsi in esistenza, propongo di sperimentare
“il nulla fare”, ovvero dedicarsi ad una immobilità assoluta, sia fisica che
mentale, evitando qualsiasi progettazione del fare e conseguentemente
evitando ogni azione, sia del corpo che della mente, che non tenda
a “svuotare il pensiero di qualsiasi movimento, perfino l’ascolto del silenzio”.

Così facendo una o due volte al giorno si potrà conoscere una estensione
infinita del tempo e pochi minuti di esercizio del “nulla fare” riveleranno
un sapore di eternità.
E’ appunto solo da vivi che gli esseri umani possono sperimentare l’immortalità.
Noterete che nella realtà sociale che ci caratterizza tutti hanno sempre
qualcosa da fare, anche chi non ha nulla da fare e nessun obbligo,
travolto com’è nel cercare qualcosa da fare.
Buon viaggio dunque nel mare infinito del “nulla fare”.