Diario

LA NOTTE DEI SOGNI

Abbiamo trascorso la notte del 31 dicembre 2016 insieme a un gruppo di amici rivedendo alcuni capolavori della storia del cinema presso la sala Chaplin dell’Azzurro Scipioni.

E’ stata una esperienza di rara armonia tra persone che finalmente si sentivano unite da una domanda che dava il titolo non solo alla serata ma all’intero nuovo anno.

“PERCHÉ NESSUN ESSERE UMANO NON RIESCE MAI A RENDERSI CONTO

DEL PROPRIO IMMENSO VALORE?

PERCHÉ SI LIMITA E CONTIENE NEI CONFINI DEL SUO ESSERE “CITTADINO” UBBIDIENTE E SOTTOMESSO E NON SPICCA IL VOLO VERSO UNA RICERCA DI SE COME “MASSIMO CAPOLAVORO CONCEPITO DALLA NATURA?”.

Abbiamo proposto questa domanda nella speranza che avvii in ognuno un desiderio di conoscenza di se stessi e delle proprie qualità capace di ridare al proprio destino una dimensione naturale, quindi grandiosa.

Un conto è vivere se stessi come dei Cittadini, sottoposti a una infinità di norme emanate da Stati e Governi che basano la loro esistenza sulla sottomissione di milioni di individui, un conto è prendere in esame l’Essere Umano che ognuno di noi è alla nascita, con tutte le sue potenziali meravigliose doti, e cercare di svilupparle e renderle attive, rispettando il capolavoro che la natura offre alla vita e che ogni cultura di potere demolisce per costruire il cittadino a propria immagine e uso e abuso.

È stata una notte piena di emozioni difficile da dimenticare.

Buon Sempre a tutti.

In offerta una mia poesia : Due Soli

C’è un sole dietro il sole,

Di poco più piccola, che nessuno vede.

È il mio sole che non tramonta mai,

Perché neppure sorge.

C’è una luna perfetta dietro la luna vera:

Quella luna, di poco più piccola, che nessuno vede,

Sei tu

Silvano Agosti

 

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NON ACCONTENTATEVI DI LEGGERE UNA SOLA VOLTA QUESTE RIGHE

ARTICOLO UNICO DI UNA VERA COSTITUZIONE

In varie mail mi viene chiesto “Caro Silvano puoi farci come regalo di Capodanno una paginetta nella quale dici cosa pensi tu degli Stati e dei Governi ai quali bene o male è affidata la gestione del mondo?”

In vista del nuovo anno anch’io chiedo a chi mi ha fatto questa domanda di farmi un grande regalo, eccolo: vorrei partire dalla fine della mia risposta a un argomento così importante.

Credo che dovere fondamentale di ogni Stato e Governo dovrebbe provvisoriamente avere solo questo articolo nella sua Costituzione:

ARTICOLO UNICO
OGNI STATO DOVREBBE ESSERE UNA REPUBBLICA FONDATA SULLA LIBERTA’ E IL RISPETTO DELLA DIGNITA’ UMANA DI TUTTI I SUOI CITTADINI E AFFINCHE’ CIO’ POSSA DAVVERO ACCADERE STATI E GOVERNI DEVONO PROVVEDERE A PROCURARE GRATUITAMENTE CASA E CIBO A OGNI CITTADINO.

La Costituzione è la legge fondamentale di ogni vera Repubblica e può essere scritta o modificata solo dagli esperti di tutte le forze politiche eletti dal popolo e riuniti in Assemblea Costituente.

Attualmente gli Stati a volte hanno una costituzione quasi perfetta, a volte espressa in termini vaghi e generici, talmente generici che consentono di prendere qualsiasi decisione anche quelle più disumane e soffocanti come le guerre.
Gli Stati come ad esempio l’Italia, che hanno una Costituzione quasi perfetta in pratica non la adottano mai, preferiscono discuterla e magari modificarla ma non la applicano nella pratica per non disubbidire a quei poteri che impongono agli Stati e ai Governi di essere ciò che sono da sempre: ovvero solo una gigantesca macchina di controllo e di sottomissione di tutta l’Umanità.
Gli Stati che hanno una costituzione vaga e generica come ad esempio la Turchia, si inventano ogni giorno a seconda delle necessità articoli nuovi e al servizio esclusivo del Potere regnante. Così se il Governo (SI FA PER DIRE) in Turchia decide di arrestare e incarcerare Trecentomila tra giudici, giornalisti e avvocati si inventa l’articolo “In caso di sventato Golpe il Governo dello Stato ha il compito di individuare i responsabili e neutralizzarli”.
In Italia recentemente si è tentato qualcosa del genere, una sorta di “via democratica alla dittatura”, ma il nostro amato Paese ha subito per vent’anni il peso della prevaricazione e della ferocia di Stato, lo Stato Fascista.
Ecco il bilancio mai ufficializzato del ventennio fascista: 6 milioni di analfabeti, 80 milioni di morti nella guerra dichiarata fieramente al Mondo da Italia, Germania e Giappone con distruzione di gran parte del proprio territorio urbano.
Quindi il popolo italiano avverte subito quando un regalo dello Stato è in odore di “via democratica alla dittatura” e col referendum ha risposto “No grazie”.

Che cos’è il potere oggi e quali sono le sue armi?
Il potere attraverso la complicità di chi gestisce gli Stati e i Governi scrive quotidianamente le proprie sceneggiature e le proprie sceneggiate. Io credo non sia giusto parlare del potere più di quanto sia corretto e giusto parlare delle fognature.
La fogna è una realtà importante, ma è importante che scorra al suo livello e non tracimi, altrimenti porterà odore puzzolente, malattia e morte. Anche il potere è meglio che scorra nel solco della vanità e della truffa. Cosa c’è di più feroce di andare davanti a uomini, sparare, uccidere e poi dire “Abbiamo Vinto!!!”. Tutto quello che il potere fa è completamente relativo alla gestione del potere e almeno apparentemente non ha alcun senso.
Il potere è come un cancro e il mondo sta andando avanti nonostante questo cancro.
Il potere è una forza che non è mai energia benefica, come un masso che cade giù dalla rupe e può solo ferire, può solo travolgere e fare danni. Invece la potenza è quella che rende prezioso ogni essere Umano.
La potenza di sfidare il mondo: ce l’aveva quel ragazzo a Tien an men che si è messo davanti ai carri armati dei cinesi per fermarli. Il potere è il carro armato che uccide i ragazzi di 17 anni. Potenza è la Natura. Qualsiasi forma di potere conduce al crimine. La cura per guarire la società dal cancro del potere è la Creatività e la massima forma di creatività è affidata alla Donna che contiene in sé il grande mistero di “creare e perpetuare la vita”.

Buon anno.
Silvano

RIFLESSIONI

BREVE LETTERA APERTA AL  SIGNOR MATTEO RENZI

 

Caro Signor Renzi,

Lei ha svolto un ruolo chiave nella concezione e nel lancio del Referendum offrendo numerose ragioni per appoggiare il SI.

Fin qui era nel suo ruolo e dunque bene lo ha svolto.

Tuttavia mi sento di darle un suggerimento:

Se, nel segreto dell’urna, vuole procurarsi una vera pace interiore  e un autentico sentimento di libertà, dia retta, voti

NO

A tutti i nostri amati
rapiti dal terremoto

La vostra vita si è fermata,
Ma ogni giorno per noi sarà
l’attesa di un vostro ritorno.
A voi è accaduto di morire
a noi accade di non vivere.
Possiamo solo “esistere”
dilaniati dal terremoto
permanente e invisibile
delle infinite norme e leggi
che il Potere ci impone,
travolti come siamo
da estenuanti ore di lavoro,
sepolti sotto le macerie
Noi viviamo nel
Voi ormai solo nella memoria
di chi ancora vi ama.
Ricostruiremo le vostre case
come le avete volute
ma ancora più belle e più sicure.
Chi le abiterà,
nel candore dei silenzi
avvertirà le vostre ombre,
divenire lo specchio
di un destino comune a tutti:
“la terra inesplorata
dai cui confini nessun
viaggiatore è mai tornato”.

Ma sarà bello
anche solo sperare
di ritrovarsi un giorno tutti insieme
in un mondo di luce
avvolti da un tepore infinito.

Silvano Agosti

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10 OTTOBRE 2016

GIORNATA MONDIALE SULLA SALUTE MENTALE

I occasione della Giornata mondiale della salute mentale, abbiamo chiesto una testimonianza all’autore cinematografico e scrittore Silvano Agosti, che ha dedicato diverse sue opere al disagio mentale (sceneggiò e montò il celebre‘’Matti da slegare’’, di Bellocchio); girò ‘’Il volo’’,su quella indimenticabile esperienza con cui Franco Basaglia,di cui Agosti fu intimo amico, portò centoquaranta pazienti ricoverati nell’ex manicomio con un aereo messo a disposizione dall’Alitalia e a fare appunto una trasvolata; e diresse anche ‘’La seconda ombra’’ con Remo Girone, in cui raccontò la parabola scientifica e umana di Basaglia e l’apertura dei manicomi; e il suo ultimo film ‘’Il fascino dell’impossibile’’ verso il quale ha espresso ‘’il più vivo apprezzamento per la sensibilità mostrata’’ il presidente Mattarella, siciliano come il protagonista, don Luigi Ferlauto,fondatore dell’IRCCS Associazione Oasi Maria SS. di Troina, l’istituto specializzato nel campo della disabilità intellettiva e dell’involuzione cerebrale senile, un film che,secondo Nino Dolfo del Corriere della Sera ‘’potrebbe essere definito il fascino discreto dell’altruismo”

TESTIMONIANZA DI SILVANO AGOSTI
Certo non si può avviare un progetto di felicità in un mondo nel quale ogni giorno muoiono circa trentacinquemila bambini di fame e certamente non è la mancanza di cibo che determina la loro morte ma piuttosto una mancanza di etica, il non avvertire l’estrema gravità del fenomeno anche tenendo conto del fatto che ogni anno vengono distrutte oltre un miliardo e mezzo di tonnellate di buon cibo che tuttavia sfigurerebbe a causa di qualche lieve difetto o malformazione sui banconi dei supermercati. Si può tuttavia contare su un legittimo desiderio di serenità e di partecipazione a iniziative, ad esempio che riguardano la salute mentale e la possibilità di istruire i propri simili sul tipo di cibo con cui nutrirsi per sconfiggere i rischi di malattie dovute al progressivo invecchia-mento dell’organismo. Anche di ciò si occupa la giornata mondiale sulla salute mentale.
Gran parte infatti dei disagi tipici dell’invecchiamento possono essere evitati attraverso una severa attenzione ai bisogni reali del proprio corpo in tutti i principali settori, quello del nutrimento, quello del lavoro e comunque di una attività portante nella quale investire i propri interessi e le personali qualità, quello del conoscere e dell’apprendimento di nuove visioni del mondo, quello affettivo nel quale tenere vive e operanti tutte le funzioni concernenti la sensualità, ovvero l’appagamento dei cinque sensi attraverso la tenerezza e la pratica dell’amore. Ignorando queste necessità per tutti è in agguato la depressione.
Io pongo ad esempio come premessa che si smetta di definire l’ultima parte del vivere “vecchiaia”, impiegando termini più espressivi ed esatti come longevità, anzianità, o come suggerisce Shakespeare “Seconda infanzia” o anche e perfino l’Età dell’oblio.
E’ mia convinzione che il corpo umano possa tenere ben deste e operanti tutte le sue funzioni se viene rispettato non solo nei bisogni fondamentali ma anche dei desideri, imparando magari attraverso discipline di pensiero orientali ad apprendere tecniche di riscoperta sempre nuova del privilegio di vivere, dell’esserci, del poter avvertire in se stessi la vastità stessa dell’universo che ci circonda.
Penso al mio recente film che ho concluso solo qualche mese fa, il cui titolo riassume una mia esperienza di incontro viscerale con il mondo dei disabili e con la straordinaria vastità del loro sguardo: IL FASCINO DELL’IMPOSSIBILE. Attraverso questa rara esperienza ho imparato a percepire e a comprendere il linguaggio di un loro silenzio colmo di attese e di esplorazioni del mondo o di un un semplice oggetto o della loro capacità di narrare la densità del mistero attraverso un sorriso.
E’ anche mia precisa convinzione che il mondo intero appaia costruito a immagine e somiglianza di chi negli antri di una anonimità inviolabile proietta la propria segreta infelicità di dominatore e distruttore dei destini altrui su milioni anzi miliardi di individui. Sono certo che se gli Stati e i governi facessero finalmente in questa Era dell’automazione quello che avrebbero dovuto fare da sempre e che non hanno mai fatto, investendo il 10 per cento delle spese militari per dare alloggio e cibo gratuito a tutti gli esseri umani presenti sul pianeta, solo allora sorgerebbe oltre a una condizione di benessere universale, un’Etica capace di procurare beatitudine permanente sull’intero pianeta.

Silvano Agosti

”Matti da slegare”, il trailer:

Dichiarazione di voto di Silvano Agosti

 

“Il mio No si esprime nella sola ragione che questo referendum è stato indetto da un assetto governativo che nessuno ha eletto e con modalità di dubbio rispetto nei confronti della costituzione che si intende, appunto, riformare.”

 

Chi parte da questi presupposti non mi appare come una forza capace di operare con lealtà e vero coraggio al miglioramento della vita.

Non mi sento di entrare nel merito delle varie possibili truffe che forse si nascondono dietro lo slogan assai diffuso “vuoi che le cose cambino in meglio vota Sì, vuoi che continuino a essere peggiori vota No”.

Semplicemente offro il mio No a un referendum indetto da un governo illegittimo.

Penso che queste persone non abbiano alcun diritto di occupare, tra l’altro senza alcuna delega, il Parlamento, se non la passività di un popolo ridotto allo stremo e ormai incapace di reagire.

Il residuo mondo del lavoro sfiora i sei milioni di disoccupati.

Sono migliaia i suicidi in Italia di responsabili nelle piccole e medie aziende soffocate dall’attuale morsa fiscale che non ha pietà di nessuno.

Il 54 per cento dei giovani vive sulla pensione dei genitori.

Siamo alle soglie di un’Era nuova, estremamente importante  che indica nell’ormai evidente disgregarsi di qualsiasi forma di Potere la prova che il grande Cambiamento consiste nel fatto che tra pochi decenni non ci sarà più bisogno di alcun genere di lavoro perche saranno le macchine e i computer a occuparsi della produzione di qualsiasi bene necessario.

Le automobili verranno guidate dal Satellite e i droni ci porteranno il cibo. Finalmente la sola scelta sarà quella di condividere gli immensi frutti produttivi delle industrie automatizzate non solo con una fascia di privilegiati ma con tutti.. Finalmente gli Stati e i governi faranno quello che dovevano fare da sempre e che non hanno mai fatto. Ovvero con l’equivalente del 10 per cento delle spese militari daranno Casa e cibo gratuiti a tutti gli esseri umani.

Ma torniamo al Referendum.

Appello dei

COSTITUZIONALISTI

 

 

REFERENDUM SULLE MODIFICHE

COSTITUZIONALI

Di fronte alla prospettiva che la legge costituzionale di riforma del-

la Costituzione sia sottoposta a referendum nel prossimo autunno,

i sottoscritti, docenti, studiosi e studiose di diritto costituzionale,

ritengono doveroso esprimere alcune valutazioni critiche.

Non siamo fra coloro che indicano questa riforma come l’anticamera

di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di

una sorta di nuovo autoritarismo.

Siamo però preoccupati che un processo di riforma, pur originato

da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre

istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le mo-

dalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare,

in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell’appannamento di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione.

 

La Costituzione è un bene comune

 

Quando Napolitano era per il No.

 

È interessante ricordare che, chi oggi sembra essere

Testimonial eccellente di queste modifiche, da Senatore della

14ª Legislatura, nella seduta n. 898 del 15/11/2005, dichia-

rava: «Quel che anch’io giudico inaccettabile è, invece, il vo-

ler dilatare in modo abnorme i poteri del Primo Ministro, se-

condo uno schema che non trova l’eguale in altri modelli co-

stituzionali europei e, più in generale, lo sfuggire ad ogni vin-

colo di pesi e contrappesi, di equilibri istituzionali, di limiti

e di regole da condividere».

E continuava: «il contrasto che ha preso corpo in Parla-

mento da due anni a questa parte e che si proporrà

agli elettori chiamati a pronunciarsi prossimamente nel referendum

confermativo non è tra passato e futuro, tra conservazione e

innovazione, come si vorrebbe far credere, ma tra due anti-

tetiche versioni della riforma dell’ordinamento della Re-

pubblica: la prima, dominata da una logica di estrema per-

sonalizzazione della politica e del potere e da un deteriore com-

promesso tra calcoli di parte, a prezzo di una disarticolazio-

ne del tessuto istituzionale; la seconda, rispondente ad

un’idea di coerente ed efficace riassetto dei poteri e degli equi-

libri istituzionali nel rispetto di fondamentali principi e

valori democratici».

È questione cogente ancora oggi quella che poneva allora

saggiamente Giorgio Napolitano, perché non si arrivi

alla notte della Repubblica parlamentare.

La Costituzione innanzitutto

Ecco allora che il popolo sovrano si deve riappropriare

della propria sovranità.

 

Quel 2 giugno 1946 iniziò questo percorso di democrazia.

E non vogliamo che venga interrotto da abusi su quanto

stabilisce l’art. 138 della Costituzione, che prevede la revi-

sione costituzionale, ma non certo la sua manomissione al-

largando a dismisura il potere del Governo a scapito della rap-

presentatività. Proprio quanto si prospetta con le attuali mo-

difiche della Carta, profilando un inquietante cambiamento

di fatto della stessa forma istituzionale dello Stato.

Quella che «non è oggetto di revisione» come con gran-

de lungimiranza stabilisce l’art. 139.

Diversamente, infatti, non è più revisione costituzionale,

ma colpo di Stato.

 

Firmatari

Francesco Amirante – Magistrato, Vittorio Angiolini –

Università di Milano Statale, Luca Antonini –

Università di Padova, Antonio Baldassarre –

Università LUISS di Roma, Sergio Bartole –

Università di Trieste, Ernesto Bettinelli –

Università di Pavia,

Franco Bile – Magistrato, Paolo Caretti –

Universi-

tà di Firenze, Lorenza Carlassare – Università di Pa-

dova, Francesco Paolo Casavola – Università di Na-

poli Federico II, Enzo Cheli – Università di Firen-

ze, Riccardo Chieppa – Magistrato, Cecilia Corsi –

Università di Firenze, Antonio D’Andrea – Univer-

sità di Brescia, Ugo De Siervo – Università di Firenze,

Mario Dogliani – Università di Torino, Gianmaria

Flick – Università LUISS di Roma, Franco Gallo –

Università LUISS di Roma, Silvio Gambino – Uni-

versità della Calabria, Mario Gorlani – Università

di Brescia, Stefano Grassi – Università di Firenze, En-

rico Grosso – Università di Torino, Riccardo Guastini

– Università di Genova, Giovanni Guiglia – Univer-

sità di Verona, Fulco Lanchester – Università di Roma

La Sapienza, Sergio Lariccia – Università di Roma

La Sapienza, Donatella Loprieno – Università del-

la Calabria, Joerg Luther – Università Piemonte

orientale, Paolo Maddalena – Magistrato, Maurizio

Malo – Università di Padova, Andrea Manzella – Uni-

versità LUISS di Roma, Anna Marzanati – Univer-

sità di Milano Bicocca, Luigi Mazzella – Avvocato del-

lo Stato, Alessandro Mazzitelli – Università  della Ca-

labria, Stefano Merlini – Università di Firenze, Co-

stantino Murgia – Università di Cagliari, Giuseppe

Neppi Modona – Università di Torino, Walter Noci-

to – Università della Calabria, Valerio Onida – Uni-

versità di Milano Statale, Saulle Panizza – Univer-

sità di Pisa, Maurizio Pedrazza Gorlero – Universi-

tà di Verona, Barbara Pezzini – Università di Ber-

gamo, Alfonso Quaranta – Magistrato, Saverio Re-

gasto – Università di Brescia, Giancarlo Rolla – Uni-

versità di Genova, Roberto Romboli – Università di

Pisa, Claudio Rossano – Università di Roma La Sa-

pienza, Fernando Santosuosso – Magistrato