Diario

A tutti i nostri amati
rapiti dal terremoto

La vostra vita si è fermata,
Ma ogni giorno per noi sarà
l’attesa di un vostro ritorno.
A voi è accaduto di morire
a noi accade di non vivere.
Possiamo solo “esistere”
dilaniati dal terremoto
permanente e invisibile
delle infinite norme e leggi
che il Potere ci impone,
travolti come siamo
da estenuanti ore di lavoro,
sepolti sotto le macerie
Noi viviamo nel
Voi ormai solo nella memoria
di chi ancora vi ama.
Ricostruiremo le vostre case
come le avete volute
ma ancora più belle e più sicure.
Chi le abiterà,
nel candore dei silenzi
avvertirà le vostre ombre,
divenire lo specchio
di un destino comune a tutti:
“la terra inesplorata
dai cui confini nessun
viaggiatore è mai tornato”.

Ma sarà bello
anche solo sperare
di ritrovarsi un giorno tutti insieme
in un mondo di luce
avvolti da un tepore infinito.

Silvano Agosti

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10 OTTOBRE 2016

GIORNATA MONDIALE SULLA SALUTE MENTALE

I occasione della Giornata mondiale della salute mentale, abbiamo chiesto una testimonianza all’autore cinematografico e scrittore Silvano Agosti, che ha dedicato diverse sue opere al disagio mentale (sceneggiò e montò il celebre‘’Matti da slegare’’, di Bellocchio); girò ‘’Il volo’’,su quella indimenticabile esperienza con cui Franco Basaglia,di cui Agosti fu intimo amico, portò centoquaranta pazienti ricoverati nell’ex manicomio con un aereo messo a disposizione dall’Alitalia e a fare appunto una trasvolata; e diresse anche ‘’La seconda ombra’’ con Remo Girone, in cui raccontò la parabola scientifica e umana di Basaglia e l’apertura dei manicomi; e il suo ultimo film ‘’Il fascino dell’impossibile’’ verso il quale ha espresso ‘’il più vivo apprezzamento per la sensibilità mostrata’’ il presidente Mattarella, siciliano come il protagonista, don Luigi Ferlauto,fondatore dell’IRCCS Associazione Oasi Maria SS. di Troina, l’istituto specializzato nel campo della disabilità intellettiva e dell’involuzione cerebrale senile, un film che,secondo Nino Dolfo del Corriere della Sera ‘’potrebbe essere definito il fascino discreto dell’altruismo”

TESTIMONIANZA DI SILVANO AGOSTI
Certo non si può avviare un progetto di felicità in un mondo nel quale ogni giorno muoiono circa trentacinquemila bambini di fame e certamente non è la mancanza di cibo che determina la loro morte ma piuttosto una mancanza di etica, il non avvertire l’estrema gravità del fenomeno anche tenendo conto del fatto che ogni anno vengono distrutte oltre un miliardo e mezzo di tonnellate di buon cibo che tuttavia sfigurerebbe a causa di qualche lieve difetto o malformazione sui banconi dei supermercati. Si può tuttavia contare su un legittimo desiderio di serenità e di partecipazione a iniziative, ad esempio che riguardano la salute mentale e la possibilità di istruire i propri simili sul tipo di cibo con cui nutrirsi per sconfiggere i rischi di malattie dovute al progressivo invecchia-mento dell’organismo. Anche di ciò si occupa la giornata mondiale sulla salute mentale.
Gran parte infatti dei disagi tipici dell’invecchiamento possono essere evitati attraverso una severa attenzione ai bisogni reali del proprio corpo in tutti i principali settori, quello del nutrimento, quello del lavoro e comunque di una attività portante nella quale investire i propri interessi e le personali qualità, quello del conoscere e dell’apprendimento di nuove visioni del mondo, quello affettivo nel quale tenere vive e operanti tutte le funzioni concernenti la sensualità, ovvero l’appagamento dei cinque sensi attraverso la tenerezza e la pratica dell’amore. Ignorando queste necessità per tutti è in agguato la depressione.
Io pongo ad esempio come premessa che si smetta di definire l’ultima parte del vivere “vecchiaia”, impiegando termini più espressivi ed esatti come longevità, anzianità, o come suggerisce Shakespeare “Seconda infanzia” o anche e perfino l’Età dell’oblio.
E’ mia convinzione che il corpo umano possa tenere ben deste e operanti tutte le sue funzioni se viene rispettato non solo nei bisogni fondamentali ma anche dei desideri, imparando magari attraverso discipline di pensiero orientali ad apprendere tecniche di riscoperta sempre nuova del privilegio di vivere, dell’esserci, del poter avvertire in se stessi la vastità stessa dell’universo che ci circonda.
Penso al mio recente film che ho concluso solo qualche mese fa, il cui titolo riassume una mia esperienza di incontro viscerale con il mondo dei disabili e con la straordinaria vastità del loro sguardo: IL FASCINO DELL’IMPOSSIBILE. Attraverso questa rara esperienza ho imparato a percepire e a comprendere il linguaggio di un loro silenzio colmo di attese e di esplorazioni del mondo o di un un semplice oggetto o della loro capacità di narrare la densità del mistero attraverso un sorriso.
E’ anche mia precisa convinzione che il mondo intero appaia costruito a immagine e somiglianza di chi negli antri di una anonimità inviolabile proietta la propria segreta infelicità di dominatore e distruttore dei destini altrui su milioni anzi miliardi di individui. Sono certo che se gli Stati e i governi facessero finalmente in questa Era dell’automazione quello che avrebbero dovuto fare da sempre e che non hanno mai fatto, investendo il 10 per cento delle spese militari per dare alloggio e cibo gratuito a tutti gli esseri umani presenti sul pianeta, solo allora sorgerebbe oltre a una condizione di benessere universale, un’Etica capace di procurare beatitudine permanente sull’intero pianeta.

Silvano Agosti

”Matti da slegare”, il trailer:

Dichiarazione di voto di Silvano Agosti

 

“Il mio No si esprime nella sola ragione che questo referendum è stato indetto da un assetto governativo che nessuno ha eletto e con modalità di dubbio rispetto nei confronti della costituzione che si intende, appunto, riformare.”

 

Chi parte da questi presupposti non mi appare come una forza capace di operare con lealtà e vero coraggio al miglioramento della vita.

Non mi sento di entrare nel merito delle varie possibili truffe che forse si nascondono dietro lo slogan assai diffuso “vuoi che le cose cambino in meglio vota Sì, vuoi che continuino a essere peggiori vota No”.

Semplicemente offro il mio No a un referendum indetto da un governo illegittimo.

Penso che queste persone non abbiano alcun diritto di occupare, tra l’altro senza alcuna delega, il Parlamento, se non la passività di un popolo ridotto allo stremo e ormai incapace di reagire.

Il residuo mondo del lavoro sfiora i sei milioni di disoccupati.

Sono migliaia i suicidi in Italia di responsabili nelle piccole e medie aziende soffocate dall’attuale morsa fiscale che non ha pietà di nessuno.

Il 54 per cento dei giovani vive sulla pensione dei genitori.

Siamo alle soglie di un’Era nuova, estremamente importante  che indica nell’ormai evidente disgregarsi di qualsiasi forma di Potere la prova che il grande Cambiamento consiste nel fatto che tra pochi decenni non ci sarà più bisogno di alcun genere di lavoro perche saranno le macchine e i computer a occuparsi della produzione di qualsiasi bene necessario.

Le automobili verranno guidate dal Satellite e i droni ci porteranno il cibo. Finalmente la sola scelta sarà quella di condividere gli immensi frutti produttivi delle industrie automatizzate non solo con una fascia di privilegiati ma con tutti.. Finalmente gli Stati e i governi faranno quello che dovevano fare da sempre e che non hanno mai fatto. Ovvero con l’equivalente del 10 per cento delle spese militari daranno Casa e cibo gratuiti a tutti gli esseri umani.

Ma torniamo al Referendum.

Appello dei

COSTITUZIONALISTI

 

 

REFERENDUM SULLE MODIFICHE

COSTITUZIONALI

Di fronte alla prospettiva che la legge costituzionale di riforma del-

la Costituzione sia sottoposta a referendum nel prossimo autunno,

i sottoscritti, docenti, studiosi e studiose di diritto costituzionale,

ritengono doveroso esprimere alcune valutazioni critiche.

Non siamo fra coloro che indicano questa riforma come l’anticamera

di uno stravolgimento totale dei principi della nostra Costituzione e di

una sorta di nuovo autoritarismo.

Siamo però preoccupati che un processo di riforma, pur originato

da condivisibili intenti di miglioramento della funzionalità delle nostre

istituzioni, si sia tradotto infine, per i contenuti ad esso dati e per le mo-

dalità del suo esame e della sua approvazione parlamentare, nonché della sua presentazione al pubblico in vista del voto popolare,

in una potenziale fonte di nuove disfunzioni del sistema istituzionale e nell’appannamento di alcuni dei criteri portanti dell’impianto e dello spirito della Costituzione.

 

La Costituzione è un bene comune

 

Quando Napolitano era per il No.

 

È interessante ricordare che, chi oggi sembra essere

Testimonial eccellente di queste modifiche, da Senatore della

14ª Legislatura, nella seduta n. 898 del 15/11/2005, dichia-

rava: «Quel che anch’io giudico inaccettabile è, invece, il vo-

ler dilatare in modo abnorme i poteri del Primo Ministro, se-

condo uno schema che non trova l’eguale in altri modelli co-

stituzionali europei e, più in generale, lo sfuggire ad ogni vin-

colo di pesi e contrappesi, di equilibri istituzionali, di limiti

e di regole da condividere».

E continuava: «il contrasto che ha preso corpo in Parla-

mento da due anni a questa parte e che si proporrà

agli elettori chiamati a pronunciarsi prossimamente nel referendum

confermativo non è tra passato e futuro, tra conservazione e

innovazione, come si vorrebbe far credere, ma tra due anti-

tetiche versioni della riforma dell’ordinamento della Re-

pubblica: la prima, dominata da una logica di estrema per-

sonalizzazione della politica e del potere e da un deteriore com-

promesso tra calcoli di parte, a prezzo di una disarticolazio-

ne del tessuto istituzionale; la seconda, rispondente ad

un’idea di coerente ed efficace riassetto dei poteri e degli equi-

libri istituzionali nel rispetto di fondamentali principi e

valori democratici».

È questione cogente ancora oggi quella che poneva allora

saggiamente Giorgio Napolitano, perché non si arrivi

alla notte della Repubblica parlamentare.

La Costituzione innanzitutto

Ecco allora che il popolo sovrano si deve riappropriare

della propria sovranità.

 

Quel 2 giugno 1946 iniziò questo percorso di democrazia.

E non vogliamo che venga interrotto da abusi su quanto

stabilisce l’art. 138 della Costituzione, che prevede la revi-

sione costituzionale, ma non certo la sua manomissione al-

largando a dismisura il potere del Governo a scapito della rap-

presentatività. Proprio quanto si prospetta con le attuali mo-

difiche della Carta, profilando un inquietante cambiamento

di fatto della stessa forma istituzionale dello Stato.

Quella che «non è oggetto di revisione» come con gran-

de lungimiranza stabilisce l’art. 139.

Diversamente, infatti, non è più revisione costituzionale,

ma colpo di Stato.

 

Firmatari

Francesco Amirante – Magistrato, Vittorio Angiolini –

Università di Milano Statale, Luca Antonini –

Università di Padova, Antonio Baldassarre –

Università LUISS di Roma, Sergio Bartole –

Università di Trieste, Ernesto Bettinelli –

Università di Pavia,

Franco Bile – Magistrato, Paolo Caretti –

Universi-

tà di Firenze, Lorenza Carlassare – Università di Pa-

dova, Francesco Paolo Casavola – Università di Na-

poli Federico II, Enzo Cheli – Università di Firen-

ze, Riccardo Chieppa – Magistrato, Cecilia Corsi –

Università di Firenze, Antonio D’Andrea – Univer-

sità di Brescia, Ugo De Siervo – Università di Firenze,

Mario Dogliani – Università di Torino, Gianmaria

Flick – Università LUISS di Roma, Franco Gallo –

Università LUISS di Roma, Silvio Gambino – Uni-

versità della Calabria, Mario Gorlani – Università

di Brescia, Stefano Grassi – Università di Firenze, En-

rico Grosso – Università di Torino, Riccardo Guastini

– Università di Genova, Giovanni Guiglia – Univer-

sità di Verona, Fulco Lanchester – Università di Roma

La Sapienza, Sergio Lariccia – Università di Roma

La Sapienza, Donatella Loprieno – Università del-

la Calabria, Joerg Luther – Università Piemonte

orientale, Paolo Maddalena – Magistrato, Maurizio

Malo – Università di Padova, Andrea Manzella – Uni-

versità LUISS di Roma, Anna Marzanati – Univer-

sità di Milano Bicocca, Luigi Mazzella – Avvocato del-

lo Stato, Alessandro Mazzitelli – Università  della Ca-

labria, Stefano Merlini – Università di Firenze, Co-

stantino Murgia – Università di Cagliari, Giuseppe

Neppi Modona – Università di Torino, Walter Noci-

to – Università della Calabria, Valerio Onida – Uni-

versità di Milano Statale, Saulle Panizza – Univer-

sità di Pisa, Maurizio Pedrazza Gorlero – Universi-

tà di Verona, Barbara Pezzini – Università di Ber-

gamo, Alfonso Quaranta – Magistrato, Saverio Re-

gasto – Università di Brescia, Giancarlo Rolla – Uni-

versità di Genova, Roberto Romboli – Università di

Pisa, Claudio Rossano – Università di Roma La Sa-

pienza, Fernando Santosuosso – Magistrato

Mi piacerebbe…

Mi piacerebbe che ogni individuo cercasse dentro di sé un segno della presenza di tutti quelli che sono stati oggetto di un incontro.
Scoprendo inoltre negli altri una traccia della propria individualità.
Insomma cercando l’insieme dei propri simili in se stessi e trovando tracce di sé, in ogni persona che incontriamo.

In questo modo l’area delle proprie emozioni si estende sempre più fino ad abbracciare, perché no, l’intero genere Umano.
Noto, dialogando con gli spettatori del cinema che ognuno dice di soffrire di solitudine. Allora mi occupo subito di proporre che non si tratta di solitudine ma di isolamento.

La solitudine infatti è un indispensabile allontanamento dagli altri per poter valorizzare tutto ciò che nei nostri incontri abbiamo ricevuto.
I “latini” benedicevano così la solitudine “solitudo, sola beatitudo” ovvero la solitudine è una rara beatitudine. Quindi si può soffrire solo di mancanza di solitudine.
Mentre l’isolamento è l’assenza di incontri, è l’aver perso il bisogno di confrontarsi il più possibile con gli altri sulla validità della propria visione del mondo e quindi dei propri comportamenti.

Silvano Agosti

LETTERA per i CITTADINI DEL MONDO e i loro GOVERNANTI E OPPRESSORI.

Nel labirinto dei finti bisogni, ognuno giustamente si perde. Tanto vale occuparsi dei due veri bisogni dell’Essere Umano, che solo la Comunità o lo Stato hanno il dovere di soddisfare.
Eccoli i due principali e veri bisogni dell’Essere Umano: CIBO e CASA.
L’ANNO DUEMILA è ARRIVATO ormai da oltre 16 anni e trent’anni fa tutti i giornali e le tv del mondo promettevano che nel 2000 le nuove tecnologie avrebbero
FINALMENTE LIBERATO GLI ESSERI UMANI DAL LAVORO.
È fondamentale che lo slogan che per secoli ha torturato milioni di esseri ovvero “se non lavoro non mangio”
quindi dovevo trovare un lavoro, quindi ho dovuto sottomettermi, quindi non mai avuto alcun tempo per vivere etc. etc. deve essere sostituito dalla certezza “se non mangio non posso lavorare, e neppure vivere”, quindi chiedo che venga data risposta a questi miei due bisogni fondamentali ora che di lavoro non c’è più bisogno.
Chi dunque in un’Era nella quale siamo già entrati e nella quale qualsiasi attività lavorativa di massa verrà completamente affidata a sofisticati macchinari diretti da computer, è tenuto a procurare per sette miliardi di abitanti del Pianeta Terra, del buon cibo e una confortevole abitazione in comodato d’uso. Ma chi paga?
È semplice: Dagli immensi profitti che il mondo del lavoro automatizzato produce, basterà destinare il 10 % per dare casa e lavoro a tutti i sette miliardi di Esseri Umani che popolano il pianeta.
Immaginate una Umanità che si sveglia ogni mattina in una casa confortevole e con la certezza di avere a disposizione il cibo quotidiano.
Lasciando tutto com’è. Ognuno si alza, va a fare la colazione al bar o la spesa negli stessi negozi in cui è sempre andato. Ma chi paga? Ognuno firma il conto con il proprio codice fiscale e LA COMUNITÀ (fino a oggi indicata come LO STATO) ogni trimestre paga i conti dei cibi serenamente consumati dai cittadini.
Si noti che una risposta vera a questi due bisogni eliminerebbe i pesi economicamente più gravi e osceni ovvero gli armamenti, le droghe, le tonnellate di farmaci, il mondo della prostituzione, e l’immenso sperpero nel cercare di soddisfare bisogni inutili con altrettante inutili spese.
Cosa offre ogni Essere Umano alla Comunità (altrimenti detto LO STATO) in cambio di CASA e CIBO?
Ognuno offre la disponibilità di due ore al giorno di lavoro volontario per svolgere qualsiasi residua necessità di lavoro ancora necessario anche in un mondo produttivo completamente automatizzato, insomma due ore di volontariato e 22 ore di vita al giorno.
Ogni diritto dell’Essere Umano va difeso e rispettato, soprattutto i due principali diritti AL CIBO E ALLA CASA.
A questo proposito cito volentieri una parte del discorso nel finale del film IL GRANDE DITTATORE dell’amico Chaplin, anzi, Charlot.
“Cittadini del mondo, non affidatevi a chi vi comanda, sono uomini che vi disprezzano, vi sfruttano e vi dicono cosa fare, cosa dire, cosa pensare e vi condizionano.
Non affidatevi a questa gente senza un’anima, voi non siete bestie, siete Esseri Umani.
Uniamoci tutti, lottiamo per un mondo nuovo, che sia migliore, che procuri a tutti il necessario, ai giovani un futuro, agli anziani la sicurezza.
Promettendovi queste cose dei bruti sono andati al potere, mentono, non manterranno mai quelle promesse,
lottiamo per liberare il mondo eliminando confini e barriere, eliminando l’avidità, l’odio e l’intolleranza, lottiamo per un mondo ragionevole, un mondo che con la scienza e il progresso diano a tutti gli Esseri Umani il benessere, in questo mondo c’è posto per tutti, la Natura è ricca, è sufficiente per tutti noi, la vita può essere davvero felice e magnifica, ma noi lo abbiamo dimenticato.
L’avidità ha avvelenato i nostri cuori, ha precipitato il mondo nell’odio , abbiamo i mezzi per spaziare ma ci siamo chiusi in noi stessi, la macchina dell’abbondanza ci ha resi poveri, il predominio della scienza ci rende cinici, l’avidità fa di noi degli esseri duri e cattivi, pensiamo troppo e sentiamo poco, più che di abilità abbiamo bisogno di bontà e gentilezza, senza queste qualità la vita è violenza e tutto è perduto.ci rende vittime di un sistema che impone di torturare e imprigionare gente innocente.
A chi mi sta ascoltando io dico non disperate, l’avidità che ci comanda è un male passeggero, l’odio degli uomini scompare insieme ai dittatori e il potere che vi hanno rubato tornerà a essere vostro. Qualsiasi mezzo usino per negarla, la libertà non può essere soppressa”.

MESSAGGIO A OGNI COSCIENZA UMANA OPERANTE NEL MONDO

Nella consapevolezza che ogni essere umano è giusto che si consideri in parte responsabile di tutto ciò che accade ma anche di ciò che non accade nel mondo, desidero diffondere queste due brevi notizie:

A) Ogni giorno da circa cinquant’anni muoiono di fame circa 35.000 bambini
B) La metà del cibo prodotto nel mondo, circa due miliardi di tonnellate, finisce nella spazzatura, benché sia commestibile. Il dato, è stato rilevato dalla FAO.

Propongo che, come contributo minimo chiunque inizi un saggio o un articolo o una lettera o un messaggio E mail comunichi queste due sconcertanti notizie che regolano l’operato delle attuali strutture di potere nel mondo intero.
DATI FAO

Fatta 100 la quantità complessiva, a livello mondiale, di cibo sprecato nelle varie fasi della catena dalla produzione alle nostre tavole, ecco le stime della FAO sullo spreco nelle singole fasi, in percentuale e in milioni di tonnellate.

32% –> 510 milioni di tonnellate si sprecano durante la produzione agricola
22% –> 355 milioni di tonnellate nelle fasi immediatamente successive alla raccolta
11% –> 180 milioni di tonnellate durante la trasformazione industriale
13% –> 200 milioni di tonnellate durante la distribuzione
22% –> 345 milioni di tonnellate li spreca il consumatore, a livello domestico e nella ristorazione

Forse pensando al paradosso del piatto di pasta o del caffè buttato nel lavello, vedremmo tutti con maggiore chiarezza qual è il problema.