Diario

DA LUNEDI  4  A  GIOVEDI  14 LUGLIO 2016

     IL CINEMA E’ CHIUSO PER MANUTENZIONE

 

Cinema Azzurro Scipioni – Piccolo Louvre del Cinema

Dove il Cinema è Arte

Via degli Scipioni 82 Roma 00192 – tel e fax: 0639737161

Ingresso gratuito ai netturbini e agli esodati | Programmato da Silvano Agosti

Programmazione dal 1° al 3 luglio

IL MIO SITO UFFICIALE

http://www.silvanoagosti.it/

CHI CERCA I MIEI LIBRI E I MIEI FILM

http://store.silvanoagosti.it/

CHI CERCA I MIEI EBOOK E AUDIO EBOOK

http://www.ultimabooks.it

 

 

Cara Virginia,

 

sei tu che, chiedendo aiuto alla tua bella semplicità, hai detto arrivando in Campidoglio “Chiamatemi Virginia”.

Certamente perché tu non vuoi, come tutti, essere prigioniera di un ruolo, vuoi solamente esercitarlo.

Nessuno prende in esame il tuo coraggio che consiste nell’aver accettato di consegnare la tua vita a questa esperienza impossibile:

trasformare una gestione comunale in agonia in un assetto organizzativo degno di una grande città.

Infatti ora tu non sei arrivata al vertice di una realtà comunale che richiede solo di essere amministrata, magari con prudenza e sag-gezza. No ti hanno portata in un terreno paludoso e infetto che, prima di poter essere coltivato, richiede una bonifica strutturale. Ogni singolo ruolo di coloro che potranno collaborare con te è stato pesantemente contaminato per anni dai prepotenti plenipotenziari di questa città che sono riusciti a offrire alleanze economiche tanto preziose da rendere qualsiasi rifiuto una sorta di insensato

disprezzo.

Tutti o quasi hanno accettato un modo di essere che in questo esausto Paese è ormai in grado di giustificare qualsiasi nefandezza definendola come “la politica”.

Cara Virginia, non ti sarà facile evitare la malafede e l’ostilità di quelli che da sempre hanno appoggiato chi ti ha preceduto.

Non puoi eliminarli perché sono entrati ormai nel tessuto stesso delle strutture amministrative, ma puoi tenerli lontani.

Non credo vadano combattuti, ma lasciati con gentilezza pascere nei loro privilegi e nelle loro disgrazie tra cui la maggiore è proprio quella di essere come sono.

Io credo profondamente nella gentilezza come unica arma per domare la malvagità e l’arroganza.

Come dono augurale per questo tuo delicato mandato, ti offro la mia fiducia nel fatto che la femminilità è una realtà talmente grande e abissale che non può essere capita ma solo assecondata. Così invece di ordini tu darai mandato operativo a ogni tuo desiderio di rispettare i diritti di ognuno.

Ti guiderà la determinazione di riuscire là dove nessun uomo sarebbe mai stato capace di arrivare.

Sii certa che tutti i cittadini di Roma, magari in segreto, sono al tuo fianco e ti stimano, perfino quelli che, per via del loro passato saranno costretti a denigrare il tuo operato a qualsiasi costo.

Mi è parso di capire che il movimento cui appartieni da sempre guarda avanti. E’ lo sguardo dell’infanzia, dell’adolescenza e della giovinezza che in una comunità giusta possono operare e crescere in ognuno fino alla fine dei suoi giorni.

 

Silvano Agosti

 

Post Scriptum

Passo la parola a un amico filosofo

Secondo il pensiero di Platone il politico deve conoscere la giusta misura per mescolare “nel bene” i diversi strati della società e arriva ad affermare che in uno Stato perfetto non ci sarebbe bisogno di leggi perché considera le leggi un “male necessario” come conseguenza di una politica imperfetta.

Incredibile come l’attuale esercizio della politica si appoggi e si identifichi con un flusso interminabile di leggi e di norme, che quasi sempre non vengono rispettate, certificando in questo modo la sua colossale imperfezione.

E’ anche incredibile che chi legifera non si preoccupa di rispettare le leggi che promulga, quasi quello fosse compito di chiunque altro, si direbbe, ad eccezione dei legislatori.

“Poiché il mio nuovo film IL FASCINO DELL’IMPOSSIBILE non fruisce delle oltre 3.000 sale OFFERTE al film ”Quo Vado” Di Zalone il mio nuovo film, dicevo, ha a disposizione una sola sala il cinema AZZURRO SCIPIONI di Roma, in via degli Scipioni 82 (metro Ottaviano San Pietro).

Ho deciso che ogni sabato e domenica alle ore 17.00 il film IL FASCINO DELL’IMPOSSIBILE rimarrà in programmazione per un anno, a disposizione di tutti coloro che desiderano vedere un film indipendente e d’Autore e di tutti quelli che hanno a che fare con i bimbi disabili o che desiderano imparare come si realizzano opere magnifiche indipendentemente dal denaro A FAVORE DI ESSERI INDIFESI E CRUDELMENTE EMARGINATI.

 

RECENSIONE DI MARGHERITA MAGRI

Se di certi sogni si dice “un sogno talmente reale da sembrare vero”, questo è un film talmente vivido da sembrare un sogno.

Quello di Luigi Orazio Ferlauto è un sogno che diventa realtà: la costruzione di un’Oasi dedicata all’ospitalità e alla cura di persone diversamente abili. La creazione di un mondo dove è presente l’amore, dove esiste un tempo per tutto, anche per chiedersi “chi è l’altro”, per esempio.

Il fascino dell’impossibile mette lo spettatore irriducibilmente davanti a sé stesso.

Nelle riprese lente e affilate del profilo della città di Troina, si materializza l’incantesimo: una realtà sferzante narrata attraverso una luce trascendente che percorre il film come un leitmotiv, mutando sembianze senza mutare sostanza.

Nella trama sonora tracce di sentieri utili a mantenere presenza nel confronto con un’alterità abissale. Nell’altro da sé si specchia la natura profonda di ognuno e il mistero della vita, accarezzato nel film con la levità delle nuvole bianche, i trilli dei grilli. Dialogano le campane della Chiesa coi campanacci delle pecore, i richiami dei gabbiani con una melodia discordante suonata da mani segnate dalla vita e dal tempo.

Il suono del vento orchestra uno spazio di osservazione dove il senso del tempo, a seconda delle emozioni provate, inverte la sua espansione.

Dalla documentazione dell’operato di Luigi Orazio Ferlauto e dei volontari che con lui collaborano scaturisce un’armonia infrangibile. Un moto perpetuo costellato di infinite sempre nuove speranze che come lucciole si accendono sul versante della collina, nel cinema, tra gli alberi nel bosco.

Il film somiglia all’attraversamento di un tunnel sfolgorante dorato, a ciascuno la propria velocità e il proprio viaggio.

Un film trasformativo, che attinge le sue risorse nei parchi aperti dell’eternità.

 

Margherita Magri

Eccomi a confermare che domani domenica 19 giugno 2016 il mio voto andrà a favore del sindaco candidato dal Movimento 5 Stelle. La parola “movimento” è capace ogni volta di sciogliere i miei dubbi relativi ad un percorso politico istituzionale obbligatorio. E’ chiaro che l’obbligo di inoltrarsi nella gestione di un comune come quello di Roma è colmo di rischi e di trabocchetti. Questa esperienza, in caso di vittoria, può stimolare da parte dei partiti ufficiali un attacco definitivo di menzogne e di false attribuzioni al Movimento 5 Stelle di gravi eventi trascorsi che hanno la origine nelle precedenti amministrazioni. 

Auguriamoci che, avverandosi l’ipotesi di una vittoria, il movimento la viva come una verifica della propria vitalità politica e come una dimostrazione della sua reale capacità organizzativa nella gestione dell’intero paese.

Silvano Agosti

LA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO

In relazione alle elezioni di Roma esprimo la mia volontà serena di votare a favore del movimento cinquestelle,- Virginia Raggi e per quanto riguarda il referendum non ho alcun dubbio a schierarmi per il No.
Anche se avverto l’immenso pericolo per il movimento CINQUESTELLE che, in caso di vincita e di gestione del comune di Roma, verrebbe in pochi mesi distrutto dall’emersione di infinite illegalità stipulate dalle giunte precedenti.

Il Comune di Roma infatti dicono tutti che galleggi su un piccolo oceano di liquami, di compromessi, di estorsioni, di truffe consolidate e di bustarelle.

Quindi io penso sarebbe fantastico se il movimento e la RAGGI VINCESSERO LE ELEZIONI, MA AL TEMPO STESSO DECIDESSERO DI GOVERNARE IL COMUNE DI ROMA DALL’OPPOSIZIONE.
Con una “opposizione di maggioranza” verrebbero approvate solo le decisioni condivise e non quelle imposte.
Inoltre tra il Movimento Cinquestelle e le Istituzioni ci sarebbe il dovuto distacco rispetto all’attuale livello di democraticità assai dubbio in un Paese con un governo illegale e un presidente della Repubblica eletto da un Governo di dubbia origine.
Per quanto riguarda il Referendum la luce di dubbia confusione che regna sulla descrizione della cosiddetta riforma costituzionale impone tempi di riflessione più profondi e un clima di minore belligeranza nelle zone alte della politica. Quindi il mio NO si fa strada nella mia coscienza di cittadino senza alcuna esitazione e senza alcun dubbio.

Silvano Agosti

OGGI FESTA DELLA REPUBBLICA
PUBBLICO VOLENTIERI LA PRIMA LETTERA
DEL MIO LIBRO
”Lettere dalla Kirghisia”

…basta saper immaginare un’isola,
perché quest’isola
incominci realmente ad esistere.

Kirghisia, 3 luglio

Cari amici,

non sono venuto in Kirghisia per mia volontà o per trascorrere le ferie, ma per caso.
Improvvisamente ho assistito al miracolo di una società nascente, a misura d’uomo, dove ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenità permanente non è utopia, ma un bene reale e comune.
Qui sembra essere accaduto tutto ciò che negli altri Paesi del mondo, da secoli, non riesce ad accadere.

Arrivando in Kirghisia ho avuto la sensazione di “tornare” in un luogo nel quale in realtà non ero mai stato. Forse perché da sempre sognavo che esistesse.
Il mio strano “ritorno” in questo meraviglioso Paese, è accaduto dunque casualmente.
Per ragioni tecniche, l’aereo sul quale viaggiavo ha dovuto fare scalo due giorni nella capitale.

Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili.
La produttività si è così triplicata, dato che una persona felice sembra essere in grado di produrre, in un giorno, più di quanto un essere sottomesso e frustrato riesce a produrre in una settimana. In questo contesto, il concetto di “ferie” appare goffo e perfino insensato, qui dove tutto sembra organizzato per festeggiare ogni giorno la vita.

L’attuale concetto occidentale di ferie, invece, risulta feroce, quanto la concezione stessa del lavoro, non soltanto perché interferisce in modo profondo con il senso della libertà, ma perché ne trasforma e deforma il significato. Nel periodo di ferie, milioni di persone sono obbligate a divertirsi, così come nel resto dell’anno sono obbligate a lavorare senza tregua, a sognare di trovare un lavoro o a guarire dai guasti e dalle malattie, causate da un’attività lavorativa coatta e quotidiana.
Questo meccanismo delle otto ore di lavoro ogni giorno, produce da sempre tensioni sociali, nevrosi, depressioni, malattie e soprattutto la sensazione precisa di perdere per sempre l’occasione della vita.
La proposta risanatrice di questi invisibili orrori, si è risolta nello Stato della Kirghisia, dove sono state realizzate una serie di riforme che in pochi anni hanno modificato le abitudini e i comportamenti dei suoi cittadini.
La corruzione politica si è azzerata perché in questo Paese, chi appartiene all’apparato governativo, esercita il proprio ruolo in forma di “volontariato”, semplicemente continuando a mantenere per tutta la durata del mandato politico lo stesso stipendio che percepiva nella sua precedente attività. Quando ho saputo che ogni realtà politica nasce da una forma di volontariato, ho finalmente capito perché, ogni volta che vedo un rappresentante del parlamento italiano parlare alla televisione, c’è qualcosa sul suo volto che rivela un’incolmabile lontananza da ciò che sta dicendo. Ecco, ora mi è chiaro che chiunque abbia, come i nostri deputati occidentali, uno stipendio che sommando le varie voci si aggira intorno ai 20.000 euro al mese, non può in alcun modo essere convincente, in ciò che dice, pensa o fa.
Qui in Kirghisia, la possibilità di dedicare quotidianamente alla vita almeno mezza giornata ha consentito la realizzazione di rapporti completamente nuovi tra padri e figli, tra colleghi di lavoro e vicini di casa.
Finalmente i genitori hanno il tempo di conoscersi veramente tra loro e di frequentare i propri figli.
I parchi sono ogni giorno ricolmi di persone e il traffico stradale è oltre quattro volte inferiore, dato il variare degli orari di lavoro.
Le fabbriche sono in attività produttiva continua, ma chi fa i turni di notte lavora solo due ore.
Già al terzo anno di questa singolare esperienza è stato rilevato un fenomeno molto importante. Il consumo di droghe, sigarette, alcolici è diminuito in modo quasi totale e i farmaci rimangono in gran parte invenduti.
Certo, tutto ciò può sembrare incredibile a chi, come voi cari amici, è costretto a credere che l’attuale organizzazione dell’esistenza in occidente sia la sola possibile.

In Kirghisia, la gestione dello Stato, oltre a essere una forma di volontariato, si esprime in due governi, uno si occupa della gestione quotidiana della cosa pubblica, l’altro si dedica esclusivamente al miglioramento delle strutture.
Ho incontrato il Ministro per il Miglioramento delle Attività lavorative che ha in progetto, nel prossimo quinquennio, di ridurre ulteriormente per tutti il lavoro obbligatorio a due ore al giorno invece delle attuali tre. Il Ministro è convinto che solo una umanità liberata dal lavoro possa essere veramente produttiva.
È anche certo che si possa scoprire l’operosità del fare, solo realizzando, nel tempo libero, ciò che si desidera.
Ho fatto bene a decidere di rimanere in Kirghisia, e non me ne andrò finché continuerò ad avere questa strana sensazione che in questo paese sto vivendo, all’interno di un sogno comune.

Un abbraccio a tutti.

Silvano Agosti

A Marco

“ORA CHE PUÒ SOLO TACERE GLI DANNO IL MASSIMO DELLO SPAZIO”. Battuta udita vicino al feretro di Marco Pannella.

 

Molti amici mi chiedono se conoscevo Pannella, se in certo modo condivido la vastità della stima nei suoi confronti che ormai perfino i suoi avversari gli riservano.

Di Marco Pannella ho sempre ammirato il fatto che lui, soprattutto agli inizi delle sue grandi battaglie sociali, altro non era che un semplice cittadino che da subito rivelava di non aver timore alcuno nei confronti dello Stato e delle cosiddette Autorità.

L’ho sentito tante volte descrivere i dirigenti politici di questo Paese, come “una associazione a delinquere”e il sentimento che lo ispirava era chiaramente un profondo amore per i diritti di tutti ma anche per i diritti di ognuno. Immaginatevi se gli abitanti di questo Paese avessero una analoga energia nel rivelare l’assenza operativa delle istituzioni, lo smarrimento di qualsiasi burocrate di fronte a un progetto del fare piuttosto che a una abitudine a negare. Negare permessi, negare la propria complicità con le mafie, negare la propria stessa negatività di fronte ai problemi reali della gente. Ora che Marco Pannella abiterà nel traballante edificio della Storia, tutta riservata a cosiddetti “grandi leader” insomma dove si preferisce descrivere le gesta di feroci e spietati  avventurieri come Napoleone, Giulio Cesare o Alessandro “il grande” piuttosto che descrivere l’immenso contributo che milioni di schiavi prima, di lavoratori poi hanno realmente dato a prezzo di immensi sacrifici, per muovere il carro della realtà più verso i diritti umani che verso l’esaltazione del Potere.

Marco Pannella, cittadino coraggioso, capace di credere in quello che fa, e capace di fare quello in cui crede.

Lo saluto con misurata gratitudine.

 

L’ULTIMA CONFIDENZA

Pannella_a-subito

 

 

I giornali e i telegiornali, tutti d’accordo di onorare la sua morte, celebrando la sua vita, si direbbe esprimano un certo sollievo, perché anche lui Marco Pannella, come Socrate, come Ghandi, come Luther King, finalmente è morto.

Questa sua morte per me è stata un evento doppiamente prematuro perché non pensavo che morisse così presto,

nonostante quella sua mano tremante da accanito fumatore. Scomparsa prematura la Sua anche perché da un po’ di tempo era nato in me il desiderio di consultarmi con lui su un argomento fondamentale e ora con grande rammarico non lo posso più fare.

Ecco cosa volevo dirgli.

“Vorrei che venisse spiegato pubblicamente

che dietro la celebratissima Crisi viene nascosta una verità imbarazzante. La verità che tutti i poteri forti stanno tacendo:

Il lavoro mancherà sempre più su tutto il pianeta, perché le nuove tecnologie, con pochi tecnici e l’automazione, stanno sostituendo tutti i lavoratori.

 

Infatti questa potente macchina di controllo e di spietata sottomissione per oltre sei miliardi di esseri umani, (“se non lavori non mangi”) ormai non può essere utilizzata perché il lavoro andrà mancando sempre più fino a sparire.

Non è escluso che i cosiddetti poteri occulti preferiscano far sparire insieme al lavoro anche i sei miliardi di esseri in eccedenza”.