Diario

LA MIA DICHIARAZIONE DI VOTO

In relazione alle elezioni di Roma esprimo la mia volontà serena di votare a favore del movimento cinquestelle,- Virginia Raggi e per quanto riguarda il referendum non ho alcun dubbio a schierarmi per il No.
Anche se avverto l’immenso pericolo per il movimento CINQUESTELLE che, in caso di vincita e di gestione del comune di Roma, verrebbe in pochi mesi distrutto dall’emersione di infinite illegalità stipulate dalle giunte precedenti.

Il Comune di Roma infatti dicono tutti che galleggi su un piccolo oceano di liquami, di compromessi, di estorsioni, di truffe consolidate e di bustarelle.

Quindi io penso sarebbe fantastico se il movimento e la RAGGI VINCESSERO LE ELEZIONI, MA AL TEMPO STESSO DECIDESSERO DI GOVERNARE IL COMUNE DI ROMA DALL’OPPOSIZIONE.
Con una “opposizione di maggioranza” verrebbero approvate solo le decisioni condivise e non quelle imposte.
Inoltre tra il Movimento Cinquestelle e le Istituzioni ci sarebbe il dovuto distacco rispetto all’attuale livello di democraticità assai dubbio in un Paese con un governo illegale e un presidente della Repubblica eletto da un Governo di dubbia origine.
Per quanto riguarda il Referendum la luce di dubbia confusione che regna sulla descrizione della cosiddetta riforma costituzionale impone tempi di riflessione più profondi e un clima di minore belligeranza nelle zone alte della politica. Quindi il mio NO si fa strada nella mia coscienza di cittadino senza alcuna esitazione e senza alcun dubbio.

Silvano Agosti

OGGI FESTA DELLA REPUBBLICA
PUBBLICO VOLENTIERI LA PRIMA LETTERA
DEL MIO LIBRO
”Lettere dalla Kirghisia”

…basta saper immaginare un’isola,
perché quest’isola
incominci realmente ad esistere.

Kirghisia, 3 luglio

Cari amici,

non sono venuto in Kirghisia per mia volontà o per trascorrere le ferie, ma per caso.
Improvvisamente ho assistito al miracolo di una società nascente, a misura d’uomo, dove ognuno sembra poter gestire il proprio destino e la serenità permanente non è utopia, ma un bene reale e comune.
Qui sembra essere accaduto tutto ciò che negli altri Paesi del mondo, da secoli, non riesce ad accadere.

Arrivando in Kirghisia ho avuto la sensazione di “tornare” in un luogo nel quale in realtà non ero mai stato. Forse perché da sempre sognavo che esistesse.
Il mio strano “ritorno” in questo meraviglioso Paese, è accaduto dunque casualmente.
Per ragioni tecniche, l’aereo sul quale viaggiavo ha dovuto fare scalo due giorni nella capitale.

Qui in Kirghisia, in ogni settore pubblico e privato non si lavora più di tre ore al giorno, a pieno stipendio, con la riserva di un’eventuale ora di straordinario. Le rimanenti 20 o 21 ore della giornata vengono dedicate al sonno, al cibo, alla creatività, all’amore, alla vita, a se stessi, ai propri figli e ai propri simili.
La produttività si è così triplicata, dato che una persona felice sembra essere in grado di produrre, in un giorno, più di quanto un essere sottomesso e frustrato riesce a produrre in una settimana. In questo contesto, il concetto di “ferie” appare goffo e perfino insensato, qui dove tutto sembra organizzato per festeggiare ogni giorno la vita.

L’attuale concetto occidentale di ferie, invece, risulta feroce, quanto la concezione stessa del lavoro, non soltanto perché interferisce in modo profondo con il senso della libertà, ma perché ne trasforma e deforma il significato. Nel periodo di ferie, milioni di persone sono obbligate a divertirsi, così come nel resto dell’anno sono obbligate a lavorare senza tregua, a sognare di trovare un lavoro o a guarire dai guasti e dalle malattie, causate da un’attività lavorativa coatta e quotidiana.
Questo meccanismo delle otto ore di lavoro ogni giorno, produce da sempre tensioni sociali, nevrosi, depressioni, malattie e soprattutto la sensazione precisa di perdere per sempre l’occasione della vita.
La proposta risanatrice di questi invisibili orrori, si è risolta nello Stato della Kirghisia, dove sono state realizzate una serie di riforme che in pochi anni hanno modificato le abitudini e i comportamenti dei suoi cittadini.
La corruzione politica si è azzerata perché in questo Paese, chi appartiene all’apparato governativo, esercita il proprio ruolo in forma di “volontariato”, semplicemente continuando a mantenere per tutta la durata del mandato politico lo stesso stipendio che percepiva nella sua precedente attività. Quando ho saputo che ogni realtà politica nasce da una forma di volontariato, ho finalmente capito perché, ogni volta che vedo un rappresentante del parlamento italiano parlare alla televisione, c’è qualcosa sul suo volto che rivela un’incolmabile lontananza da ciò che sta dicendo. Ecco, ora mi è chiaro che chiunque abbia, come i nostri deputati occidentali, uno stipendio che sommando le varie voci si aggira intorno ai 20.000 euro al mese, non può in alcun modo essere convincente, in ciò che dice, pensa o fa.
Qui in Kirghisia, la possibilità di dedicare quotidianamente alla vita almeno mezza giornata ha consentito la realizzazione di rapporti completamente nuovi tra padri e figli, tra colleghi di lavoro e vicini di casa.
Finalmente i genitori hanno il tempo di conoscersi veramente tra loro e di frequentare i propri figli.
I parchi sono ogni giorno ricolmi di persone e il traffico stradale è oltre quattro volte inferiore, dato il variare degli orari di lavoro.
Le fabbriche sono in attività produttiva continua, ma chi fa i turni di notte lavora solo due ore.
Già al terzo anno di questa singolare esperienza è stato rilevato un fenomeno molto importante. Il consumo di droghe, sigarette, alcolici è diminuito in modo quasi totale e i farmaci rimangono in gran parte invenduti.
Certo, tutto ciò può sembrare incredibile a chi, come voi cari amici, è costretto a credere che l’attuale organizzazione dell’esistenza in occidente sia la sola possibile.

In Kirghisia, la gestione dello Stato, oltre a essere una forma di volontariato, si esprime in due governi, uno si occupa della gestione quotidiana della cosa pubblica, l’altro si dedica esclusivamente al miglioramento delle strutture.
Ho incontrato il Ministro per il Miglioramento delle Attività lavorative che ha in progetto, nel prossimo quinquennio, di ridurre ulteriormente per tutti il lavoro obbligatorio a due ore al giorno invece delle attuali tre. Il Ministro è convinto che solo una umanità liberata dal lavoro possa essere veramente produttiva.
È anche certo che si possa scoprire l’operosità del fare, solo realizzando, nel tempo libero, ciò che si desidera.
Ho fatto bene a decidere di rimanere in Kirghisia, e non me ne andrò finché continuerò ad avere questa strana sensazione che in questo paese sto vivendo, all’interno di un sogno comune.

Un abbraccio a tutti.

Silvano Agosti

A Marco

“ORA CHE PUÒ SOLO TACERE GLI DANNO IL MASSIMO DELLO SPAZIO”. Battuta udita vicino al feretro di Marco Pannella.

 

Molti amici mi chiedono se conoscevo Pannella, se in certo modo condivido la vastità della stima nei suoi confronti che ormai perfino i suoi avversari gli riservano.

Di Marco Pannella ho sempre ammirato il fatto che lui, soprattutto agli inizi delle sue grandi battaglie sociali, altro non era che un semplice cittadino che da subito rivelava di non aver timore alcuno nei confronti dello Stato e delle cosiddette Autorità.

L’ho sentito tante volte descrivere i dirigenti politici di questo Paese, come “una associazione a delinquere”e il sentimento che lo ispirava era chiaramente un profondo amore per i diritti di tutti ma anche per i diritti di ognuno. Immaginatevi se gli abitanti di questo Paese avessero una analoga energia nel rivelare l’assenza operativa delle istituzioni, lo smarrimento di qualsiasi burocrate di fronte a un progetto del fare piuttosto che a una abitudine a negare. Negare permessi, negare la propria complicità con le mafie, negare la propria stessa negatività di fronte ai problemi reali della gente. Ora che Marco Pannella abiterà nel traballante edificio della Storia, tutta riservata a cosiddetti “grandi leader” insomma dove si preferisce descrivere le gesta di feroci e spietati  avventurieri come Napoleone, Giulio Cesare o Alessandro “il grande” piuttosto che descrivere l’immenso contributo che milioni di schiavi prima, di lavoratori poi hanno realmente dato a prezzo di immensi sacrifici, per muovere il carro della realtà più verso i diritti umani che verso l’esaltazione del Potere.

Marco Pannella, cittadino coraggioso, capace di credere in quello che fa, e capace di fare quello in cui crede.

Lo saluto con misurata gratitudine.

 

L’ULTIMA CONFIDENZA

Pannella_a-subito

 

 

I giornali e i telegiornali, tutti d’accordo di onorare la sua morte, celebrando la sua vita, si direbbe esprimano un certo sollievo, perché anche lui Marco Pannella, come Socrate, come Ghandi, come Luther King, finalmente è morto.

Questa sua morte per me è stata un evento doppiamente prematuro perché non pensavo che morisse così presto,

nonostante quella sua mano tremante da accanito fumatore. Scomparsa prematura la Sua anche perché da un po’ di tempo era nato in me il desiderio di consultarmi con lui su un argomento fondamentale e ora con grande rammarico non lo posso più fare.

Ecco cosa volevo dirgli.

“Vorrei che venisse spiegato pubblicamente

che dietro la celebratissima Crisi viene nascosta una verità imbarazzante. La verità che tutti i poteri forti stanno tacendo:

Il lavoro mancherà sempre più su tutto il pianeta, perché le nuove tecnologie, con pochi tecnici e l’automazione, stanno sostituendo tutti i lavoratori.

 

Infatti questa potente macchina di controllo e di spietata sottomissione per oltre sei miliardi di esseri umani, (“se non lavori non mangi”) ormai non può essere utilizzata perché il lavoro andrà mancando sempre più fino a sparire.

Non è escluso che i cosiddetti poteri occulti preferiscano far sparire insieme al lavoro anche i sei miliardi di esseri in eccedenza”.

 

Diario della domenica.

Al mio risveglio, questa mattina domenica  10 aprile 2016, mi è nato il desiderio di comunicare un pensiero  sulla distinzione tra spirito e materia.

Per ora mi limiterò a esprimerne la sintesi.

“La materia, è la condizione più elementare del pensiero, mentre il pensiero è lo stato più evoluto della materia.”

Cinema Azzurro Scipioni – Piccolo Louvre del Cinema

Dove il Cinema è Arte

Via degli Scipioni 82 Roma 00192 – tel e fax: 0639737161

Ingresso gratuito ai netturbini e agli esodati | Programmato da Silvano Agosti

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LA PROPOSTA

“La Pace si costruisce a partire dal proprio cuore”

“I litigi individuali sono complici di tutte le guerre”

“In guerra qualsiasi vittoria è una sconfitta”

Ecco tre miei pensieri alla vista della bimba che piange

perché il nonno è sepolto sotto le macerie

della sua casa  bombardata

*    *    *

Bisogna forse che l’intera Umanità (7 miliardi di esseri umani) immagini di dare un euro al giorno ai commercianti di armi, di prostitute, di organi umani e di droga, e seppellirli sotto una montagna di sette miliardi di euro immaginari al giorno. Questo funerale simbolico lo si può anche solo pensare, perché la magia dell’immaginario raggiungerà i padroni del mondo sepolti sotto una finta ma immensa montagna di denaro, rendendo intollerabile la loro disperazione.

Con preghiera di traduzione in ogni lingua

O fotografare le scritte