Diario

Quinta lettera a Beppe Grillo.

Per rispetto alla privacy la lettera è “strettamente riservata e personale”.

Caro il mio Beppe,
non conosco le vere ragioni che ti spingono a sfiorare il rischio di una lenta e inesorabile erosione, della fresca compattezza di un movimento che, al suo esordio, ha suscitato tante simpatie anche in chi da anni non andava più a votare.

Il movimento 5 stelle rivelava le stesse caratteristiche dell’infanzia : ininterrotta e dinamica vitalità, propensione alla creatività e al gioco.
Poi improvvisamente si schiude la prima trappola, quella di autodefinirsi “il primo partito del Paese”, quella di corteggiare il progetto di ottenere il 51 % dei voti, magari per poter instaurare nuovi esperimenti di ibridi desolanti come l’attuale scelta di questo povero ragazzo di Firenze, che sembra non essersi accorto dell’abisso in cui ha già iniziato a cadere.

Dal ponte di comando è difficile o forse perfino impossibile verificare l’irreparabilità dello scafo. Una nave in sfaldamento, altri direbbero “ormai marcia”, non si ripara cambiando continuamente il comando.
“Dividi e regna”, il metodo aureo per sottomettere qualsiasi realtà nascente, da parte di qualsiasi Potere. Caro Beppe, hai dato una bella mano a chi non sogna altro che il tuo bel movimento si frantumi, magari creando appunto un altro partito.
Non conosco i motivi reali delle scissioni che con la tua severa e forse inconsapevole collaborazione ti ha fatto decidere di espellere altri senatori dal movimento e non credo possa neppure esistere una buona ragione per punire qualcuno, senza verificare le proprie dirette o indirette responsabilità in cio’ che accade.

Ho sempre diffidato di considerare democratico un metodo che si basa sulla quantità e non sulla qualità delle scelte.
Tu anche questa volta, invece di offrire una più profonda consapevolezza della gravità di un errore, hai cercato l’appoggio di una maggioranza numerica per “punire” chi aveva sbagliato.
Mentre chi sbaglia andrebbe encomiato o perfino premiato per aver avuto il coraggio e la libertà di esprimere comunque i propri dubbi.
Io ti ho sempre ospitato nel mio affetto pensando che eri l’incarnazione di quel bambino che ha osato contrapporsi a una massa compatta di servi che elogiavano gli abiti inesistenti del re, rivelando che il Re era semplicemente nudo.
Mi piacerebbe farti conoscere quel bimbo, lui era gentile e armonioso e l’intera sua forza risiedeva nella sua innocenza. In un attimo è stato capace di rivelare che la forza di chi regna è nella complicità di chi ha deciso di essere suo servo.
La maggioranza si può comprare, ma l’unanimità e la coesione si conquistano, momento per momento, occasione dopo occasione.
Sono quindi convinto che un movimento debba fluire compatto verso una direzione concordemente stabilita e raggiunta con paziente fiducia nella propria verità.

Chi prende direzioni opposte o assolutamente diverse, al limite, con il passar del tempo, si espelle da solo e forse è nella solitudine che può ritrovare la propria fedeltà a intenti eventualmente traditi.
La Storia è traboccante di personaggi con un avvio fulgido e impeccabile, adorno di propositi estremi.
Pensa a un cialtrone come il cittadino Bonaparte che passava le sue notti rivoluzionarie scrivendo sui muri di Parigi “impiccheremo l’ultimo papa con le budella dell’ultimo re“. Non più di una ventina di anni dopo si incorona imperatore, dopo aver regalato obelischi e ossequi ai Papi e ai Regnanti d’Europa.
Ti scrivo questi pensieri sollecitato come sempre da molte mail che mi chiedono un parere sull’accaduto.
Ho volontariamente atteso qualche giorno per non escludere la massima serenità e l’affetto con cui ti sto scrivendo.
Anche in questa occasione sono dello stesso parere che ti ho espresso l’altra volta con l’espulsione toccata alla senatrice.
Quando invece di raggiungere insieme il godimento di una verità comune si contrappone una visione ad un’altra senza consentirne il confronto, si sta segando il ramo sul quale ci si era seduti per meglio osservare il mondo e la realtà.

Ci sono, su questo pianeta, milioni di persone che silenziosamente lottano a fianco della vita: è con loro che dobbiamo allearci, senza necessariamente incontrarli, ma sapendo che esistono, convinti come me e penso come te, che la vita ha in sé non solo una magnifica energia in grado di abbattere qualsiasi potere, ma perfino è capace di offrire a chi vive un assaggio di immortalità.
E’ appunto solo mentre vive, che l’Essere Umano ha l’occasione di sperimentare la propria immortalità.
Il futuro dell’umanità non è né nelle mani dei potenti né nelle menti di chi governa, ma in quelle di chi vive un intimo vincolo con un insopprimibile bisogno di libertà.
Caro Beppe, invita a cena in qualche trattoria di periferia i senatori suddetti e prova a scusarti con loro anche a nome dei cinquantamila che hanno avallato la loro condanna.

Silvano Agosti

Riservata, personale

Caro Beppe,
l’onda grande delle alterazioni sui giornali e nelle televisioni di giudizi relativi a te e al movimento 5 STELLE sta da sempre tentando di sommergere l’Aura di simpatia che ha portato alla ribalta sia te che il movimento. Gran parte delle persone che incontro dicono frasi che lasciano intendere i frutti delle tante calunnie e informazioni volutamente errate che i media riversano sul tuo cammino e sul movimento 5 STELLE.
Il massimo i giornali e i politici di lungo corso lo hanno raggiunto in questi giorni dopo l’incidente dell’insulto al Presidente della Repubblica
“Ah sì Beppe Grillo… Purtroppo lui e i Cinque Stelle non hanno fatto nulla per cambiare le cose. Non so se lo voterei ancora.”

Se fosse vero che non avete fatto nulla in Parlamento, attraverso gli anni sede di infinite malefatte, truffe e sterili tentativi, quasi sempre solo di facciata, fingendo di risolvere i problemi che affliggono la gente, se davvero non aveste fatto nulla di tutto ciò, sarebbe comunque già un notevole rinnovamento delle attività parlamentari.
Ma altre e più dirette fonti mi informano che i 5 STELLE hanno avviato un gran numero di iniziative e di proposte di legge che giacciono nella penombra dell’attesa parlamentare. Inoltre sono convinto che anche il poco o quasi nulla fatto dall’attuale governo è probabilmente frutto della tua stessa esistenza caro Beppe, dei tuoi stimoli, a volte apparentemente brutali, ma impossibili da ignorare.
Credo di aver rilevato nelle persone il desiderio non tanto che si cerchi da parte vostra di far approvare leggi giuste in una società ingiusta, ma almeno che chi, come te e il movimento 5 STELLE, vuole rinnovare il mondo, provi a descrivere come organizzerebbe una nuova e diversa società. Penso infatti, caro Beppe, che a questo punto potresti dirottare, almeno in parte, le tue energie per descrivere un modo nuovo di concepire la vita sociale. Della serie “lavorare meno e lavorare tutti”, fare in modo che ognuno abbia un’abitazione decente.
Una società la cui struttura non sia più a Piramide come l’attuale con ai vertici i super privilegiati, più giù i privilegiati semplici, poi i medio privilegiati poi quelli oppressi da nove ore di lavoro al giorno, poi quelli che a stento arrivano alla fine del mese, i disoccupati, i barboni, infine i disperati che occupano quasi tutta la base della piramide. Si tratterebbe dunque di concepire e progettare una società la cui struttura sia non più l’attuale e degradante Piramide, ma a forma di sfera con al centro la vita e tutti, ma proprio tutti gli esseri umani equidistanti dal centro, quindi, appunto, dalla vita.
Equidistanti dalla vita significa avere naturalmente a disposizione una casa e del buon cibo a prescindere dall’avere o meno una attività lavorativa. Una casa e del cibo per tutti e per ognuno nell’intero pianeta costerebbero il 10% ( dieci per cento ) delle spese militari e delle spese in droghe e prostituzione.

Questi miei pensieri derivano dal fatto che sono ormai certo che l’essere umano sia il massimo capolavoro della natura, se non altro fino a tre anni di età. Per mio conto e in questa prospettiva sto procedendo da ormai sette anni con la richiesta alla Nazioni Unite e UNESCO di nominare l’Essere Umano Patrimonio dell’Umanità. Per liberare l’umanità dai mille ruoli che la imprigionano : ragionieri, operai, insegnanti, mariti, Papi, direttori, Onorevoli, artisti, preti,, commercianti, presidenti, etc. Insomma per liberare ognuno dai ruoli, che io definisco le tombe dell’anima.Sono convinto più che mai infatti che l’Essere Umano potrebbe essere il massimo capolavoro che la natura ha realizzato in 5 miliardi di anni, se solo venisse conosciuto e rispettato per il suo vero valore, te compreso.

Silvano Agosti

Caro Arnoldo,

quando sei venuto al cinema Azzurro Scipioni mi hai offerto una sintesi della tua simpatica energia vitale e hai voluto farmi un rapido ritratto che allego a questo mio messaggio, quasi volessi prendere qualche appunto e portarti via ciò che ti era piaciuto di me.

La sensazione è stata che tu volessi dirmi con il tuo disegno che in un certo modo avremmo vissuto insieme, tu nella mia casa attraverso l’immagine e io nella tu attraverso la memoria del nostro incontro che ci aveva offerto l’emozione del “Sempre”.

Era il primo nostro incontro e ambedue infatti ci siamo confessati che la sensazione comune era di conoscerci da sempre.                                                      Facile per me che per anni ti avevo visto e udito ovunque, inspiegabile in te che incontravi nel volto che hai disegnato un anonimo del XX secolo.

Tale io mi sento nel conforto della mia semi-clandestinità perché non ho mai inteso neppure desiderare di identificarmi lontanamente con la cultura “ufficiale” di questo Paese, così tutta intenta a proteggere la propria assenza mentale per quanto riguarda la sua complicità, anche se spesso inconscia, con un regime ormai in agonia.

Io vorrei, se non ti offendi, riuscire batterti nel tuo addio al mondo a 98 anni perché da sempre ho progettato di lasciare questo magnifico pianeta a 99 anni.
Se ti capita dammi una mano.

Silvano

 

Ritratto di Agosti eseguito da Foà

Questo primo secolo del terzo millennio sembra essere iniziato celebrando innumerevoli addii. Si tratta di addii apparentemente secondari, ma capaci di influire in modo drammatico sull’attuale destino degli esseri umani.
Addio alla Lira, addio all’Ecquo Canone, addio all’Articolo 18, addio alla Scala mobile, addio a un minimo di sicurezza non tanto sul futuro quanto sul presente.
Questi addii sono avvenuti tutti in nome della CRISI, rivelando che gli apparati che gestiscono il potere ogni tanto, non potendo più ricorrere come un tempo alla guerra, proclamano una sorta di auto condono alle proprie responsabilità eliminando una a una le conquiste ottenute da faticose e drammatiche lotte sociali.
Mi è stato chiesto di esprimere il mio pensiero, le mie emozioni, i miei ricordi relativi alla pellicola cinematografica. Prima di farlo tuttavia desidero parlare di un altro addio, di cui nessuno parla: i gestori del complesso apparato industriale nei territori di massima produttività, hanno scoperto che le macchine non chiedono un salario, non si ammalano, lavorano volentieri 24 ore al giorno e non hanno sindacati. E’ così che, in occasione dei grandi movimenti di lotte sociali degli anni settanta, hanno deciso di accelerare i tempi e gestire nel modo migliore la sparizione della cosiddetta Classe Operaia, oggi ormai quasi totalmente estinta.
E con la Classe Operaia è andato scomparendo anche il lavoro.
Tra non più di una ventina d’anni in realtà si potrebbe anche proclamare con entusiasmo che gli esseri umani, opportunamente organizzati, potranno finalmente vivere senza l’obbligo di un lavoro.
Si tratterà di dare ai piccoli lavori che sopravviveranno all’Automazione, un’ora, al massimo due ore al giorno.
Ma che se ne fanno i Gestori del Potere piccoli e grandi dell’idea di una umanità rasserenata e in grado di essere se stessa?
Beh, per non mettere in imbarazzo nessuno ora mi occuperò della pellicola. Non ne sarei mai stato capace senza accennare prima a questioni che ritengo fondamentali.
Da quando a vent’anni ho deciso che sarei stato un Autore e non un regista è iniziata una vera storia d’amore tra me e la pellicola.
Ogni immagine che osservavo la prendevo in esame dal punto di vista della sensibilità delle pellicole che avevo imparato ad usare. Il fatto che l’emulsione fosse costituita da microscopici granuli di bromuro d’argento mi dava il senso di frequentare una materia nobile.
La meravigliosa magia di una striscia infinita di piccola pelle, di pellicola, in grado di diventare la sola memoria creativa dell’arte cinematografica
Purtroppo la forte istanza del cinema Industriale ha soffocato o solo tollerato per quasi un secolo il cinema d’Autore. Per questo, dopo infiniti tentativi di essere usata anche creativamente dall’industria,, la pellicola ha deciso di andarsene e con lei il Grande Cinema, quello capace di restare, di superare i confini del tempo.
La geniale sensibilità di un poeta come Vladimir Majakovskij ha avvertito già nel 1923 i rischi che la pellicola incontrava se usata a scopo di esclusivo Profitto economico e ha celebrato la sua inquietudine con questi versi.

“Il cinema per voi è spettacolo
per me è una visione del mondo
il cinema è un atleta, il cinema è portatore di idee
il cinema svecchia la letteratura
ma il cinema è malato
l’Industria gli ha gettato negli occhi
una manciata d’oro
abili imprenditori,
con storie lacrimose
ingannano la gente…”

Il cinema, il mio cinema d’Autore, che tanto amo, fatto di immagini e di mistero, è ormai in esilio oltre i confini dell’industria e della mediocrità.
Lo andremo a riprendere, prima o poi, in digitale o in pellicola con tutti gli onori, e gli schermi torneranno
vivi. Addio dunque pellicola, la tua sparizione è paragonabile solo alla tua regaliltà di oggetto magico
capace di tramandare, se messo nelle giuste mani, emozioni, sogni e desideri.
Buon “Sempre” A tutti i lettori del mio Diario.

———————————————-

CADENDO NELL’ANNO 2014 IL TRENTENNALE DEL CINEMA AZZURRO SCIPIONI DI CUI SONO IL FONDATORE E IL RESPONSABILE, NELLE DOMENICHE DI OGNI MESE PROIETTERO’ E PRESEN-TERO’ ALLE ORE 18.30 UN DIVERSO MIO FILM, IN MODO CHE NELL’ARCO DELL’INTERO ANNO SI POTRANNO VEDERE 12 LUNGOMETRAGGI E 12 MEDIOMETRAGGI INIZIANDO DA “IL GIARDINO DELLE DELIZIE” E FINENDO NELLE QUATTRO DOMENICHE DI DICEMBRE CON “LA RAGION PURA”.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL’UOMO PER ELEVARE LA QUALITÀ’ DELLA VITA
Hard Red Rock Future&Forecast
no money in space

http://finedeldenaro.sitiwebs.com/

Sempre in tema di “velocità del cambiamento” di cui la politica attuale non si rende nemmeno conto e non ha ancora capito che, quella che definisce crisi è in effetti un vero e proprio cambiamento dell’intera società, ecco che oggi, dopo le stampanti a 3 dimensioni (3D) in grado di stampare parti umane ed altro, si vanno sempre più diffondendo le auto senza pilota

La città inglese di Milton keynes ha annunciato che dal 2015 impiegherà una ventina di auto senza pilota.

Come abbiamo già accennato gli effetti di questa innovazione andranno a trasformare l’attuale società poiché non saranno più necessari gli addetti al traffico: vigili, polizia con tutto il loro sistema gestionale. Assicurare un auto che non avrà mai un incidente è tecnicamente possibile definirlo un assurdo e se le auto non avranno incidenti ci saranno meno infortuni che andranno a ridurre notevolmente le necessità dell’apparato sanitario ospedaliero. La categoria dei tassisti saranno inutili. La cartellonistica non ha senso per un auto guidata da un satellite e così via.

Riflettendo sui possibili effetti anche commerciali è possibile supporre che tali vetture possono essere posteggiate in grandi garage ed essere noleggiate e chiamate al proprio indirizzo con un semplice smartphone, influendo sia sull’acquisto dell’auto sia sull’edilizia che non necessità più di garage singoli poiché, una volta utilizzate, potranno essere destinate automaticamente al parcheggio.

francorosso@marketpress.info

NOVEMBRE 2013
APRIRE GLI OCCHI SULL’ESSENZIALE
COSA CI SI PUÒ’ ASPETTARE DA UNO STATO PLURIOMICIDA SE NON SOLO UNA MORTE CERTA E PERCHÉ’?
Sarei veramente felice se tutti gli intellettuali, artisti, scrittori, autori cinematografici, medici, professori, papi, ricercatori, santi e profeti, guru e poeti etc. etc. ponessero come prima istanza delle loro riflessioni quotidiane alcuni aspetti tragicamente inspiegabili dell’attuale organizzazione sociale.
A) Che significato si nasconde dietro la pratica di uno Stato che offre ai suoi figli e cittadini un prodotto descritto come capace di ucciderli (IL FUMO UCCIDE). Cosa vuole ottenere lo Stato proponendo addirittura in vendita qualcosa che sicuramente, prima o poi, produce in chi lo usa solo morte dolori e sofferenze.
Vuol forse dire lo Stato “Caro cittadino, io ormai da secoli ho dimostrato di non essere capace né di avere la minima intenzione di produrre serenità e gioia ma, con le mie norme, leggi e editti determino in ognuno una certa e radicata forma di disperazione.
Ebbene come simbolo di una delicata forma di compassione nei tuoi confronti, caro cittadino, ti offro di anticipare la tua morte e magari tu mi paghi questo aiuto e io ti ho ridotto al punto che tu ogni giorno lo vai ad acquistare. Una mano lava l’altra. Se non ce la fanno le sigarette e il tabacco affiderò lo stesso compito di distruggere il tuo corpo con le immense quantità di monossido di carbonio che alcune centinaia di migliaia di automobili producono quotidianamente in ogni città”.
B) Che c’è di sensato nel fatto che ogni giorno muoiono di fame tra l’altro 35.000 bambini e al tempo stesso in questa Italia diretta da persone dichiaratamente dementi e verbose, accecate dai privilegi, le sole abili e in grado di assicurare sventure e catastrofi, vengono distrutte ogni anno 500.000 tonnellate di cibo, mentre la FAO da circa mezzo secolo sta studiando, tra festini e cocktail ad alto livello come risolvere il problema della fame nel mondo, quando basterebbe assicurare a questa umanità morente alcune delle centinaia di navi che scaricano annualmente nell’oceano tonnellate di grano e di riso per tenere alti i prezzi delle vendite?

C) E perché sapendo che col 5% ( CINQUE per cento) delle spese militari nel mondo si potrebbe procurare gratuitamente una casa ai sette miliardi di esseri che popolano questo pianeta e due pasti caldi al giorno, si insiste a voler difendere da improvvisati e ben organizzati nemici per garantire alle Lobbie del mondo militare e ai fabbricanti di armi un immenso flusso di denaro e anche qui di insensati privilegi? Ma perché mi ha chiesto un ragazzino il ministero della Difesa non si occupa di difendere le persone dalla fame e dall’indigenza?

D) Che umanità avremmo intorno a noi se le venisse garantito cibo e alloggio con le immense risorse prodotte da giganteschi agglomerati industriali tutti perfettamente automatizzati, senza più bisogno di manodopera operaia?

E) Perché ogni fonte di potere continua a ripetere la grande menzogna sulla mancanza di lavoro e non ufficializza il fatto clamoroso che si è raggiunto il meraviglioso traguardo del “non aver più bisogno o obbligo di lavorare” per via della perfetta automazione della produzione industriale? Le macchine non scioperano, non necessitano una paga, non si ammalano in genere non fanno errori e lavorano 24 ore al giorno e non producono intralci sindacali. E allora?

F) L’INTERA UMANITA’ E NOI TUTTI ASPETTIAMO UNA RISPOSTA.

CURIOSITA’ ; NITCHE, ESIMIO FILOSOFO DEFINIVA LO STATO “GELIDO MOSTRO” E I GIORNALI “VOMITUS MATUTINUS”

Terza lettera a Beppe Grillo

Caro Beppe,
Gli arretrati di stima profonda che nutro nei confronti del tuo intervento sulla massiccia immobilità del sistema sociopolitico in questo Paese, mi aiutano a scriverti questa terza lettera.
Nota che anche questa volta ti scrivo sollecitato da richieste che mi pongono nella necessità di esprimere il mio parere. Si tratta dell’emendamento di due portavoce senatori del Movimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. Non conosco i patteggiamenti che hai condotto con il movimento a 5 Stelle e mi trovo d’accordo con te sulla necessità imprescindibile di trattare temi tanto fondamentali attraverso strutture assembleari o gruppi di ricerca.
Ma l’urgenza di affrontare a caldo la sospensione e magari l’eliminazione di un articolo abominevole di una legge ingiusta, in una situazione di emergenza, mi sembra si giustifichi da sè.
Non dimenticare che lo Stato, quello che tu vivi come Stato democratico, tanto è vero che hai portato dei cittadini in Parlamento, è uno Stato che determina con freddo cinismo l’incessante migrazione di menti eccelse, di esseri di qualità che qui non trovano alcuna possibilità di collocarsi e di condurre ricerche scientifiche o culturali.

Sulla faccenda dei due senatori che hanno proposto l’emendamento per abolire il reato di “immigrazione clandestina” mi pare dunque necessario operare una distinzione iniziale tra emigranti e profughi. Una prima riflessione escluderebbe dunque i profughi cioè i rifugiati politici da qualsiasi penalizzazione di legge o di trattamento. Infatti suonerebbe come un sarcasmo l’accezione di “rifugiato politico clandestino” e allora nel Paese che ha il culto della pastasciutta si preferisce attribuire il reato di clandestinità anche a gente che fugge da genocidi e feroci prepotenze, avendo come solo bagaglio il dolore per l’uccisione da parte dei regimi locali di figli, parenti e persone care.
Ma chi sono gli emigranti? Persone forse che partono dal loro Paese di origine dopo aver speso le poche e uniche sostanze, per avere un posto su un barcone e viaggiare di notte alla guida di esseri spietati non certo per conoscere il mondo o farsi una gita turistica, ma sono esseri umani le cui condizioni rientrano perfettamente nel citato Diritto di Asilo.
Il Diritto di asilo (o asilo politico, in greco : ἄσυλο ) è un’antica nozione giuridica, in base alla quale una persona perseguitata nel suo paese d’origine può essere protetta da un’altra autorità sovrana, un paese straniero, o un santuario religioso). La fame non è forse la più terribile delle persecuzioni?
Dato che l’Europa attualmente include 28 Paesi è naturale che se arrivano 2.800 disperati in cerca di aiuto, ogni Paese si impegni a una quota tra loro suddivisa.
Dunque caro Beppe qualsiasi legge che teorizzi il reato di “migrazione clandestina” a questo punto è in sè abominevole. Nel corso della mia vita, quando avevo vent’anni, sono riuscito a leggere sulla porta di un ristorante svizzero un cartello che diceva “proibito ai cani e agli italiani”
Anche se vincessi le elezioni con l’80 per cento dei suffragi, pensi davvero che ti permetterebbero di governare il Paese? E allora che fare?
Ognuno continui a svolgere nella massima umiltà il proprio ruolo per costruire una coscienza sociale, la più vasta possibile.
Secondo me, il tuo ruolo, preziosissimo, è quello del bambino che dice sorridendo “Il re è nudo” mentre tutti gli altri, intellettuali, politici, faccendieri e ciambellani continuano a lodare la bellezza dell’inesistente abito regale.
Ma siccome nessuno da retta ai bambini, hai fatto bene a chiedere la collaborazione dei tuoi sostenitori del movimento 5 stelle e di tutti coloro che li hanno eletti, così puoi continuare a produrre coscienza comune, patrimonio assai più importante del Pil.(Prodotto Interno Lordo)
Mi permetto di suggerirti di impiegare le tue energie per chiarire al massimo con i tuoi amici in parlamento le strategie e le tattiche che ritieni importanti, per non essere divorati dal Sistema. Ma prevedendo anche situazioni di emergenza e di autonomia decisionale come quello dell’iniziativa portata avanti dai due senatori, ai quali sento di esprimere tutta la mia umana solidarietà.

Silvano Agosti

Gualtiero Mite Guerriero

Spesso mi dicono che la mia presenza produce una certa serenità. Preciso subito che non si tratta di “un dono del cielo” ma di un distillato degli innumerevoli messaggi di profondo disagio esistenziale che mi comunicano le numerose persone che incontro. Gli Stati e i Governi producono fanghiglia e disperazioni? Tutto ciò va trasformato in acqua limpida e serenità.

I prestigiosi filtri per realizzare questa trasformazione sono la solidarietà, la coscienza della reale vastità e bellezza del pianeta e la consapevolezza delle grandi quantità di beni prodotti e in gran parte sprecati.
Forse è per via di questa mia serenità che Gualtiero, ex professore di Università, abitante da ormai quindici anni sotto la prima arcata di Ponte dell’Angelo, ha deciso di darmi la sua amicizia e di conversare con me, dopo sette anni di assoluto silenzio. Un barbone? No, un uomo garbato e mite che ha cambiato vita dopo aver capito che le strutture universitarie, a suo dire, sono una vera e propria truffa in relazione alla grandezza dell’Essere Umano.

Come il grande pittore russo di icone Andrei Rubliev che nel 1400, dopo aver percorso l’intero suolo della Russia e aver assistito a innumerevoli nefandezze del Potere su vittime di solito inermi, dopo aver constatato infinite ingiustizie ai danni dei più poveri, ha deciso, proprio come Gualtiero, di non parlare più e di smettere di dipingere Icone. Gualtiero, che all’università insegnava storia dell’arte, ultimamente mi ha espresso il proposito di abbandonare l’Italia. Varie volte mi ha avvertito che prima della partenza per altre terre, mi avrebbe inviato una lettera per lui molto importante e sulla quale ha riflettuto a lungo.
Ebbene proprio ieri ho ricevuto la lettera che ho letto e riletto. Non è un messaggio diretto a me, anzi per me neppure un cenno di saluto, proprio come accade nelle amicizie eterne. Sono corso col motorino a Ponte dell’Angelo ma della piccola tenda azzurra di Gualtiero non c’era più traccia.
Mi mancherai, carissimo amico, la sola cosa che posso fare per onorarti è di pubblicare integralmente la tua lettera sul mio Diario.

Lettera della quale ammiro la passione pur rifiutando alcune precisazioni, particolarmente quelle relative allodio amoroso e alle maledizioni, che hai maturato nel corso della tua vita nei confronti del Potere.

 

LETTERA AI PADRONI DEL MONDO

Miei poveri e disperati amici,
io non so né chi siete né dove abitate. Sono però certo che ognuno di voi, attuali padroni del mondo, sia all’avanguardia nella scala spettrale dell’infelicità e del vuoto interiore che, per vostra precisa responsabilità, invade attualmente il nostro meraviglioso pianeta.

Chi decide in modo permanente i destini del mondo intero sono, si dice, poche centinaia di individui. Addirittura qualcuno sostiene che coloro che veramente hanno il massimo potere decisionale sull’intera umanità non superino le trenta persone.

Non è certo da voi, quindi, che riusciremo ad avere informazioni per sapere chi siete e come siete, voi che lasciate tracce ovunque, e siete al tempo stesso impossibili da identificare. La miserabile concezione dell’esistenza che vi caratterizza tuttavia si evince osservando lo stuolo dei vostri servi, quelli che fanno parte dei Governi, che gestiscono gli Stati con un sistema politico incapace di tener conto e di capire l’immenso valore di ogni essere umano.

Per voi è vostro diritto inalienabile l’esercizio del potere di vita e di morte su alcuni miliardi di abitanti, asserviti a ritmi di lavoro laceranti o all’incertezza di un futuro nebuloso che tatticamente rendete sempre più oscuro. L’atto d’amore, il solo atto d’amore che mi è consentito nei vostri confronti è maledirvi, per i milioni di esseri umani che avete fatto morire nelle guerre, per i miliardi di esseri umani cui avete negato la possibilità di vivere, offrendo miserabili, faticose e contorte esistenze, invece di poter godere serenamente della gioia immensa e semplice della vita.Io vi maledico con tutto l’amore di cui la mia vita mi ha reso capace per il miliardo di bambini che avete fatto morire negli ultimi 50 anni, vi maledico sperando che l’intensità del mio amore vi faccia miracolosamente dissolvere, ovunque voi siate.

I vostri panni puliti grondano d’ un intero oceano di sangue, e le ottuse difese dei privilegi formulate dagli intellettuali da voi comprati, generano in voi un vuoto incolmabile trasformandovi in esseri ancora più infelici di quelli che opprimete. Questa lettera non l’ho scritta pensando che la possiate ricevere, sicuramente nessuno di voi la leggerà mai. L’ho concepita, con l’aiuto dell’essere umano che è in me per dare ai vostri servi ignari e non la possibilità di scegliere.

Al vostro servizio infatti ci sono due tipi di sottomessi: i servi colpevoli e i servi ignari. I vostri servi più spietati sono quelli che mettete al comando degli Stati, le gerarchie potenti politiche e militari a volte anch’esse occulte, che controllano la tenuta del sistema sociale e del suo potenziale di inganno e di truffa esistenziale che giorno dopo giorno sono rigorosamente in grado di esercitare sull’intera umanità. I servi ignari sono miliardi di esseri, costretti a denominare i loro feroci oppressori con termini come Onorevole, Eccellenza, Eminenza, Presidente etc. ma in cuor loro, senza neppure deciderlo, vi coprono con l’onda immensa del loro disprezzo. Tutti costoro sono soggiogati da esistenze precarie, e voi sottraete l’ottanta per cento delle risorse impiegandole per la difesa e la conservazione dei vostri privilegi.

Non pensate che le mie maledizioni siano solo mie, gran parte dei vostri servi, senza neppure saperlo vi maledicono istante dopo istante dai serbatoi di contenimento nei quali li avete rinchiusi : le prigioni, le divise militari, le mafie, le catene di economie che si impongono con la violenza essendo sempre più prive di creatività e di intelligenza. Ecco perché io vi immagino disperati, tormentati dal non sapere le origini del vostro disagio, perché l’onda immensa delle maledizioni che miliardi di sottomessi vi inviano ogni giorno vi raggiungono nei momenti di solitudine estrema, quando, sulle soglie del sonno, finalmente incontrate il vuoto che vi dilania dopo aver congedata la prostituta da 100.000 dollari, o pensando ai figli che fingono di amarvi e con i quali non avete mai giocato, impegnati come eravate a decidere guerre e genocidi.

Pensate anche solo per poco se il mondo si svegliasse senza di voi. Pensate a un pianeta abitato dalla gioia. Forse anche voi, Padroni del mondo, di fronte a una gigantesca e incessante festa quotidiana, uscireste dalle vostra tane dorate travestiti da esseri reali e vi mischiereste volentieri con tutti gli altri per scoprire in voi l’immenso valore dell’Essere Umano paragonando al quale il ruolo di padroni assoluti del mondo sarebbe solo una squallida torturante parodia. Forse finalmente accadrebbe il miracolo capace di seppellire nelle oscurità della Storia i vostri abietti ruoli di onnipotenza.

Gualtiero

andrej rublev christ

Andrej Rublev

Venere

Venere
L’ho vista mentre cercava faticosamente di attraversare la strada. Il suo corpo, curvo fino all’inverosimile, la costringe ad alzare ritmicamente il mento per lasciare spazio di movimento alla punta dei piedi, tanto che, passando dietro un automobile ferma, la creatura sparisce, per tornare dopo qualche istante a esserci, srmpre più piegata in avanti. Uno spettacolo di equilibrio instabile mai visto prima. “La vedi quella?” dice sottovoce Ciccio, l’idraulico. “Quella sembra che abbia più anni di Gesù Cristo ma è ancora giovane. “Si chiama Venere. Per via della vita che ha fatto. Nel quartiere tutti gli uomini che adesso hanno 50 anni sono stati suoi ospiti, nella massima intimità che una donna può offrire.” “Certo che quando si tratta di donne anche tu parli come un esperto sapiente “la massima intimità che una donna puo’ offrire” Ma poi cosa è successo a questa povera donna?” “E’ successo che a vent’anni si è letta un libro sull’antica Grecia e sapendo che a Corinto le sacerdotesse del tempio di Venere avviavano all’amore i giovani della città, si è convertita al culto di Venere. Di nascosto dalla famiglia è riuscita a contattare centinaia di giovani e a praticare con loro le arti sacre dell’Amore. A ogni ragazzo faceva giurare di mantenere il segreto e, per non perdere il raro privilegio di congiungersi con la sacerdotessa di Venere, per quasi trent’anni miracolosamente tutto il quartiere è rimasto all’oscuro di tanta beatitudine. Ci sono andato anch’io da lei una ventina di anni fa e Venere era talmente esperta che ti faceva dimenticare di essere vivo, e quando poi tornavi al mondo rimanevi incantato per almeno un mese. Poi è scoppiato lo scandalo perché Venere ha avviato un minorenne all’amore. Il ragazzo era così esaltato che l’ha detto a tutti i compagni di scuola, dove Venere insegnava applicazioni tecniche.
Di notte la madre del ragazzo e altre quattro madri sue amiche hanno picchiato la Sacerdotessa fino all’alba e l’hanno ridotta così come è ora.“ Nel frattempo la povera donna è riuscita ad attraversare la strada e passa proprio accanto a noi, è un vero miracolo come riesca a muoversi. Ciccio mi strizza l’occhio. “Buon giorno Venere” La donna senza mai fermarsi mormora tre volte “Buon giorno”. “Risponde solo a chi è stato con lei. Pare che siamo quasi quattromila. Quando riconosce col fiuto quelli che ha iniziato, sorride beata” “E’ vero. Ha sorriso anche a te. E le cinque madri?” “Sono ancora in galera. Gli hanno dato quindici anni per tentato omicidio con l’aggravante del gruppo.” “E lei?” Gli indico Venere che sta faticosamente entrando nella metropolitana. “Tutti i giorni le va a trovare, sono diventate amiche.”