Lettera a Obama

Lettera a Obama

Ho notato con stupore che sul sito della Casa Bianca viene offerta a tutti la possibilità di inviare un messaggio al presidente degli Stati Uniti
Così è nata e è stata inviata questa mia
LETTERA A OBAMA. (Segue più sotto la versione in italiano)

WITH ALL MY RESPECT AND SOLIDARITY FOR YOU BEEING THE PRESIDENT OF THE UNITED STATES

Dear Obama,

do you really know what People need and desire?
Very simple: they are craving for being
Free to live: BUT THET CANN’T FOR THEY HAVE TO WORK ALL THE TIME
Free to be themselves: BUT THEY CANN’T FOR THEY ARE OMOLOGATED THROUGH SCHOOL AND NORMS
Free to have a house BUT THET CANN’T FOR THEY HAVE TO DEPEND FROM ALL SORT OF OBLIGATIONS
Free to create: BUT THEY CANN’T FOR THY LOST ANY INTERIOR TIME AND MOOD
Free to love: BUT THEY CANN’T FOR THEY ARE OBLIGED OFFER LOVE ONLY WITH THEIR OWN FAMILY
Free to trust You: BUT THEY CANN’T FOR YOU HAVE NOT THE POWER TO DO WHAT YOU PROMISE
Free to know in depth WHO THEY ARE AND TO KNOW THE BEAUTIFULL STRUCTURE OF THE UNIVERSE.
The human being is after all the most perfect masterpiece that Nature made in five billion years.
Without all this people instead of living only exist
and they are like a masterpiece painted by LEONARDO DA VINCI, abandoned somewhere in the dust.
If you want to be, not only reelected, but also to be loved for ever, this is the right path.

Silvano

LETTERA A OBAMA.

CON TUTTO IL RISPETTO E LA SOLIDARIETA’ PER IL FATTO CHE SEI IL PRESIDENTE DEGLI STATI UNITI

Caro Obama,

Credi veramente di sapere cosa vuole la gente?

E’ molto semplice, tutti sono affamati di essere
Liberi di vivere : ma non possono perché o lavorano troppo o sono disoccupati
Liberi di essere se stessi : ma non possono perché sono stati omlogati attraverso la scuola e le norme
Liberi di avere una casa : ma non possono perché devono dipendere da ogni sorta di obblighi.
Liberi di creare :ma non possono perché hanno perso il tempo interiore e la serenità
Liberi di amare : ma non possono perché sono obbligati a praticare una fedeltà che coincide con l’astinenza
Liberi di avere fiducia in te : ma non possono perché non hai il potere di mantenere quello che prometti
Liberi di conoscere se stessi in profondità e le strepitose bellezze dell’Universo che li circonda.
L’essere Umano è dopo tutto il massimo capolavoro che la natura a fatto in 5 miliardi di anni
Senza tutto ciò invece di vivere si esiste soltanto
E così la gente è simile a un capolavoro di Leonardo da Vinci , abbandonato da qualche parte nella polvere.

Se vuoi essere non solo eletto ma anche amato per sempre , questa è la giusta direzione.
Silvano

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Un no che vale una vita ( racconto)
E’ per caso che sono venuto a conoscenza della storia che riguarda Vincenzina, detta la Santa. Vincenzina lavora da una diecina d’anni come impiegata contabile nello Smorzo del quartiere. Frequentato in gran parte da muratori e imbianchini, ma anche da ingegneri e imprenditori, lo Smorzo contiene qualsiasi materiale edile necessario per la costruzione o il restauro di una casa.
Si dà il fatto che la bellezza veramente estrema di Vincenzina sia da sempre, per così dire, il tacito faro che illumina l’ingresso di tutti i clienti.
Sempre china sul computer, intenta a compilare fatture e a far conti, Vincenzina lascia intravvedere quel tanto della sua bellezza capace di produrre beatitudine in qualsiasi sguardo.
Così è accaduto, a quanto pare, che uno di questi sguardi sia rimasto alcuni anni fa, impigliato nel suo bel volto. Si tratta di un omone, ricco di denaro e di solitudine, imprenditore di professione che pare abbia offerto apertamente a Vincenzina un milione di Euro in cambio di una notte d’amore.
“Caro amico, se io l’amassi non ci sarebbe bisogno di nulla ma in questo modo Lei mi fa sentire una nullità, una semplice miserabile cosa che perfino il denaro puo’ comprare.” Poi aveva dato seguito a una sua risata particolare con la quale era riuscita a cancellare nei presenti qualsiasi speranza.
Ma l’omone non si era dato per vinto e ad ogni sua apparizione nello Smorzo un po’ giocando e un po’ con drammatica serietà aveva aumentato la cifra fino ad arrivare a 2.000.000 di Euro, mormorando “Sulla mia parola d’onore”.
Allora erano nate due fazioni. Una apprezzava la forza morale della ragazza e sussurrava frequentemente l’ipotesi che poi avrebbe fatto strada “E’ una Santa, Vincenzina è una santa,” L’altra che quasi piagnucolando esprimeva un infinito stupore “Ma Vincenzina, lo sai cosa sono 2 milioni di Euro? Ti ci vorrebbero due secoli del tuo stipendio per raggiungere la stessa cifra.”
E Vincenzina, proprio di fronte a me ha sussurrato.
“E’ inutile, io voglio potermi guardare allo specchio per tutta la vita, senza provare vergogna.”
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Mail della settimana
Da: Vera Felicità [mailto:vera.felicita@gmail.com]
Inviato: domenica 2 settembre 2012 20.45
A: silvano agosti
Oggetto: alla fine anche io sono stata in kirghisia!
Caro Silvano,
bisogna saper sognare per poter comprendere il suo libro “Lettere dalla Kirghisia”. Io non l’ho compreso subito…
Appena ho finito di leggere il libro ho subito pensato alla “semplicità” di quel mondo che ha mi raccontato e quanto questa semplicità stonasse con la realtà del mondo che vivo. Per questo motivo ho pensato che non fosse il “genere di libro” che mi piace era surreale, che era impossibile vivere un mondo così e non sapevo cosa scriverle… nei giorni subito successivi ho iniziato a farmi domande del genere ma in kirghisia si soffre per la fine di un amore o di un’amicizia? come reagirebbe un kirghiso a questo? se in kirghisia non esistono più malattie, o almeno quelle per cui ci sia ammala a causa di una società malata, non ci sarebbe più bisogno di chimici e io che lavoro potrei fare lì? Come farei a fare shopping lì. esiste il denaro?
Ancora, ho pensato che lì in kirghisia non hanno bisogno di una religione per “imporsi” di essere buoni e rispettosi verso gli altri, che lì hanno compreso che la libertà è una condizione di vita, uno stato d’animo, non è fare quello che si vuole di se stessi e degli altri…
Con questi pensieri e domande, che io stessa ho ritenuto banali e stupide, mi sono affezionata alla kirghisia. Ho riletto il libro e ho sognato di vivere lì…
…e ringrazio lei per avermi raccontato quel sogno che se fosse un “sogno comune” potrebbe diventare una realtà.

un saluto
Vera
Cara VERA
La tua mail con la risposta da parte mia credo sia utile, se non hai nulla in contrario che io le metta nel mio diario di settembre.
Devi sapere che la semplicità è talmente assente dai progetti e dalle azioni nell’attuale cultura che quando appare invece di espandersi attraverso il flusso dell’esemplarità viene spesso respinta definendola “surreale”.
In Kirghisia ogni abitante ha a sua disposizione una selva di incontri amorosi e non il solo alberello che qui va sotto il nome de “l’uomo della mia vita” o “la donna della mia vita”e lì le donne e gli uomini praticano l’amore e non sono confinati nell’attribuire a una persona la responsabilità di rappresentare e perfino essere l’oceano di amore di cui ognuno ha bisogno.
In realtà il vero partner di ognuno di noi nel corso della propria vita sarebbe l’intera umanità, ovvero vivere ogni giorno insieme a sette miliardi di persone.
Ovviamente l’aggancio con i sette miliardi è rappresentato dalle persone che incontriamo nella nostra quotidianità. Di lì la mia convinzione che lavorare bene tre ore al giorno sia più produttivo che subire otto o nove ore di lavoro.
Mi fa piacere che, invece di buttare il mio libro “LETTERE DALLA KIRGHISIA” con disprezzo, come molti intellettuali asserviti al potere ufficiale fanno e continuano a fare, tu abbia deciso di rileggerlo scoprendo il fascino della semplicità che caratterizza i bambini, qui da noi purtroppo solo fino al terzo anno di età.
Mi chiedi cosa farebbe un chimico come te in Kirghisia? Sicuramente si occuperebbe di scoprire gli abissi dei fenomeni chimici naturali e cercherebbe di metterli in funzione per un beneficio comune. Pensa solo al miracolo della fotosintesi, alla possibilità di funzionalizzare questo fenomeno alla produzione di ossigeno etc etc.
Un abbraccio kirghiso, ovvero illimitato
Silvano Agosti

Mi hanno chiesto di trascrivere una mia poesia d’amore

Soave ti pieghi
Alle promesse d’amore,
come una betulla
al passar del vento.
E io baciandoti
Mi chino su di te
E fingo sia così
da sempre.

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IL giorno 21 settembre terrò a Milano un seminario DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITA’ presso il festival
Del cinema ecco il programma che mi riguarda.

Giovedì 20.09 Cinema Ariosto ore 21,00 Quartiere di Silvano Agosti

Venerdì 21.09 Scatola Magica del Teatro Strehler ore 19,00 Dall’Impotenza alla Creatività di Silvano Agosti

Venerdì 21.09 Cinema Palestrina ore 21,00 Il Pianeta Azzurro di Franco Piavoli (presentato da Franco Piavoli e Silvano Agosti)

Sabato 22.09 Scatola Magica del Teatro Strehler ore 11,00 La Macchina Cinema Parte 1 – di Agosti-Bellocchio-Rulli e Petraglia (presentata da Silvano Agosti)

Domenica 23.09 Scatola Magica del Teatro Strehler ore 11,00 La Macchina Cinema – Parte 2

Un’altra mail dell’ultima ora che penso possa essere utile a molte altre ragazze.

Caro Silvano,

con questa email vorrei ringraziarti. Penso che la gratitudine debba essere una delle prime attitudini umane. Oggi il mondo, almeno quello occidentale, è pieno di persone pronte a lamentarsi. Oggi ti ringrazio, invece, per le tue parole dissidenti, ribelli, autentiche. Per i tuoi pensieri solidi e profondi. Per la tua ricerca instancabile di Verità e Amore. Per la tua sana rabbia generatrice di idee nuove e pulsanti. Per lo sprezzo che mostri dinnanzi al potere schiavista e al denaro nella sua forma “cancrizzata”. Quante volte non ho fatto ascoltare ad amici e parenti “Il tipico discorso dello schiavo”? Ho perso il conto. E lo ascolto spesso anche io. Per non dimenticarmi di me. Credo che uno dei fondamentali problemi di questa società malata e divelta sia che le persone si sono scordate di loro stesse, non hanno più memoria di chi sono, del loro fuoco interiore. E chi si ricorda di sè forse fa più fatica, ma combatte e resta vivo.

La mia è una storia come tante. Dopo risultati brillanti al liceo scientifico desideravo fare astrofisica o astronomia: sono sempre stata affascinata dall’universo al di fuori di noi. Sentivo gli uomini, piccoli, insignificanti. Le stelle invece parlavano un linguaggio vero, autentico e imperturbabile. Ma poi i miei genitori mi hanno spaventata dicendo che non era la strada giusta, che sarei morta di fame, che non avrei avuto una vita normale. Ho deposto le armi troppo facilmente e mi sono iscritta, su loro caldo consiglio, ad economia, fatta con ottimi risultati. Ho lavorato per 2 anni in università e per 5 anni nel contesto aziendale, nelle multinazionali. Ogni giorno che passava mi sentivo sempre più morta, afflitta, triste. Un animale selvaggio in gabbia, lacerato. Ore e ore davanti al computer a fare calcoli stupidi e insensati, a spedire ordini di produzioni di milioni di scarpe in Cina. Ho smesso di lavorare a fine maggio. Ho dato le dimissioni. Sono libera da 3 mesi. E quanto ho vissuto quest’estate! Storie semplici, di bambini e di anziani, di frutta e di verdura, di animali e montagne, di aria e di acqua, di amici vecchi e nuovi, di stelle e di sabbia. Ho qualche soldo da parte, non molti ma non me ne preoccupo più di quel tanto. I miei genitori mi considerano una matta, per una scelta così “avventata”. Per me, dopotutto, non è stata una scelta: quando scegliamo tra la morte e la vita è davvero una scelta o semplice istinto di sopravvivenza?
Ora ho un sogno. Un sogno che ha il sapore di missione. Oggi sono più matura e le ferite, quando si cicatrizzano, ci fanno crescere. Oggi vedo che l’universo è dentro anche ciascuno di noi. Vedo i bambini, i ragazzi. Che, non so per quale strano meccanismo, sono attratti da me. Oggi vedo queste creature macellate nella loro essenza, nel loro spirito, nella loro spontaneità. Come i poveri animali nei mattatoi. Vedo genitori disinteressati ai loro piccoli angeli. Badano a vestirli e a riempire i loro stomaci ma non al loro nutrimento. Oggi i giovani sembrano il male della nostra società, sono gli untori, i ribelli, gli storpi, quelli venuti male, i viziati. “I giovani di oggi sono vuoti” e nessuno si chiede chi li abbia svuotati. Io non sono mamma ma il mio sogno è quello di poter lavorare coi bambini e coi ragazzi. Vorrei fare dei corsi di specializzazione per formarmi e aprire un piccolo ufficio, anche virtuale, di “mentorship”. Vorrei essere un punto di riferimento per questi ragazzi che oggi nelle scuole sono usati come contenitori di nozioni e non come semini di piante e fiori straordinari. Nessuno o quasi nessuno si preoccupa di farli ridere, di scoprire i loro talenti, di riconoscere il loro ingegno, di innaffiarli con acqua pura e di accoglierli in una terra ricca e fertile. Di guidarli e farsi guidare. Schiere di maestri frustrati e genitori che hanno fatto i genitori spesso per risolvere crisi coniugali o perché si usa farlo li stanno schiacciando. Ecco, io ho questa piccola presunzione. Spero di potercela fare. Non diventerò ricca. Di denaro. Ma non è quello che interessa.
Francesca

Cara Francesca,

perché aspettarsi che chi detiene il potere sia potente? Direi che chi affannosamente si procura una qualsiasi forma di potere è invece e con evidenza impotente. Ed è l’impotenza a generare la mediocrità e lo squallore etico degli attuali dirigenti del mondo, a loro volta del resto delegati da un potere nascosto e irreperibile che indica loro con precisione e brutalità “il da farsi”.
Che fare? Proprio quello che stai facendo tu, ovvero porsi un obbiettivo di libertà e raggiungerlo. Sarò al tuo fianco anche se non ci incontreremo mai. Credo che pubblicherò la tua bella mail nel mio diario se non hai nulla in contrario, insieme alla mia risposta.

Silvano Agosti

10 Responses

  1. lidia parma Set 24, 2012 - Reply

    caro Silvano,
    attraverso la ricerca di un canto di Woody Guthrie per Sacco e Vanzetti ho incontrato una tua intervista su Kirghisia e ne sono rimasta piacevolmente colpita.
    Mi sono ritrovata nelle tue parole e nelle tue speranze, soprattutto per quanto riguarda la scuola. E’ rarissimo incontrare persone consapevoli della catastrofe scolastica. Io lavoro nella scuola dell’infanzia, da anni ho rivoluzionato il mio modo di lavorare e quotidianamente cerco di ridurre il danno e l’intruppamento dei bambini..non è facile. Anni fa quando ho operato questo cambiamento ho visto i bambini trasformarsi davanti ai miei occhi, superare timidezze e timori e riprendere possesso del gioco, dell’autoregolazione, dell’autorganizzazione, della cooperazione e del piacere di venire a scuola al mattino, anche malati.
    L’incontro col Closlieu di Arno Stern è stato fondamentale e la filosofia che lo anima è diventata la mia strategia educativa. Non so se già conosci Il Closlieu, puoi visitare il sito di Arno Stern, è un atelier di pittura creato appunto da Stern casualmente. E’ un luogo dove si può dipingere per il solo piacere di farlo, non ci sono finalità e aspettative. E’ una stanzetta dove un gruppo di persone insieme si ritrova settimanalmente a dipingere. Non ci sono modelli da copiare o insegnanti , non si diventa artisti, si gioca, si gioca a dipingere! Nel Closlieu non esiste la competizione, il voto, ma regole del gioco semplici, implicite nell’azione, infatti nessuno le insegna, non arbitrarie, vige il rispetto del singolo, dei materiale e dello spazio da usare in comune……c’è un praticien che serve il gioco fornendo i servizi necessari ai partecipanti affinchè possano lasciarsi coinvolgere dal dipingere senza preoccupazioni. Come puoi capire questo luogo forma persone libere e rispettose dell’altrui libertà. Non mi dilungo a spiegarti la meraviglia del Closlieu, che naturalmente è di una semplicità sorprendente che stride col mondo cntemporaneo.Dimenticavo il Papà del Closlieu non ha mandato i figli a scuola e li ha lasciati giocare. Io ne ho conosciuto uno Andrè, è un uomo splendido, ha scritto un libro che non so se è pubblicato in italiano, nel quale racconta di non essere scolarizzato. In italia ci sono alcuni Closlieu, troppo pochi! A Bergamo c’è quello tenuto da Miranda Magni che è la referente in italia per Stern e l’associazione “il segno, il colore”.
    Penso che il Closlieu possa essere un luogo di Kirghisia. Mi piacerebbe conoscere la tua opinione a proposito.
    ciao
    lidia

  2. silvano agosti Set 30, 2012 - Reply

    Cara Lidia,

    troppo tempo sarà pur sempre quando finalmente l’attuale sistema sociale verrà smascherato per tutti i crimini che ha commesso commette e commettera’. Tra questi la cosiddetta scuola dell’obbligo. In kirghisia i bambini possono giocare finoa 18 anni e imparano ogni giorno miriadi di cose, ma il gioco rimane la cultura madre e viene praticato in tutta la sua profondita’.
    Ti abbbraccio,
    Silvano Agosti.

  3. Milena Ott 04, 2012 - Reply

    Gentile Silvano,
    questa sera mi si é aperto un mondo, un mondo che sto inseguendo da sempre. Riesco a collegare il pensiero alle parole come un bambino che impara a parlare. oggi ho iniziato la giornata rivedendo il film della mia vita, i comportamenti, gli insegnamenti, i sentimenti rivolti a mio figlio; i rimproveri che mi sono inflitta in passato pensando di non essere stata una brava madre sopratutto perché mio figlio rientra nella statistica di coloro che hanno abbandonato la scuola senza ottenere il diploma. E ovviamente rientro anche io nella categoria di genitori da lei descritta …”visto che non vai bene a scuola, allora vai a lavorare”…Oggi ancora di più ho capito la grandezza di mio figlio, il suo disagio e la dfficoltà nel doversi uniformare a quell’ambiente scolastico che trovava pieno di contraddizioni e ingiustizie e che io invece, da studentessa modello, continuavo a difendere. Ma la sua passione per la cucina, per regalare agli altri il bene attraverso un buon piatto preparato con amore, mi fanno sentire orgogliosa di lui. Gli ho chiesto scusa per non essere stata sempre accogliente nei suoi confronti e sto imparando a perdonarmi. Grazie per la semplicità e la bellezza dei suoi messaggi, sono pieni di energia che fa bene al cuore e contribuiscono al risveglio di noi tutti.
    Con affetto Milena

  4. alessio Nov 10, 2012 - Reply

    Ottima ! giusta la lettera ad Obama ….complimenti Silvano , vera ed incisiva… grazie di averla scritta… anche per me
    alessio
    aviazzi
    treviso
    alessioav@aliceposta.it

  5. Mariella Castelli Nov 11, 2012 - Reply

    Meraviglioso Silvano,
    Quale meravigliosa realtà possibile racconti a proposito della Kirghisia.
    Io sono nata col pallino di cambiare il mondo, e da anni mi sono scervellata per capire perché degli esseri senzienti e “intelligenti”?? abbiano creato un mondo in cui il tempo per vivere é riservato al fine settimana (forse).. e dove il tempo per stare con gli altri, condividere, giocare praticamente non esiste…. si lavora solo per pagare bollette, condomini, e cose che non ci danno gioia… !! e finalmente
    ho letto i suoi libri !
    Ma quanto ci vuole per svegliare quest’umanità addormentata e non pensante che accetta supinamente senza obiettare ma anche senza rivoluzionare questo sistema così poco amorevole e poco umano!
    Io faccio quello che posso… cerco di risvegliare le coscienze attraverso la danza, questo meraviglioso dono che mi é stato dato.
    La ringrazio per tutto il suo operato e le sue opere… mi piacerebbe incontrarla
    Spero a presto
    mariella castelli

  6. Alessandro Gemmiti Nov 21, 2012 - Reply

    Desidero, qui, rispondere a Francesca. Francesca carissima e preziosa, non sei tu la pazza, ma lo sono tutti quelli che soffocano la propria essenza per seguire strade che non gli appartengono. Tu hai scoperto la tua Luce, ti sei risvegliata da un letargo mortale; hai rischiato di annichilirti obbedendo ai ben oliati meccanismi di annientamento che il nostro sistema – occidentale, in particolare – sa usare così bene. Ma non hanno prevalso, non hanno prevalso su di te e di questo, devi essere profondamente orgogliosa. Vai avanti per la TUA strada, qualunque essa sia, purché sia la tua e di nessun altro. Potrebbe rivelarsi una strada in salita: meglio. In questo modo, sarai certa che essa porterà alla vetta e non all’inferno. Ciò che, in questo modo, potrai dare a te stessa ed agli altri, sarà di un valore di cui non sarà dato conoscere la misura, tanto sarà grande. La Nuova Terra ha un estremo bisogno di Persone (la P maiuscola, non è casuale) come te. Non abbandonarti mai ai sogni degli altri…abbandonati solo ai tuoi. Sempre. Om Shanti con tutto il cuore.

  7. Renata Nov 29, 2012 - Reply

    grande Francesca. Mi dici da dove inizierai, dove vivi? vorrei raggiungerti e collaborare con te a far sorridere i bambini che amo o anche solo a pulire il tuo centro pieno di bimbi. condivido tutto ciò che hai detto.
    Silvano, tutto ok, solo che:
    “Ed è l’impotenza a generare la mediocrità e lo squallore etico degli attuali dirigenti del mondo, a loro volta del resto delegati da un potere nascosto e irreperibile che indica loro con precisione e brutalità “il da farsi”.
    siamo sicuri che dirigenti di altri tempi fossero tanto migliori? forse non ci vorrà molto… ma dirigenti del mondo saggi ed illuminati e con a cuore l’umanità, la natura non mi pare ce ne siano molti esempi realistici obiettivi e non mitizzati.
    ciao

  8. renato Gen 08, 2013 - Reply

    caro Silvano, potrei dirti che quasi tutto quello che dici e’ buon cibo per la mente di cui mi nutro quando posso ma saro’ invece un po’ bastardo e anche se con amorvolezza voglio decisamente criticare la storia di Vincenzina: benedetto Silvano, proprio tu che sei contro l’omologazione hai bisogno di dividere le donne tra sante e puttane??? non so se sia giusto o sbagliato prendere dei soldi per fare l’amore ma lasciamo che a decidere sia chi lo vuol fare e rispettiamolo per questo anche se a noi sembra sbagliato. Viva l’autoderminazione di donne e uomini senza dogmi e giudizi!
    con ammirazione e rispetto
    renato

  9. ANNA Mar 17, 2013 - Reply

    Carissimo Silvano,
    ho letto “lettera dalla Kirghisia” ed ho incominciato a sognare.
    Ho incominciato a sognare un nuovo modo di stare al mondo e quello che proponi tu mi piace molto.
    Credo ci siano infiniti modi etici e possibili di stare al mondo ma gli esseri umani non hanno più la capacità di sognarli.
    Gli esseri umani sono invischiati in un comportamento che credono l’unico possibile.
    Credono di essere liberi invece sono in catene.
    Non sanno di essere liberi e si pensano in catene.
    Non è una contraddizione in termini ma la pura e semplice realtà.
    Grazie per avermi aiutata a ritrovare la bambina che è dentro di me e che sa ancora sognare.

    Anna Bullano

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