I due misteri

Da alcuni anni,  per la precisione circa quattro, cerco in tutti i modi di comunicare possibilmente a ognuno due dati estremamente importanti, a parer mio, per la comprensione di questo tormentato e  ambiguo presente.

PRIMO DATO OVVERO PRIMO MISTERO 

Attenzione, non è vero che non c’è lavoro, è vero invece che per alcune centinaia di milioni di lavoratori prima occupati nei grandi agglomerati industriali non c’è più l’obbligo nè’IL BISOGNO di lavorare.

Conseguentemente si è verificato il crollo di piccole e medie industrie (In Italia ne hanno già dovuto chiudere circa 72,000 ) direttamente collegate con i grandi centri produttivi ormai completamente  autonomi in una struttura perfettamente automatizzata.

Le macchine non scioperano, non hanno stipendi, non si ammalano, e lavorano 24 ore al giorno senza mai protestare.

Per quale ragione non eliminare la cosiddetta CLASSE OPERAIA? Fino agli anni ottanta non si faceva che parlare di AUTOMAZIONE, si discuteva con passione di un tempo in cui nessuno sarebbe stato più in obbligo di lavorare e avrebbe finalmente fruito di una nuova civiltà che avrebbe come protagonista una intera umanità finalmente liberata dall’oppressione e dal ricatto del dover impiegare l’intero tempo della vita a lavorare.

Nove o dieci ore al giorno senza mai poter scoprire il proprio estremo valore in una condizione di libertà, di creatività e di solidale privilegio di vivere, non più scambiando una faticosa stentata sopravvivenza come unica modalità di vita.

Oggi nessuno ne parla. La sostituzione delle masse operaie con le macchine è avvenuta ormai per l’ottanta per cento, ma un grande silenzio è calato sull’argomento.

Troneggia invece LA GRANDE MENZOGNA ovvero le infinite promesse di “trovare lavoro”.

E’ dunque così difficile immaginare che dagli enormi profitti generati da una produzione automatizzata si possono detrarre l’equivalente degli stipendi e delle paghe di un tempo per assicurare all’intero genere umano una casa e due pasti caldi in qualsiasi ristorante? Una umanità così rassicurata vedrebbe crollare rapidamente sia le carceri che gli ospedali e sia, finalmente la necessità degli eserciti.

Con il coraggio di immaginare in piena semplicità il progetto di una società favorevole a tutti, si smantella qualsiasi accusa strumentale di utopia che condanna qualsiasi PROGETTO  diverso dall’attuale tragica e apparentemente irrisolvibile condizione umana.

Ebbene, avendo affermato questi pensieri in numerose e varie situazioni, radio, giornali, diari nel blog, lettere ai padroni del mondo, non c’è stato un solo intervento di risposta in grado di diffondere ulteriormente questo semplice messaggio.

COMINCIAMO AD ASSICURARE A TUTTI GLI ESSERI UMANI BUON CIBO E UNA CASA

(Costo previsto equivalente al 10 per cento delle spese militari) e poi assistiamo a cosa accade, a come in assenza di disperazione ogni essere umano cerchi semplicemente una propria identità’ arricchita da tante amicizie, tanto amore, tanta conoscenza di se’ e del mondo circostante.

 

SECONDO DATO OVVERO SECONDO MISTERO 

Da circa sei anni ho fatto domanda all’UNESCO chiedendo di nominare l’ESSERE UMANO “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”

Ecco la lettera che accompagnava la mia domanda:

PREMESSA 

Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di esaminare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano, pur presentandosi all’origine come il massimo capolavoro della natura, è attualmente la realtà più sottovalutata, più negata e più sottomessa e oppressa del pianeta.

Con l’adesione di 10.000 iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura.

Chiediamo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione. 

Silvano Agosti 

Roma 15 dicembre 2008

Tre anni dopo ho ricevuto questa risposta:

Risposta unesco

Dunque da allora a oggi non solo nessun media si è occupato di questa per me sublime faccenda, non solo le strutture ufficiali si sono barricate in un silenzio tombale, ma nessuna persona o amico o conoscente ha mai reagito con l’intento di dare una mano a svegliare i pachidermi istituzionali e a cercare di divulgare queste riflessioni.

Attendo sorridente e fiero e comunque deciso a proseguire sia commenti a questo mio diario di aprile 2014, sia a un aiuto diretto per la soluzione di questi due misteri, ambedue riguardanti il benessere dell’intera umanità’.

SILVANO AGOSTI

 

12 Responses

  1. daniele cecchi Apr 08, 2014 - Reply

    Caro Silvano, mi piacerebbe molto poterti conoscere di persona e poter fare una chiaccherata su temi penso a entrambi cari.

    Stò percorrendo il mio cammino e grazie a pubblicazioni di maestri del calibro di Sri Nisargadatta Maharaj e Ramesh S. Balsekar, ho intelletuualmente compreso il messaggio advaita, il mio impegno quotidiano è nel conoscere me stesso in quanto essere immortale, prendere distanze da mente e corpo, sperimentare questa visione ed averne esperienza.

    Tutto ciò per dirti che non solo non esiste la crisi, ma non esiste questo mondo se non in forma di illusione all’interno delle nostre menti.

    Ciò non toglie niente in termini di rispetto e ammirazione per le tue iniziative.

    Un caro saluto.

    D.

  2. michele Apr 08, 2014 - Reply

    A me,piacerebbe finalmente leggere il primo articolo della costituzione italiana,recitare: L’Italia è una repubblica democratica fondata sull’ INDIVIDUO,sarebbe una piccola svolta,un’esempio,no?

  3. Roberto Calabresi Apr 08, 2014 - Reply

    Caro Silvano,vediamo se riesco,senza inutili chiacchiere tipiche degli italiani,a darti qualche risposta in merito a quelli che tu chiami misteri.Mistero numero 1:perche’ non aboliamo la classe operaia?perche’ finche’ esiste il sistema capitalista non puo’ essere abolita.Chiedi,perche’?Perche’ e’ questo sistema che si basa,per creare profitto,sul lavoro salariato,cioe’ sullo sfruttamento della forza lavoro.Senza lavoro salariato non ci puo’ essere profitto.Le macchine non possono sostituire il lavoro umano perche’ dalle macchine non si puo’ estrarre il profitto.Il profitto si crea solo dal lavoro umano.Chiedi.come si risolve il problema della disoccupazione?diminuendo le ore di lavoro della meta’ e raddoppiando i salari e gli stipendi che sono fermi da anni.Ma questo e’ incompatibile col funzionamento stesso del sistema industriale,il quale,essendo in concorrenza, richiede invece l’esatto contrario:aumentare le ore e diminuire i salari.E con questo la disoccupazione non diminuira’ mai,anzi aumentera’.Mistero numero due:la protezione del genere umano.Hai ragione,il genere umano va protetto.Ma da chi?Da chi ha ridotto l’uomo a una merce che deve vendersi per sopravvivere.Va protetta anche la natura,sempre da chi l’ha ridotta a merce.Se tutto e’ merce comprabile e vendibile al mercato anche l’arte e’ una farsa,percio’ che cosa deve fare il genere umano se si vuole togliere da questo mondo infernale?Ricondurre l’attivita’ umana alla sua origine di espressione creativa senza scopi mercantilistici.L’uomo deve essere protetto da chi l’ha ridotto,e ha ridotto qualsiasi cosa,a una merce,a un oggetto.L’uomo e la natura non sono oggetti,altrimenti non sono vivi,sono morti.Il possesso rende l’uomo,l’amore,la vita,la natura,morta,non esistente.Per rinascere,per rivivere,occorre ritornare ad essere,e non ad avere.Quando il genere umano avra’ capito questo,e realizzato,allora potremo veramente dichiarare l’essere umano patrimonio dell’umanita’.Un abbraccio.Roberto Calabresi .

  4. Alessandro Littera Apr 13, 2014 - Reply

    Caro Silvano,
    devo ringraziarti per il grande insegnamento che mi hai donato. Ho passato la vita nella più feroce misantropia, ho sempre odiato il genere umano per la violenza e la crudeltà che ha commesso verso suoi simili, altri animali e soprattutto verso le piante ed il resto della natura. Solo tu sei riuscito a farmi capire che chi commette questi orrendi delitti non è un essere umano ma qulacosa che si è impossessato dell’umano stesso. Da una più chiara e lucida elaborazione dei fatti ho capito che non devo affrontare una guerra contro l’umanità bensì verso “la convinzione che essere un umano voglia dire questo”.
    Mi hai infuso positività, sono ora sicuro che noi tutti un giorno torneremo a essere un capolavoro, un essere umano.
    Un abbraccio
    Alessandro

  5. Donato Apr 14, 2014 - Reply

    credo che si potrebbe rispondere alla lettera dell’ONU del 23/03/2011 con la richiesta dell’inserimento dell’ Essere Umano tra le “definizioni presenti nell’art. 2 della Convenzione per la salvaguardia del patrimonio culturale immateriale del 2003”, come da loro stessi richiesto

    Donato

  6. ivano Apr 15, 2014 - Reply

    Buongiorno Silvano,

    Ti rispondo non per la formalità ma per la sostanza .

    Il lavoro ha cambiato pelle e buona parte di quello manifatturiero si è ridotto proprio come tu evidenzi.

    Rimane il problema di fondo la causa generatrice ossia la necessità di una disponibilità economica vincolante per tutta la vita da parte di ciascun individuo.
    Questo punto è chiave abbiamo imbrigliato l’uomo alla ricerca della disponibilità economica per grantirsi i suoi bisogni primari a partire dalla sopravvivenza .
    chiaramente in questo sistema ognuno sfrutta le sue abilità positive o negative che siano per raggiungere quello che la natura ha deciso fina dalla nostra creazione!

  7. Giuseppe Apr 15, 2014 - Reply

    Ciao Silvano,

    Grazie a te oggi non mi prendo più in giro.
    Se vado a un colloquio di lavoro, studio per il dovere di studiare o faccio qualsiasi altra cosa che non mi va di fare, beh… almeno so che in quel momento sto esistendo. Mentre quando godo di me stesso, del mondo e di tutte quelle cose che mi fanno stare bene allora so che sto vivendo.

    La tua proposta riguardo la proclamazione dell’Essere Umano, patrimonio universale dell’Umanità trova il mio pieno sostegno.

    Un Abbraccio,

    Giuseppe

  8. nicola Apr 19, 2014 - Reply
  9. nicola Apr 19, 2014 - Reply

    http://youtu.be/06vpSeY52G0

  10. Rodolfo Mag 15, 2014 - Reply

    I misteri sono tali perchè aspettano di essere svelati.
    Ma il problema è che la maggior parte della popolazione ignora i misteri che tu proponi, non passa minimamente nei loro pensieri.
    Il mistero affascina e quando si presenta diventa uno stimolo alla ricerca, a volte il mistero rimane tale e allora la ricerca continua.
    Ma nel caso dei due misteri che enunci vi è una risposta univoca che andrebbe sempre ricercata da ogni essere umano.
    Ma purtroppo ll genere umano mai come in questi ultimi tempi e in preda ad una morsa di banalità e menzogna.
    Ai tempi antichi e anche recenti vi sono stati pensatori che avevano fatto breccia nei misteri che tu dici e li avevano anche in parte svelati.
    Ci sono state persone che al prezzo della loro vita hanno fatto si che vi fossero le basi per la soluzione.
    Ma quelle persone non sono ascoltate, e se vengono nominate, solo nelle scuole, dove ormai l’insegnamento al suo ultimo scopo la formazione di nuovi automi.
    Si quei pensatori vengono utilizzati al fine di avere la possibilità di nominarli all’interrogazione o all’esame per ottenere il bel voto o la promozione.
    Ma ciò che dicevano questi pensatori era la via ( e non il percorso già stabilito) per fare si che ogni essere umano avesse coscienza della propria unicità e bellezza.
    Invece di loro e dei loro pensieri si è fatto un pacchettino per poter ottenere il passaggio dell’esame e quindi a puro scopo utilitaristico.
    Questo è solo una piccola parte di ciò che ci viene fatto, senza parlare dei politici. religioni, mass-media, tutto ciò che ci circonda.
    Il tutto viene proposto per poter avere un fine, ed è sempre utilitaristico.
    A mio parere bisognerebbe iniziare dagli educatori, in per primi i genitori e poi tutto ciò che circonda il bambino dalla nascita.
    Ma il problema è chi educa gli educatori, come possono gli educatori avere la consapevolezza dei due misteri che tu proponi, se anche loro vengono prodotti in serie?
    Ma chi sono gli educatori?
    Gli educatori siamo tutti noi, i 7 miliardi di persone che camminano su questo pianeta.
    E’ estremamente difficile pensare nel rumore che ci satura la mente ogni giorno dove sembriamo scimmie ammaestrate che si muovono senza sapere cosa ci spinge e questo ottundimento lo cerchiamo perchè appunto non ci fà pensare e quindi il tutto questo si instaura un circolo vizioso che ci fà diventare sempre più simili alle macchine (e finiamo di credere di esserlo).
    C’è poi qualcuno che riesce ad uscire da questo vortice di assurdità e vede quello che ci siamo fatti e lo vuole raccontare a queste persone che sono nel vortice, ma vanno talmente veloci e c’è troppo rumore che la voce di quel pensatore che è riuscito ad uscire pare loro come un ronzio di una mosca.
    E quel ronzio per loro è così fastidoso che farebbero di tutto, anche eliminarlo pur chè la smetta.
    Quindi come diceva uno di quei pensatori “perdona loro perchè non sanno quello che fanno”.( e anche questo pensatore è stato preso , impacchettato e usato sempre per fini utilitaristici)
    Si ma bisogna andare un pò oltre e sforzarsi di fare in modo che ognuno possa diventare un pensatore che abbia solo ed unico fine l’amore per l’umanità.
    Facciamo che quel ronzio diventi voce.

    Rodolfo

  11. gianni Set 04, 2014 - Reply

    ….

  12. francesco Feb 17, 2015 - Reply

    Ciao Silvano,
    bellissima ed encomiabile la tua iniziativa, ma finché non sarà superato il detto latino “homo homini lupus” il tutto sarà un’impresa, impossibile no, ma difficile si. Comunque credo e spero sempre che esca fuori la vera umanità anche in coloro che hanno in mano le redini di questa società allo sbando.
    Silvano…NON MOLLIAMO!!!!!!!
    Inoltre penso che in parte abbia ragione Michele, ma più che fondata sul lavoro o sull’individuo la nostra Italia (Repubblica democratica) dovrebbe essere fondata sul benessere e sulla felicità dei suoi cittadini.
    Un caro saluto a tutti
    Francesco

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