BUON NON SAN VALENTINO

Offro agli amici e alle amiche nel giorno dopo la festa di San Valentino alcune brevi riflessioni sull’amore che provengono dalla mia personale esperienza.

Intanto nel corso degli anni ho notato con evidenza che nella cultura ufficiale di questa finta democrazia essendo ogni verità nascosta dietro il grande sipario della finzione non esiste alcun discorso credibile e approfondito sull’amore. Spesso si confonde l’innamoramento con l’amore e ancor più spesso si intende per amore la concessione reciproca tra maschio e femmina di una perlustrazione improvvisata e superficiale del corpo, durante la quale il maschio si sente in dovere di risultare super attivo ed efficiente senza accorgersi che in questo modo si perde l’occasione per la donna e per lui stesso di esaminare appunto con infinita tenerezza ambedue i corpi.

Il dramma poi si infittisce nel ritenere che il rapporto debba necessariamente essere “sessuale” e cioè nell’eliminare di fatto l’intero corpo per privilegiare come territorio da esplorare gli organi genitali e la bocca.

L’amore è la capacità di diventare l’altro rimanendo se stessi, come suggerisce il sentimento della maternità unico e raro esempio di connessione amorosa con il mondo.
È in sostanza l’incontro tra due infiniti.

In realtà è importante ridare la massima risposta alla “sensualità” e cioè al bisogno naturale che i cinque sensi hanno di conoscere i misteri dell’incontro amoroso.

I cinque sensi, spesso ignorati o trascurati nelle pratiche d’amore.
Lo sguardo ha bisogno di “vedere” il tatto di “sfiorare, accarezzare e toccare”, il gusto di “incontrare” il mistero di una bocca che si schiude, l’olfatto di cogliere il profumo della vita, l’udito di gustare la soavità di sussurri amorosi.

La sessualità ampiamente praticata riguarda infatti non tanto l’amore quanto l’innamoramento che a mio parere altro non è che una sorta di regressione dell’equilibrio mentale e nei film di Walt Disney, il piccolo cervo Bambi attratto e turbato da una cerbiatta viene definito “rincitrullito” dagli amici animali.

Buon Non San Valentino a tutti.

3 Responses

  1. Frances Feb 28, 2018 - Reply

    considerare, volendo:

    . i 5 Jainisti per l’Amore universale, aHimsha, inNocenza [non nuocere ad alcuno], aSteya, noninVidia [invece di guardare all’Apparenza, che è meccanico, senza capire, vedere attraverso l’Apparenza, che è intelligente, intendere, comprendere], Satya, Verità [vedi Conoscenza ed Ossequio al Mondo delle iDee e degli iDei o iDeali; diverso da Realtà (ma ossequiando, le due possono corrispondere)], Brahmacharya, Sacralizzazione [sapere che ogni Manifestazione della Vita, concepita e forgiata dalla Luce che è Dio, è sacra, e trattarla e rispettarla come tale], aParigrah, inDipendenza [da Sostanze ed altro inclusa: perciò provare ad esercitare la ”cor-retta Vicinanza-e-cor-retta Lontananza; cor-retto Attaccamento-e-cor-retto Distacco; cor-retta Attrazione (Eros)-e-cor-retta Repulsione (Thanatos)”, e questo per la Realizzazione dell’Equilibrio, a Beneficio proprio ed altrui],

    . ”ognuno ha il suo Punto di Vista ed ognuno non è che un Punto, indipendentemente da quanti lo abbracciano, mentre l’Onniscienza consiste in tutti i Punti di Vista considerati, assieme” [Saggezza, inTelligenza],

    . anche sia i Diritti umani, che i Doveri umani https://en.wikipedia.org/wiki/Declaration_of_Human_Duties_and_Responsibilities ,

    . e la Regola aurea dell’Etica e di ogni Religione [concernente l’Agape, Amore universale] ”augura al prossimo quel che auguri a te; augura a te quel che auguri al prossimo; non augurare mai al prossimo quel che non augureresti mai a te; non augurare mai a te qual che non augureresti mai al prossimo”,

    . ”Felicità dentro-fuori a ognuno, ovunque-sempre”, e ”la Luce che è Dio [”das lebendige Licht”] animi-guidi, ispiri-protegga ognuno ovunque-sempre,

    .

  2. l Mar 02, 2018 - Reply

    <>

    Il mio parere invece è opposto – certo si potrebbe pure discutere se sia auspicabile l’equilibrio mentale, dipende da cosa si intende, spesso penso che coloro che agiscono in un dato ambito con estrema lucidità non possano essere ritenuti equilibrati, al contraio direi che potrebbero essere rilegati nella categoria dei folli o degli automi in quanto ignorano di trovarsi in un cerchio che altri hanno disegnato per loro e neppure sanno od ambiscono ad uscirne per osservare cosa vi è al di là – e si basa sulla personale esperienza. La mia vita amorosa è stata piuttosto strana e poco fortunata, l’ultimo amore seppure accompagnato da mille problemi e mille dolori, un piccolo calvario lungo diversi anni, mi ha dato modo di riflettere, senza farmi spiegare da nessuno alcunché; dovevo capire cosa la muoveva, dovevo capire cosa mi muoveva, dovevo andare alle radici di tutto quel che ho vissuto e visto, nessun’altro poteva suggerirmi risposte che spesso si rifanno a luoghi comuni o dottrine psicologiche. Ho iniziato le indagini, in me e fuori di me, comparando queste due fonti, per seguire delle tracce che solo in germe risiedevano nel mio cuore; scartavo quelle che non mi rispecchiavano, indagavo quelle che aprivano squarci. Non è la sede per parlare di questo argomento, alcune cose – l’ho imparato ma ne ho avuto sempre l’innato sentore – vanno protette, mi permetto però di dire a chi avesse attraversato il dolore causato da una relazione d’amore, che l’innamoramento è cosa ben più seria di quel che comunemente si creda, per accertarsene l’unica via è la riflessione personale.

  3. l Mar 02, 2018 - Reply

    All’inizio del mio precedente messaggio è rimasta escluso uno stralcio di Silvano A., questo:
    “…l’innamoramento che a mio parere altro non è che una sorta di regressione dell’equilibrio mentale…”

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