LETTERA AI MIEI SIMILI

Sollecitato da alcuni lettori, desidero offrire, con l’augurio dell’anno che perennemente si rinnova, alcuni aspetti di quella che definisco LA CITTÀ FUTURA.

Dando spazio alla preziosità dell’immaginario cercherò di descrivere la mia visione e il mio parere al riguardo. Ogni giorno, prima di uscire di casa, rimango concentrato a sperare che finalmente, uscendo, incontrerò la città così come dovrebbe essere. Uno spazio urbano non più tossico, ostile e disumanizzato per via degli innumerevoli veicoli, fermi o circolanti, e l’acre presenza di monossido di carbonio, prodotto dagli scarichi  delle automobili e degli autobus, un gas micidiale per la salute.

LA MIA CITTÀ FUTURA, si presenta come uno spazio costantemente offerto allo sguardo e al felice respiro di chi lo attraversa o anche di chi frettolosamente lo percorre. Non ci sono auto parcheggiate che ovunque nascondono a migliaia le facciate degli edifici sacri o profani. Ogni grande via ha invece nella CITTÀ FUTURA uno spazio dedicato a “marciapiedi mobili” che si muovono lenti per gli anziani e più rapidi per i giovani. Una sola auto elettrica è disponibile all’inizio e alla fine di ogni grande via nel caso possa servire un intervento o uno spostamento urgente. A margine dei marciapiedi mobili strisce colorate di fiori di ogni genere decorano gli spazi urbani riassumendo in un vero e proprio piccolo trionfo di colori la grande varietà della natura. In ogni piazza grande o anche piccola su uno  schermo  di ampie dimensioni scorrono le immagini dei centri di acquisto presenti nelle vie limitrofe in modo che le persone trovino subito quello che stanno cercando. In ogni piazza è collocato un misuratore di purezza dell’aria e è disponibile un piccolo palco sul quale ogni cittadino può salire per esprimere il proprio parere sull’andamento della vita nella città Futura o anche improvvisare piccoli spettacoli o interventi musicali e canori. Nei giardini pubblici sono disponibili delle piccole biblioteche che offrono alla lettura i più importanti romanzi o racconti  o saggi  di filosofia e di tecnica.

Naturalmente tutto ciò che immagino ogni giorno prima di uscire sarà semplicemente e immediatamente possibile solo quando Stati e Governi decideranno di investire un 30 per cento delle risorse  riservate alle spese per gli armamenti per poter finalmente offrire abitazioni e cibo gratuiti a ogni cittadino.

A questo tipo di soluzione si giungerà inesorabilmente quando in tutte o quasi le grandi fabbriche nel mondo i sei miliardi di lavoratori impegnati nella produzione saranno pienamente sostituiti da computers, Robots e macchine. Solo allora, ciò che fino ad oggi risulta impossibile avverrà naturalmente, e senza alcun ostacolo.

Regaliamoci per il nuovo anno almeno di immaginarlo il buon senso e chissà…

BUON ANNO a tutti.

Silvano Agosti

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