Diario

Cinema Azzurro Scipioni – Piccolo Louvre del Cinema

Dove il Cinema è Arte

Via degli Scipioni 82 Roma 00192 – tel e fax: 0639737161

Ingresso gratuito ai netturbini e agli esodati | Programmato da Silvano Agosti

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VI INFORMIAMO INOLTRE CHE PER QUATTRO SABATI DI MARZO (INCOMINCIA DOMANI, SABATO 2), SILVANO CONDURRA’ IL SEMINARIO ”DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITA’. COME PRODURRE QUALSIASI FILM SENZA DENARO”.

info al num. 3287621633

 

https://www.facebook.com/events/370133583807097/

Il problema dell’ostilità verso gli extracomunitari, e l’avversione nei confronti di chi non è nato nel paese dove abita, nascono in ognuno e ovunque dall’ignoranza del proprio valore e della propria vastità.

L’ESTRANEO altro non è che ciò che noi non conosciamo di noi stessi.

Se infatti conoscessimo il nostro Essere quanto abbiamo imparato a conoscere le nostre sciagure, non solo non esisterebbe l’ESTRANEO, ma per natura il nostro Io si estenderebbe all’esistenza stessa de nostri simili.

L’ESTRANEO, infatti,  nasce dall’ignoranza del proprio essere, della sua vastità e del proprio valore, e finisce con lo stimolare sentimenti di ostilità, di odio e persino di ferocia.

Si tratta di scoprire che gli Esseri Umani non solo sono simili tra di loro

ma sono identici nel loro diritto a vivere e non soltanto a esistere sotto il peso di una cultura che non è la loro.

Così tutti o quasi, soggiacciono a Stati e Governi il cui potere trae origine in massima parte  dall’esistenza dell’ESTRANEO.

Come guarire da questo sfacelo? La decisione di amare il mondo, la vita, e i propri simili, deve partire dalla decisione di amare se stessi e la propria vita.

E poiché un vero percorso d’amore non ha mai fine, chiederemo aiuto al Poeta e a questi due suoi versi:

”Quando un Amore finisce

vi avverte che non è mai esistito”.

 

Silvano

Offro l’onore del messaggio annuale ai visitatori del mio Diario a Charlie Chaplin

del quale inserisco uno straordinario scritto che se osservato

realizza in ognuno di noi le immense qualità di ogni vero Essere Umano

 

“QUANDO HO INIZIATO AD AMARMI DAVVERO”

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO RESO CONTO CHE IL DOLORE E LA SOFFERENZA EMOTIVA SERVIVANO A RICORDARMI CHE STAVO VIVENDO IN CONTRASTO CON I MIEI VALORI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  A U T E N T I C I TÀ.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO CAPITO QUANTO FOSSE OFFENSIVO VOLER IMPORRE A QUALCUN ALTRO I MIEI DESIDERI, PUR SAPENDO CHE I TEMPI NON ERANO MATURI E LA PERSONA NON ERA PRONTA, ANCHE SE QUELLA PERSONA ERO IO.

OGGI SO CHE QUESTO SI CHIAMA  R I S P E T T O.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO SMESSO DI DESIDERARE UNA VITA DIVERSA E HO COMPRESO CHE LE SFIDE CHE STAVO AFFRONTANDO ERANO UN INVITO A MIGLIORARMI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA M A T U R I T À.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO CAPITO CHE IN OGNI CIRCOSTANZA ERO AL POSTO GIUSTO E AL MOMENTO GIUSTO E CHE TUTTO CIÒ CHE MI ACCADEVA AVEVA UN PRECISO SIGNIFICATO. DA ALLORA HO IMPARATO AD ESSERE SERENO.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  F I D U C I A  I N  S É  S T E S S I.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, NON HO PIÙ RINUNCIATO AL MIO TEMPO LIBERO E HO SMESSO DI FANTASTICARE TROPPO SU GRANDIOSI PROGETTI FUTURI. OGGI FACCIO SOLO CIÒ CHE MI PROCURA GIOIA E FELICITÀ, CIÒ CHE MI APPASSIONA E MI RENDE ALLEGRO, E LO FACCIO A MODO MIO, RISPETTANDO I MIEI TEMPI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  S E M P L I C I T À.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO LIBERATO DI TUTTO CIÒ CHE METTEVA A RISCHIO LA MIA SALUTE: CIBI, PERSONE, OGGETTI, SITUAZIONI E QUALSIASI COSA CHE MI TRASCINASSE VERSO IL BASSO ALLONTANANDOMI DA ME STESSO. ALL’INIZIO LO CHIAMAVO “SANO EGOISMO”, MA

OGGI SO CHE QUESTO SI CHIAMA  A M O R  P R O P R I O.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO SMESSO DI VOLER AVERE SEMPRE RAGIONE. E COSI FACENDO HO COMMESSO MENO ERRORI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  U M I L T À.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO RIFIUTATO DI CONTINUARE A VIVERE NEL PASSATO O DI PREOCCUPARMI DEL FUTURO. OGGI HO IMPARATO A VIVERE NEL MOMENTO PRESENTE, L’UNICO ISTANTE CHE DAVVERO CONTA.

OGGI SO CHE QUESTO SI CHIAMA  B E N E S S E R E.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO RESO CONTO CHE IL MIO PENSIERO PUÒ RENDERMI MISERABILE E MALATO. MA QUANDO HO IMPARATO A FARLO DIALOGARE CON IL MIO CUORE, L’INTELLETTO È DIVENTATO IL MIO MIGLIORE ALLEATO.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  S A G G E Z Z A.

NON DOBBIAMO TEMERE I CONTRASTI, I CONFLITTI E I PROBLEMI CHE ABBIAMO CON NOI STESSI E CON GLI ALTRI PERCHÉ PERFINO LE STELLE, A VOLTE, SI SCONTRANO FRA LORO DANDO ORIGINE A NUOVI MONDI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  V I T A.

 

Charlie Chaplin

 

L’ultimo messaggio all’Umanità concludeva così:
”Nel prossimo diario, se richiesto, spiegherò cosa deciderà il potere rispetto al destino di questi 6 miliardi di esuberi”.

Ecco cosa accadrà.
Per sua natura il potere, quando ritiene che degli esseri umani abbiano perso il loro ruolo decide di eliminarli. Tuttavia l’impresa di eliminare definitivamente 6 miliardi di persone (ex impiegati e operai che non servono più perché ormai sostituiti da industrie perfettamente automatizzate per gestire le quali bastano al massimo 2 tecnici) non è immensa solo per la sua ferocia e crudeltà, ma sarà definita impossibile anche dai tecnici e dagli esecutori asserviti al potere. Come risolvere dunque la loro eliminazione?
I saggi e gli economisti e i consiglieri diranno: ”Cari Stati, cari Governi, care Istituzioni, caro Potere, sappiate che costerà infinitamente meno nutrirli e ospitarli in altrettante dimore finché vivranno. A patto di bloccare da subito tutte le nascite. Alle giovani donne basterà spiegare che dai 18 ai 25 è loro concesso di partorire un solo figlio, così nel breve arco di 30/40 anni l’umanità scenderà dai 7 miliardi attuali a un semplice miliardo”.

Silvano Agosti

Caro Ennio,
di ritorno da un lungo giro in Italia, per presentare il mio nuovo film, per il quale non ho avuto bisogno della tua geniale generosità creativa (perché si tratta solo di un film di rari documenti),
vengo a sapere che hai compiuto i tuoi primi novant’anni.

Subito nasce in me il desiderio di comunicarti che uno come te non ha una sola età ma ha, a sua disposizione, la saggezza di tutte le età trascorse.

Così ogni tua giornata, può utilizzare questa o quella età, e ogni mattina nascere e ogni sera affidarsi all’eternità del sonno, nella certezza di risorgere il giorno dopo.

Se poi mi chiedessero qual è l’età con la quale tu caro Ennio principalmente ti colleghi, risponderei che hai conservato da sempre la stessa fragile innocenza di un tredicenne.

Tu sei certamente il primo e solo responsabile della tua genialità creativa, alla quale ti affidi quasi fosse un giocattolo da non abbandonare mai.
E il mio augurio è proprio questo: continua a giocare ogni giorno all’interno nello spazio che va dall’alba al tramonto, spazio e tempo che io chiamo ”la piccola eternità del presente”.

Ovvero ogni giorno vivi un’intera vita.

Così sarò felice che anche per te un nuovo anno sia l’occasione di 365 muove vite nelle quali tu ed io spesso ci ritroveremo. avvolti nella nostra straordinaria amicizia.

Tuo Silvano Agosti

 

12 dicembre 1968

Oggi, 12 dicembre 2018, quasi metà di un secolo è trascorsa dal 12 dicembre 1969,
data della prima feroce strage subito attribuita allo Stato
non dai giornali ma dalla coscienza sociale dei cittadini.
Gli autori sono rimasti segreti e impuniti
così come è accaduto poi per la strage di Brescia e per le stragi di Bologna.
Noi siamo qui e continuiamo a chiederci: ”Questo è dunque il senso e lo splendore della vita?”.
Abissali silenzi hanno preso il posto delle stragi
e quindi poco si sa sull’imminente futuro.
Sentiamoci tutti uniti sia pure da una comune assenza di speranza.

Silvano