Diario

Cari amici,

Molti di voi mi chiedono se credo in Dio.

Personalmente da quando diciassettenne sono letteralmente fuggito di casa ho imparato a credere non direttamente in Dio, come a molti accade fin dalla prima giovinezza, ma a credere profondamente nell’Essere Umano e offro la mia fede alla convinzione che l’Essere Umano sia il massimo capolavoro che la natura ha concepito e realizzato nel corso dei secoli. Non mi riferisco all’immensa giungla di ragionieri, medici, commercianti, mariti, insegnanti, artisti, sacerdoti, attori etc. etc

Tutti costoro sono prigionieri di un ruolo che li allontana inesorabilmente dalla vita. Mi riferisco al fatto che ognuno,  nascendo, si rivela ben presto un assoluto capolavoro.

Ma questo, in gran parte del pianeta, può durare purtroppo assai poco. Forse, bene che vada, resiste a essere un Capolavoro  fino ai cinque anni di età, perché poi questo esserino, già perfetto, che sa rispondere a qualsiasi domanda ed è sempre in cerca di un gesto o di un movimento nuovi, vive una dinamica instancabile e raramente interrotta: la dinamica del gioco. Poi improvvisamente viene strappato dal suo spazio di libertà e collocato come un piccolo galeotto in un banco di scuola, magari per 6 o anche otto ore al giorno.

Così, di mutilazione in mutilazione l’Essere Umano “capolavoro” in una quindicina di anni diviene un “cittadino”, che ormai ha perso qualsiasi traccia del capolavoro che era nella sua prima infanzia, che a qualsiasi domanda gli fate vi risponderà “Boh”. Così, prigioniero di un ruolo, accetta di non sapere più nulla per il resto della sua vita. Non indaga più, non gioca più e diviene ubbidiente e sottomesso a qualsiasi destino che gli viene proposto. Non so se tra chi leggerà questo mio messaggio ci saranno soltanto  prigionieri di un ruolo o, se per una rara coincidenza, ci sarà anche qualche Essere Umano. Se c’è domandategli cosa intenda fare nel corso della sua esistenza e ognuno, a modo suo, vi dirà “Voglio vivere”.

Anch’io voglio vivere e sogno un pianeta abitato solo da Esseri umani che difendono il loro diritto alla vita.

Nel mio nuovo film ORA E SEMPRE RIPRENDIAMOCI LA VITA (in programma ogni domenica alle ore 17.00 presso il cinema Azzurro Scipioni, in via degli Scipioni 82 Roma Metro Ottaviano San Pietro), ho filmato  migliaia di giovani che durante i loro cortei, tra tanti slogan, spesso ne ripetevano uno da loro e da me preferito.

Con voce compatta, limpida e sicura gridavano:

“Diritto alla cultura, diritto alla vita, con questa società facciamola finita.”

 

Silvano Agosti

Caro Beppe,

 

chiudere una radio che dà fastidio se consiste nel non aprirla è

semplicissimo, ed è anche un fatto altamente democratico, basta tenere la

radio spenta, quindi a chi radio radicale da fastidio semplicemente faccia

meno di accenderla.

Impedire invece a radio radicale di essere ascoltata da milioni di persone è

un feroce e insensato atto di avvio tipico di ogni dittatura. Ma sappi che

chiudere radio radicale significa chiudere anche me e te e tutti coloro che

hanno il diritto di parlare e anche il diritto di ascoltare.

 

Silvano Agosti

 

Link per documentario

https://youtu.be/FxrYbjDrUCs

 

Cinema Azzurro Scipioni – Piccolo Louvre del Cinema

Dove il Cinema è Arte

Via degli Scipioni 82 Roma 00192 – tel e fax: 0639737161

Ingresso gratuito ai netturbini e agli esodati | Programmato da Silvano Agosti

Scarica il programma del mese in corso

 

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VI INFORMIAMO INOLTRE CHE PER QUATTRO SABATI DI MARZO (INCOMINCIA DOMANI, SABATO 2), SILVANO CONDURRA’ IL SEMINARIO ”DALL’IMPOTENZA ALLA CREATIVITA’. COME PRODURRE QUALSIASI FILM SENZA DENARO”.

info al num. 3287621633

 

https://www.facebook.com/events/370133583807097/

Il problema dell’ostilità verso gli extracomunitari, e l’avversione nei confronti di chi non è nato nel paese dove abita, nascono in ognuno e ovunque dall’ignoranza del proprio valore e della propria vastità.

L’ESTRANEO altro non è che ciò che noi non conosciamo di noi stessi.

Se infatti conoscessimo il nostro Essere quanto abbiamo imparato a conoscere le nostre sciagure, non solo non esisterebbe l’ESTRANEO, ma per natura il nostro Io si estenderebbe all’esistenza stessa de nostri simili.

L’ESTRANEO, infatti,  nasce dall’ignoranza del proprio essere, della sua vastità e del proprio valore, e finisce con lo stimolare sentimenti di ostilità, di odio e persino di ferocia.

Si tratta di scoprire che gli Esseri Umani non solo sono simili tra di loro

ma sono identici nel loro diritto a vivere e non soltanto a esistere sotto il peso di una cultura che non è la loro.

Così tutti o quasi, soggiacciono a Stati e Governi il cui potere trae origine in massima parte  dall’esistenza dell’ESTRANEO.

Come guarire da questo sfacelo? La decisione di amare il mondo, la vita, e i propri simili, deve partire dalla decisione di amare se stessi e la propria vita.

E poiché un vero percorso d’amore non ha mai fine, chiederemo aiuto al Poeta e a questi due suoi versi:

”Quando un Amore finisce

vi avverte che non è mai esistito”.

 

Silvano

Offro l’onore del messaggio annuale ai visitatori del mio Diario a Charlie Chaplin

del quale inserisco uno straordinario scritto che se osservato

realizza in ognuno di noi le immense qualità di ogni vero Essere Umano

 

“QUANDO HO INIZIATO AD AMARMI DAVVERO”

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO RESO CONTO CHE IL DOLORE E LA SOFFERENZA EMOTIVA SERVIVANO A RICORDARMI CHE STAVO VIVENDO IN CONTRASTO CON I MIEI VALORI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  A U T E N T I C I TÀ.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO CAPITO QUANTO FOSSE OFFENSIVO VOLER IMPORRE A QUALCUN ALTRO I MIEI DESIDERI, PUR SAPENDO CHE I TEMPI NON ERANO MATURI E LA PERSONA NON ERA PRONTA, ANCHE SE QUELLA PERSONA ERO IO.

OGGI SO CHE QUESTO SI CHIAMA  R I S P E T T O.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO SMESSO DI DESIDERARE UNA VITA DIVERSA E HO COMPRESO CHE LE SFIDE CHE STAVO AFFRONTANDO ERANO UN INVITO A MIGLIORARMI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA M A T U R I T À.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO CAPITO CHE IN OGNI CIRCOSTANZA ERO AL POSTO GIUSTO E AL MOMENTO GIUSTO E CHE TUTTO CIÒ CHE MI ACCADEVA AVEVA UN PRECISO SIGNIFICATO. DA ALLORA HO IMPARATO AD ESSERE SERENO.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  F I D U C I A  I N  S É  S T E S S I.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, NON HO PIÙ RINUNCIATO AL MIO TEMPO LIBERO E HO SMESSO DI FANTASTICARE TROPPO SU GRANDIOSI PROGETTI FUTURI. OGGI FACCIO SOLO CIÒ CHE MI PROCURA GIOIA E FELICITÀ, CIÒ CHE MI APPASSIONA E MI RENDE ALLEGRO, E LO FACCIO A MODO MIO, RISPETTANDO I MIEI TEMPI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  S E M P L I C I T À.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO LIBERATO DI TUTTO CIÒ CHE METTEVA A RISCHIO LA MIA SALUTE: CIBI, PERSONE, OGGETTI, SITUAZIONI E QUALSIASI COSA CHE MI TRASCINASSE VERSO IL BASSO ALLONTANANDOMI DA ME STESSO. ALL’INIZIO LO CHIAMAVO “SANO EGOISMO”, MA

OGGI SO CHE QUESTO SI CHIAMA  A M O R  P R O P R I O.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, HO SMESSO DI VOLER AVERE SEMPRE RAGIONE. E COSI FACENDO HO COMMESSO MENO ERRORI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  U M I L T À.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO RIFIUTATO DI CONTINUARE A VIVERE NEL PASSATO O DI PREOCCUPARMI DEL FUTURO. OGGI HO IMPARATO A VIVERE NEL MOMENTO PRESENTE, L’UNICO ISTANTE CHE DAVVERO CONTA.

OGGI SO CHE QUESTO SI CHIAMA  B E N E S S E R E.

QUANDO HO COMINCIATO AD AMARMI DAVVERO E AD AMARE, MI SONO RESO CONTO CHE IL MIO PENSIERO PUÒ RENDERMI MISERABILE E MALATO. MA QUANDO HO IMPARATO A FARLO DIALOGARE CON IL MIO CUORE, L’INTELLETTO È DIVENTATO IL MIO MIGLIORE ALLEATO.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  S A G G E Z Z A.

NON DOBBIAMO TEMERE I CONTRASTI, I CONFLITTI E I PROBLEMI CHE ABBIAMO CON NOI STESSI E CON GLI ALTRI PERCHÉ PERFINO LE STELLE, A VOLTE, SI SCONTRANO FRA LORO DANDO ORIGINE A NUOVI MONDI.

OGGI SO CHE QUESTA SI CHIAMA  V I T A.

 

Charlie Chaplin