Diario

lettera riservata, affettuosa e personale.

Caro Beppe,

mi dispiacerebbe proprio che tu fossi deluso o affranto da un risultato così importante,  che per la prima volta ha costretto tutte le forze politiche palesi e occulte a  coalizzarsi per affrontare la crescita del Movimento.

Mi dispiacerebbe

A)

perché anche a livello di elezioni europee il Movimento risulta al secondo posto  davanti a tutti gli altri partiti e partitini

B)

perché il Movimento ha in realtà bisogno di un lungo e meditato percorso per poter gestire e davvero cambiare il Paese.

C) tu sei un esperto e agguerrito enunciatore delle infinite malefatte della classe dirigente, ma non si riesce a trarre dai tuoi discorsi una convincente proposta di progetto per una diversa gestione della società. Un progetto capace di convincere e non solo di far vincere

D)

il tuo 21 per cento alle elezioni europee vale oro puro perché il voto dato al movimento 5 stelle nasce da un atto di  responsabilità e di cosciente rifiuto della logica di truffe e menzogne che da quasi mezzo secolo sgorgano dal mondo politico

E) la tua vitalità traboccante di comico ti travolge spesso in enunciati estremi, come quelli relativi alla turpe idea dei tribunali del popolo o l’ambigua e infelice citazione di “Hitler”. Parola offensiva e straziante per almeno sette milioni di esseri umani, morti nei campi di sterminio. Per non citare l’augurata “vivisezione”  del cagnetto di un avversario. Un mondo verbale  che non ti merita e che guasta il flusso di simpatia che emana dal “Comico Beppe Grillo”. Inoltre la verità va detta con voce ferma e chiara, perché l’urlo, soprattutto se costante, qualsiasi sia la sua funzione, esprime sempre uno stato di disperazione, di lontananza da sé

F) io, come credo ogni elettore del movimento 5 stelle, ho un incessante necessità di sapere nei dettagli come il Movimento possa programmare e realizzare nel quadro delle altre Nazioni un modo più umano di vivere.Non basta il coraggio della denuncia, è indispensabile una chiarezza programmatica per poter continuare a credere nella profonda utilità rinnovatrice del Movimento.

Ora riposa, non sulla vanità come fanno i vincitori, ma sulla certezza del grande valore di ciò che è accaduto.                                      E’ stato forse, questo delle elezioni europee,  l’evento più giusto per garantire la qualità di ciò che potrà accadere, grazie a un Movimento divenuto maturo, in un futuro neanche troppo lontano.

Ti regalo uno dei più bei versi di un grande poeta, Tagore

                  “Sui sentieri già tracciati io mi perdo”

 SILVANO AGOSTI

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TAXI DRIVER

TAXI DRIVER

Capita raramente di prendere un taxi, preferisco il motorino o la bicicletta. Ma negli ultimi vent’anni, ogni volta che ho dovuto farlo, è accaduto qualcosa di straordinario.
Anche oggi, dopo pochi minuti dalla partenza, per entrare in contatto diretto con il tassista, gli ho proposto di rivelargli “i suoi veri diritti”. Ha guardato incuriosito nello specchietto retrovisore, Mi aspettavo che sorridesse, invece ha fatto un profondo sospiro.
“Vado?” Ho chiesto.
“Vada, vada…” Ha risposto poco convinto.
“Bene i tuoi veri diritti sono i seguenti: lo Stato ti deve fornire gratuitamente il carburante, la Regione ti deve rinnovare la vettura nuova ogni tre anni, il Comune deve pagare l’assicurazione e la Provincia provvederà a pagarti la manutenzione. In cambio tu lavorerai tre ore al giorno incassando praticamente il doppio di quello che guadagni oggi. Così finalmente potrai startene con i tuoi figli, conoscere meglio la tua compagna, magari chissà, potresti metterti a disegnare o suona…re”
Una frenata brusca blocca il taxi e il tassista rimane qualche secondo in silenzio a capo chino, poi si volta verso di me nello specchietto retrovisore e dice “Ma si rende conto di quello che mi ha detto? Lo sa che adesso io vivrò il tormento di sapere che non sto vivendo, che negli ultimi vent’anni non ho mai vissuto e continuerò a non vivere fino alla fine dei miei giorni?”
“In che senso? Aspetta, adesso ti dico anche come si fa a ottenere davvero il rispetto dei tuoi giusti diritti. Tu sei un’autopubblica al servizio dei cittadini, quindi lo Stato deve fornirti i mezzi per farlo senza dissanguarti o costringerti a lavorare nove ore al giorno.”
“Nove? Da quando hanno liberalizzato le licenze meglio dire che passo 12 ore al giorno sulla strada e il guadagno è ugualmente scarso.” “Adesso ti dico come si fa ad avviare la battaglia per il rispetto dei tuoi diritti.” Il tassista accosta in silenzio la macchina in una piazzetta al centro di villa borghese. Chiude il tassametro, spegne il motore. “Sentiamo. Come si fa in questo Paese a farsi rispettare?”
“Allora. Circa un mese prima delle elezioni tu fai preparare un bel cartello e lo metti sullo schienale della poltrona di destra in modo che si possa leggere facilmente.
Sul cartello c’è scritto “i tassisti di Roma ringraziano lo Stato che offre loro la benzina, ringraziano la Regione che ha deciso di fornire gratuitamente ogni tre anni una nuova autovettura, ringraziano il Comune che paga loro l’Assicurazione e la Provincia che si occupa della manutenzione. Per questo tutti noi ottomila tassisti di Roma voteremo a loro favore”In questo modo si spargerà la voce in tutto il Paese e ci saranno proteste di tutti i tassisti delle altre città e così emergeranno i vostri diritti e qualcosa sicuramente accadrà. Per un voto in più i governanti venderebbero anche la madre.”
Il tassista sempre in silenzio riavvia la macchina e finalmente mi porta alla stazione Termini.
“Quanto devo.” Il tassametro è spento.
“Offre la ditta.”

Da alcuni anni,  per la precisione circa quattro, cerco in tutti i modi di comunicare possibilmente a ognuno due dati estremamente importanti, a parer mio, per la comprensione di questo tormentato e  ambiguo presente.

PRIMO DATO OVVERO PRIMO MISTERO 

Attenzione, non è vero che non c’è lavoro, è vero invece che per alcune centinaia di milioni di lavoratori prima occupati nei grandi agglomerati industriali non c’è più l’obbligo nè’IL BISOGNO di lavorare.

Conseguentemente si è verificato il crollo di piccole e medie industrie (In Italia ne hanno già dovuto chiudere circa 72,000 ) direttamente collegate con i grandi centri produttivi ormai completamente  autonomi in una struttura perfettamente automatizzata.

Le macchine non scioperano, non hanno stipendi, non si ammalano, e lavorano 24 ore al giorno senza mai protestare.

Per quale ragione non eliminare la cosiddetta CLASSE OPERAIA? Fino agli anni ottanta non si faceva che parlare di AUTOMAZIONE, si discuteva con passione di un tempo in cui nessuno sarebbe stato più in obbligo di lavorare e avrebbe finalmente fruito di una nuova civiltà che avrebbe come protagonista una intera umanità finalmente liberata dall’oppressione e dal ricatto del dover impiegare l’intero tempo della vita a lavorare.

Nove o dieci ore al giorno senza mai poter scoprire il proprio estremo valore in una condizione di libertà, di creatività e di solidale privilegio di vivere, non più scambiando una faticosa stentata sopravvivenza come unica modalità di vita.

Oggi nessuno ne parla. La sostituzione delle masse operaie con le macchine è avvenuta ormai per l’ottanta per cento, ma un grande silenzio è calato sull’argomento.

Troneggia invece LA GRANDE MENZOGNA ovvero le infinite promesse di “trovare lavoro”.

E’ dunque così difficile immaginare che dagli enormi profitti generati da una produzione automatizzata si possono detrarre l’equivalente degli stipendi e delle paghe di un tempo per assicurare all’intero genere umano una casa e due pasti caldi in qualsiasi ristorante? Una umanità così rassicurata vedrebbe crollare rapidamente sia le carceri che gli ospedali e sia, finalmente la necessità degli eserciti.

Con il coraggio di immaginare in piena semplicità il progetto di una società favorevole a tutti, si smantella qualsiasi accusa strumentale di utopia che condanna qualsiasi PROGETTO  diverso dall’attuale tragica e apparentemente irrisolvibile condizione umana.

Ebbene, avendo affermato questi pensieri in numerose e varie situazioni, radio, giornali, diari nel blog, lettere ai padroni del mondo, non c’è stato un solo intervento di risposta in grado di diffondere ulteriormente questo semplice messaggio.

COMINCIAMO AD ASSICURARE A TUTTI GLI ESSERI UMANI BUON CIBO E UNA CASA

(Costo previsto equivalente al 10 per cento delle spese militari) e poi assistiamo a cosa accade, a come in assenza di disperazione ogni essere umano cerchi semplicemente una propria identità’ arricchita da tante amicizie, tanto amore, tanta conoscenza di se’ e del mondo circostante.

 

SECONDO DATO OVVERO SECONDO MISTERO 

Da circa sei anni ho fatto domanda all’UNESCO chiedendo di nominare l’ESSERE UMANO “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”

Ecco la lettera che accompagnava la mia domanda:

PREMESSA 

Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di esaminare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano, pur presentandosi all’origine come il massimo capolavoro della natura, è attualmente la realtà più sottovalutata, più negata e più sottomessa e oppressa del pianeta.

Con l’adesione di 10.000 iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura.

Chiediamo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione. 

Silvano Agosti 

Roma 15 dicembre 2008

Tre anni dopo ho ricevuto questa risposta:

Risposta unesco

Dunque da allora a oggi non solo nessun media si è occupato di questa per me sublime faccenda, non solo le strutture ufficiali si sono barricate in un silenzio tombale, ma nessuna persona o amico o conoscente ha mai reagito con l’intento di dare una mano a svegliare i pachidermi istituzionali e a cercare di divulgare queste riflessioni.

Attendo sorridente e fiero e comunque deciso a proseguire sia commenti a questo mio diario di aprile 2014, sia a un aiuto diretto per la soluzione di questi due misteri, ambedue riguardanti il benessere dell’intera umanità’.

SILVANO AGOSTI

 

Quinta lettera a Beppe Grillo.

Per rispetto alla privacy la lettera è “strettamente riservata e personale”.

Caro il mio Beppe,
non conosco le vere ragioni che ti spingono a sfiorare il rischio di una lenta e inesorabile erosione, della fresca compattezza di un movimento che, al suo esordio, ha suscitato tante simpatie anche in chi da anni non andava più a votare.

Il movimento 5 stelle rivelava le stesse caratteristiche dell’infanzia : ininterrotta e dinamica vitalità, propensione alla creatività e al gioco.
Poi improvvisamente si schiude la prima trappola, quella di autodefinirsi “il primo partito del Paese”, quella di corteggiare il progetto di ottenere il 51 % dei voti, magari per poter instaurare nuovi esperimenti di ibridi desolanti come l’attuale scelta di questo povero ragazzo di Firenze, che sembra non essersi accorto dell’abisso in cui ha già iniziato a cadere.

Dal ponte di comando è difficile o forse perfino impossibile verificare l’irreparabilità dello scafo. Una nave in sfaldamento, altri direbbero “ormai marcia”, non si ripara cambiando continuamente il comando.
“Dividi e regna”, il metodo aureo per sottomettere qualsiasi realtà nascente, da parte di qualsiasi Potere. Caro Beppe, hai dato una bella mano a chi non sogna altro che il tuo bel movimento si frantumi, magari creando appunto un altro partito.
Non conosco i motivi reali delle scissioni che con la tua severa e forse inconsapevole collaborazione ti ha fatto decidere di espellere altri senatori dal movimento e non credo possa neppure esistere una buona ragione per punire qualcuno, senza verificare le proprie dirette o indirette responsabilità in cio’ che accade.

Ho sempre diffidato di considerare democratico un metodo che si basa sulla quantità e non sulla qualità delle scelte.
Tu anche questa volta, invece di offrire una più profonda consapevolezza della gravità di un errore, hai cercato l’appoggio di una maggioranza numerica per “punire” chi aveva sbagliato.
Mentre chi sbaglia andrebbe encomiato o perfino premiato per aver avuto il coraggio e la libertà di esprimere comunque i propri dubbi.
Io ti ho sempre ospitato nel mio affetto pensando che eri l’incarnazione di quel bambino che ha osato contrapporsi a una massa compatta di servi che elogiavano gli abiti inesistenti del re, rivelando che il Re era semplicemente nudo.
Mi piacerebbe farti conoscere quel bimbo, lui era gentile e armonioso e l’intera sua forza risiedeva nella sua innocenza. In un attimo è stato capace di rivelare che la forza di chi regna è nella complicità di chi ha deciso di essere suo servo.
La maggioranza si può comprare, ma l’unanimità e la coesione si conquistano, momento per momento, occasione dopo occasione.
Sono quindi convinto che un movimento debba fluire compatto verso una direzione concordemente stabilita e raggiunta con paziente fiducia nella propria verità.

Chi prende direzioni opposte o assolutamente diverse, al limite, con il passar del tempo, si espelle da solo e forse è nella solitudine che può ritrovare la propria fedeltà a intenti eventualmente traditi.
La Storia è traboccante di personaggi con un avvio fulgido e impeccabile, adorno di propositi estremi.
Pensa a un cialtrone come il cittadino Bonaparte che passava le sue notti rivoluzionarie scrivendo sui muri di Parigi “impiccheremo l’ultimo papa con le budella dell’ultimo re“. Non più di una ventina di anni dopo si incorona imperatore, dopo aver regalato obelischi e ossequi ai Papi e ai Regnanti d’Europa.
Ti scrivo questi pensieri sollecitato come sempre da molte mail che mi chiedono un parere sull’accaduto.
Ho volontariamente atteso qualche giorno per non escludere la massima serenità e l’affetto con cui ti sto scrivendo.
Anche in questa occasione sono dello stesso parere che ti ho espresso l’altra volta con l’espulsione toccata alla senatrice.
Quando invece di raggiungere insieme il godimento di una verità comune si contrappone una visione ad un’altra senza consentirne il confronto, si sta segando il ramo sul quale ci si era seduti per meglio osservare il mondo e la realtà.

Ci sono, su questo pianeta, milioni di persone che silenziosamente lottano a fianco della vita: è con loro che dobbiamo allearci, senza necessariamente incontrarli, ma sapendo che esistono, convinti come me e penso come te, che la vita ha in sé non solo una magnifica energia in grado di abbattere qualsiasi potere, ma perfino è capace di offrire a chi vive un assaggio di immortalità.
E’ appunto solo mentre vive, che l’Essere Umano ha l’occasione di sperimentare la propria immortalità.
Il futuro dell’umanità non è né nelle mani dei potenti né nelle menti di chi governa, ma in quelle di chi vive un intimo vincolo con un insopprimibile bisogno di libertà.
Caro Beppe, invita a cena in qualche trattoria di periferia i senatori suddetti e prova a scusarti con loro anche a nome dei cinquantamila che hanno avallato la loro condanna.

Silvano Agosti

Riservata, personale

Caro Beppe,
l’onda grande delle alterazioni sui giornali e nelle televisioni di giudizi relativi a te e al movimento 5 STELLE sta da sempre tentando di sommergere l’Aura di simpatia che ha portato alla ribalta sia te che il movimento. Gran parte delle persone che incontro dicono frasi che lasciano intendere i frutti delle tante calunnie e informazioni volutamente errate che i media riversano sul tuo cammino e sul movimento 5 STELLE.
Il massimo i giornali e i politici di lungo corso lo hanno raggiunto in questi giorni dopo l’incidente dell’insulto al Presidente della Repubblica
“Ah sì Beppe Grillo… Purtroppo lui e i Cinque Stelle non hanno fatto nulla per cambiare le cose. Non so se lo voterei ancora.”

Se fosse vero che non avete fatto nulla in Parlamento, attraverso gli anni sede di infinite malefatte, truffe e sterili tentativi, quasi sempre solo di facciata, fingendo di risolvere i problemi che affliggono la gente, se davvero non aveste fatto nulla di tutto ciò, sarebbe comunque già un notevole rinnovamento delle attività parlamentari.
Ma altre e più dirette fonti mi informano che i 5 STELLE hanno avviato un gran numero di iniziative e di proposte di legge che giacciono nella penombra dell’attesa parlamentare. Inoltre sono convinto che anche il poco o quasi nulla fatto dall’attuale governo è probabilmente frutto della tua stessa esistenza caro Beppe, dei tuoi stimoli, a volte apparentemente brutali, ma impossibili da ignorare.
Credo di aver rilevato nelle persone il desiderio non tanto che si cerchi da parte vostra di far approvare leggi giuste in una società ingiusta, ma almeno che chi, come te e il movimento 5 STELLE, vuole rinnovare il mondo, provi a descrivere come organizzerebbe una nuova e diversa società. Penso infatti, caro Beppe, che a questo punto potresti dirottare, almeno in parte, le tue energie per descrivere un modo nuovo di concepire la vita sociale. Della serie “lavorare meno e lavorare tutti”, fare in modo che ognuno abbia un’abitazione decente.
Una società la cui struttura non sia più a Piramide come l’attuale con ai vertici i super privilegiati, più giù i privilegiati semplici, poi i medio privilegiati poi quelli oppressi da nove ore di lavoro al giorno, poi quelli che a stento arrivano alla fine del mese, i disoccupati, i barboni, infine i disperati che occupano quasi tutta la base della piramide. Si tratterebbe dunque di concepire e progettare una società la cui struttura sia non più l’attuale e degradante Piramide, ma a forma di sfera con al centro la vita e tutti, ma proprio tutti gli esseri umani equidistanti dal centro, quindi, appunto, dalla vita.
Equidistanti dalla vita significa avere naturalmente a disposizione una casa e del buon cibo a prescindere dall’avere o meno una attività lavorativa. Una casa e del cibo per tutti e per ognuno nell’intero pianeta costerebbero il 10% ( dieci per cento ) delle spese militari e delle spese in droghe e prostituzione.

Questi miei pensieri derivano dal fatto che sono ormai certo che l’essere umano sia il massimo capolavoro della natura, se non altro fino a tre anni di età. Per mio conto e in questa prospettiva sto procedendo da ormai sette anni con la richiesta alla Nazioni Unite e UNESCO di nominare l’Essere Umano Patrimonio dell’Umanità. Per liberare l’umanità dai mille ruoli che la imprigionano : ragionieri, operai, insegnanti, mariti, Papi, direttori, Onorevoli, artisti, preti,, commercianti, presidenti, etc. Insomma per liberare ognuno dai ruoli, che io definisco le tombe dell’anima.Sono convinto più che mai infatti che l’Essere Umano potrebbe essere il massimo capolavoro che la natura ha realizzato in 5 miliardi di anni, se solo venisse conosciuto e rispettato per il suo vero valore, te compreso.

Silvano Agosti

Caro Arnoldo,

quando sei venuto al cinema Azzurro Scipioni mi hai offerto una sintesi della tua simpatica energia vitale e hai voluto farmi un rapido ritratto che allego a questo mio messaggio, quasi volessi prendere qualche appunto e portarti via ciò che ti era piaciuto di me.

La sensazione è stata che tu volessi dirmi con il tuo disegno che in un certo modo avremmo vissuto insieme, tu nella mia casa attraverso l’immagine e io nella tu attraverso la memoria del nostro incontro che ci aveva offerto l’emozione del “Sempre”.

Era il primo nostro incontro e ambedue infatti ci siamo confessati che la sensazione comune era di conoscerci da sempre.                                                      Facile per me che per anni ti avevo visto e udito ovunque, inspiegabile in te che incontravi nel volto che hai disegnato un anonimo del XX secolo.

Tale io mi sento nel conforto della mia semi-clandestinità perché non ho mai inteso neppure desiderare di identificarmi lontanamente con la cultura “ufficiale” di questo Paese, così tutta intenta a proteggere la propria assenza mentale per quanto riguarda la sua complicità, anche se spesso inconscia, con un regime ormai in agonia.

Io vorrei, se non ti offendi, riuscire batterti nel tuo addio al mondo a 98 anni perché da sempre ho progettato di lasciare questo magnifico pianeta a 99 anni.
Se ti capita dammi una mano.

Silvano

 

Ritratto di Agosti eseguito da Foà

Questo primo secolo del terzo millennio sembra essere iniziato celebrando innumerevoli addii. Si tratta di addii apparentemente secondari, ma capaci di influire in modo drammatico sull’attuale destino degli esseri umani.
Addio alla Lira, addio all’Ecquo Canone, addio all’Articolo 18, addio alla Scala mobile, addio a un minimo di sicurezza non tanto sul futuro quanto sul presente.
Questi addii sono avvenuti tutti in nome della CRISI, rivelando che gli apparati che gestiscono il potere ogni tanto, non potendo più ricorrere come un tempo alla guerra, proclamano una sorta di auto condono alle proprie responsabilità eliminando una a una le conquiste ottenute da faticose e drammatiche lotte sociali.
Mi è stato chiesto di esprimere il mio pensiero, le mie emozioni, i miei ricordi relativi alla pellicola cinematografica. Prima di farlo tuttavia desidero parlare di un altro addio, di cui nessuno parla: i gestori del complesso apparato industriale nei territori di massima produttività, hanno scoperto che le macchine non chiedono un salario, non si ammalano, lavorano volentieri 24 ore al giorno e non hanno sindacati. E’ così che, in occasione dei grandi movimenti di lotte sociali degli anni settanta, hanno deciso di accelerare i tempi e gestire nel modo migliore la sparizione della cosiddetta Classe Operaia, oggi ormai quasi totalmente estinta.
E con la Classe Operaia è andato scomparendo anche il lavoro.
Tra non più di una ventina d’anni in realtà si potrebbe anche proclamare con entusiasmo che gli esseri umani, opportunamente organizzati, potranno finalmente vivere senza l’obbligo di un lavoro.
Si tratterà di dare ai piccoli lavori che sopravviveranno all’Automazione, un’ora, al massimo due ore al giorno.
Ma che se ne fanno i Gestori del Potere piccoli e grandi dell’idea di una umanità rasserenata e in grado di essere se stessa?
Beh, per non mettere in imbarazzo nessuno ora mi occuperò della pellicola. Non ne sarei mai stato capace senza accennare prima a questioni che ritengo fondamentali.
Da quando a vent’anni ho deciso che sarei stato un Autore e non un regista è iniziata una vera storia d’amore tra me e la pellicola.
Ogni immagine che osservavo la prendevo in esame dal punto di vista della sensibilità delle pellicole che avevo imparato ad usare. Il fatto che l’emulsione fosse costituita da microscopici granuli di bromuro d’argento mi dava il senso di frequentare una materia nobile.
La meravigliosa magia di una striscia infinita di piccola pelle, di pellicola, in grado di diventare la sola memoria creativa dell’arte cinematografica
Purtroppo la forte istanza del cinema Industriale ha soffocato o solo tollerato per quasi un secolo il cinema d’Autore. Per questo, dopo infiniti tentativi di essere usata anche creativamente dall’industria,, la pellicola ha deciso di andarsene e con lei il Grande Cinema, quello capace di restare, di superare i confini del tempo.
La geniale sensibilità di un poeta come Vladimir Majakovskij ha avvertito già nel 1923 i rischi che la pellicola incontrava se usata a scopo di esclusivo Profitto economico e ha celebrato la sua inquietudine con questi versi.

“Il cinema per voi è spettacolo
per me è una visione del mondo
il cinema è un atleta, il cinema è portatore di idee
il cinema svecchia la letteratura
ma il cinema è malato
l’Industria gli ha gettato negli occhi
una manciata d’oro
abili imprenditori,
con storie lacrimose
ingannano la gente…”

Il cinema, il mio cinema d’Autore, che tanto amo, fatto di immagini e di mistero, è ormai in esilio oltre i confini dell’industria e della mediocrità.
Lo andremo a riprendere, prima o poi, in digitale o in pellicola con tutti gli onori, e gli schermi torneranno
vivi. Addio dunque pellicola, la tua sparizione è paragonabile solo alla tua regaliltà di oggetto magico
capace di tramandare, se messo nelle giuste mani, emozioni, sogni e desideri.
Buon “Sempre” A tutti i lettori del mio Diario.

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CADENDO NELL’ANNO 2014 IL TRENTENNALE DEL CINEMA AZZURRO SCIPIONI DI CUI SONO IL FONDATORE E IL RESPONSABILE, NELLE DOMENICHE DI OGNI MESE PROIETTERO’ E PRESEN-TERO’ ALLE ORE 18.30 UN DIVERSO MIO FILM, IN MODO CHE NELL’ARCO DELL’INTERO ANNO SI POTRANNO VEDERE 12 LUNGOMETRAGGI E 12 MEDIOMETRAGGI INIZIANDO DA “IL GIARDINO DELLE DELIZIE” E FINENDO NELLE QUATTRO DOMENICHE DI DICEMBRE CON “LA RAGION PURA”.

LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELL’UOMO PER ELEVARE LA QUALITÀ’ DELLA VITA
Hard Red Rock Future&Forecast
no money in space

http://finedeldenaro.sitiwebs.com/

Sempre in tema di “velocità del cambiamento” di cui la politica attuale non si rende nemmeno conto e non ha ancora capito che, quella che definisce crisi è in effetti un vero e proprio cambiamento dell’intera società, ecco che oggi, dopo le stampanti a 3 dimensioni (3D) in grado di stampare parti umane ed altro, si vanno sempre più diffondendo le auto senza pilota

La città inglese di Milton keynes ha annunciato che dal 2015 impiegherà una ventina di auto senza pilota.

Come abbiamo già accennato gli effetti di questa innovazione andranno a trasformare l’attuale società poiché non saranno più necessari gli addetti al traffico: vigili, polizia con tutto il loro sistema gestionale. Assicurare un auto che non avrà mai un incidente è tecnicamente possibile definirlo un assurdo e se le auto non avranno incidenti ci saranno meno infortuni che andranno a ridurre notevolmente le necessità dell’apparato sanitario ospedaliero. La categoria dei tassisti saranno inutili. La cartellonistica non ha senso per un auto guidata da un satellite e così via.

Riflettendo sui possibili effetti anche commerciali è possibile supporre che tali vetture possono essere posteggiate in grandi garage ed essere noleggiate e chiamate al proprio indirizzo con un semplice smartphone, influendo sia sull’acquisto dell’auto sia sull’edilizia che non necessità più di garage singoli poiché, una volta utilizzate, potranno essere destinate automaticamente al parcheggio.

francorosso@marketpress.info

NOVEMBRE 2013
APRIRE GLI OCCHI SULL’ESSENZIALE
COSA CI SI PUÒ’ ASPETTARE DA UNO STATO PLURIOMICIDA SE NON SOLO UNA MORTE CERTA E PERCHÉ’?
Sarei veramente felice se tutti gli intellettuali, artisti, scrittori, autori cinematografici, medici, professori, papi, ricercatori, santi e profeti, guru e poeti etc. etc. ponessero come prima istanza delle loro riflessioni quotidiane alcuni aspetti tragicamente inspiegabili dell’attuale organizzazione sociale.
A) Che significato si nasconde dietro la pratica di uno Stato che offre ai suoi figli e cittadini un prodotto descritto come capace di ucciderli (IL FUMO UCCIDE). Cosa vuole ottenere lo Stato proponendo addirittura in vendita qualcosa che sicuramente, prima o poi, produce in chi lo usa solo morte dolori e sofferenze.
Vuol forse dire lo Stato “Caro cittadino, io ormai da secoli ho dimostrato di non essere capace né di avere la minima intenzione di produrre serenità e gioia ma, con le mie norme, leggi e editti determino in ognuno una certa e radicata forma di disperazione.
Ebbene come simbolo di una delicata forma di compassione nei tuoi confronti, caro cittadino, ti offro di anticipare la tua morte e magari tu mi paghi questo aiuto e io ti ho ridotto al punto che tu ogni giorno lo vai ad acquistare. Una mano lava l’altra. Se non ce la fanno le sigarette e il tabacco affiderò lo stesso compito di distruggere il tuo corpo con le immense quantità di monossido di carbonio che alcune centinaia di migliaia di automobili producono quotidianamente in ogni città”.
B) Che c’è di sensato nel fatto che ogni giorno muoiono di fame tra l’altro 35.000 bambini e al tempo stesso in questa Italia diretta da persone dichiaratamente dementi e verbose, accecate dai privilegi, le sole abili e in grado di assicurare sventure e catastrofi, vengono distrutte ogni anno 500.000 tonnellate di cibo, mentre la FAO da circa mezzo secolo sta studiando, tra festini e cocktail ad alto livello come risolvere il problema della fame nel mondo, quando basterebbe assicurare a questa umanità morente alcune delle centinaia di navi che scaricano annualmente nell’oceano tonnellate di grano e di riso per tenere alti i prezzi delle vendite?

C) E perché sapendo che col 5% ( CINQUE per cento) delle spese militari nel mondo si potrebbe procurare gratuitamente una casa ai sette miliardi di esseri che popolano questo pianeta e due pasti caldi al giorno, si insiste a voler difendere da improvvisati e ben organizzati nemici per garantire alle Lobbie del mondo militare e ai fabbricanti di armi un immenso flusso di denaro e anche qui di insensati privilegi? Ma perché mi ha chiesto un ragazzino il ministero della Difesa non si occupa di difendere le persone dalla fame e dall’indigenza?

D) Che umanità avremmo intorno a noi se le venisse garantito cibo e alloggio con le immense risorse prodotte da giganteschi agglomerati industriali tutti perfettamente automatizzati, senza più bisogno di manodopera operaia?

E) Perché ogni fonte di potere continua a ripetere la grande menzogna sulla mancanza di lavoro e non ufficializza il fatto clamoroso che si è raggiunto il meraviglioso traguardo del “non aver più bisogno o obbligo di lavorare” per via della perfetta automazione della produzione industriale? Le macchine non scioperano, non necessitano una paga, non si ammalano in genere non fanno errori e lavorano 24 ore al giorno e non producono intralci sindacali. E allora?

F) L’INTERA UMANITA’ E NOI TUTTI ASPETTIAMO UNA RISPOSTA.

CURIOSITA’ ; NITCHE, ESIMIO FILOSOFO DEFINIVA LO STATO “GELIDO MOSTRO” E I GIORNALI “VOMITUS MATUTINUS”

Terza lettera a Beppe Grillo

Caro Beppe,
Gli arretrati di stima profonda che nutro nei confronti del tuo intervento sulla massiccia immobilità del sistema sociopolitico in questo Paese, mi aiutano a scriverti questa terza lettera.
Nota che anche questa volta ti scrivo sollecitato da richieste che mi pongono nella necessità di esprimere il mio parere. Si tratta dell’emendamento di due portavoce senatori del Movimento 5 Stelle sull’abolizione del reato di clandestinità. Non conosco i patteggiamenti che hai condotto con il movimento a 5 Stelle e mi trovo d’accordo con te sulla necessità imprescindibile di trattare temi tanto fondamentali attraverso strutture assembleari o gruppi di ricerca.
Ma l’urgenza di affrontare a caldo la sospensione e magari l’eliminazione di un articolo abominevole di una legge ingiusta, in una situazione di emergenza, mi sembra si giustifichi da sè.
Non dimenticare che lo Stato, quello che tu vivi come Stato democratico, tanto è vero che hai portato dei cittadini in Parlamento, è uno Stato che determina con freddo cinismo l’incessante migrazione di menti eccelse, di esseri di qualità che qui non trovano alcuna possibilità di collocarsi e di condurre ricerche scientifiche o culturali.

Sulla faccenda dei due senatori che hanno proposto l’emendamento per abolire il reato di “immigrazione clandestina” mi pare dunque necessario operare una distinzione iniziale tra emigranti e profughi. Una prima riflessione escluderebbe dunque i profughi cioè i rifugiati politici da qualsiasi penalizzazione di legge o di trattamento. Infatti suonerebbe come un sarcasmo l’accezione di “rifugiato politico clandestino” e allora nel Paese che ha il culto della pastasciutta si preferisce attribuire il reato di clandestinità anche a gente che fugge da genocidi e feroci prepotenze, avendo come solo bagaglio il dolore per l’uccisione da parte dei regimi locali di figli, parenti e persone care.
Ma chi sono gli emigranti? Persone forse che partono dal loro Paese di origine dopo aver speso le poche e uniche sostanze, per avere un posto su un barcone e viaggiare di notte alla guida di esseri spietati non certo per conoscere il mondo o farsi una gita turistica, ma sono esseri umani le cui condizioni rientrano perfettamente nel citato Diritto di Asilo.
Il Diritto di asilo (o asilo politico, in greco : ἄσυλο ) è un’antica nozione giuridica, in base alla quale una persona perseguitata nel suo paese d’origine può essere protetta da un’altra autorità sovrana, un paese straniero, o un santuario religioso). La fame non è forse la più terribile delle persecuzioni?
Dato che l’Europa attualmente include 28 Paesi è naturale che se arrivano 2.800 disperati in cerca di aiuto, ogni Paese si impegni a una quota tra loro suddivisa.
Dunque caro Beppe qualsiasi legge che teorizzi il reato di “migrazione clandestina” a questo punto è in sè abominevole. Nel corso della mia vita, quando avevo vent’anni, sono riuscito a leggere sulla porta di un ristorante svizzero un cartello che diceva “proibito ai cani e agli italiani”
Anche se vincessi le elezioni con l’80 per cento dei suffragi, pensi davvero che ti permetterebbero di governare il Paese? E allora che fare?
Ognuno continui a svolgere nella massima umiltà il proprio ruolo per costruire una coscienza sociale, la più vasta possibile.
Secondo me, il tuo ruolo, preziosissimo, è quello del bambino che dice sorridendo “Il re è nudo” mentre tutti gli altri, intellettuali, politici, faccendieri e ciambellani continuano a lodare la bellezza dell’inesistente abito regale.
Ma siccome nessuno da retta ai bambini, hai fatto bene a chiedere la collaborazione dei tuoi sostenitori del movimento 5 stelle e di tutti coloro che li hanno eletti, così puoi continuare a produrre coscienza comune, patrimonio assai più importante del Pil.(Prodotto Interno Lordo)
Mi permetto di suggerirti di impiegare le tue energie per chiarire al massimo con i tuoi amici in parlamento le strategie e le tattiche che ritieni importanti, per non essere divorati dal Sistema. Ma prevedendo anche situazioni di emergenza e di autonomia decisionale come quello dell’iniziativa portata avanti dai due senatori, ai quali sento di esprimere tutta la mia umana solidarietà.

Silvano Agosti