Diario

Caro Benigni,

spinto a mia volta da un sentimento di gratitudine, di affetto e di ammirazione, decido di scriverti questo breve messaggio, anche a nome di tutti coloro cui sono state sottratte le energie necessarie per infrangere la corazza potente del tuo prestigio, della tua soavità, della tua certezza di essere Benigni e quindi di saper trasformare con innocenza qualsiasi pensiero, qualsiasi moto dell’anima in un evento di spettacolare semplicità.

Ho avuto il privilegio di incontrare Roberto, agli albori del viaggio verso la conquista di Roma, dell’Italia e infine del Mondo, quando recitava la sublime disperazione di Cioni Mario, un operaio ormai scomparso con la quasi definitiva sparizione dell’intera classe operaia.

Ogni volta che osservo e ammiro Benigni sento crescere in me una profonda nostalgia per Roberto.

Roberto, cui io, pur essendo quella sera  il solo spettatore della tua recita insieme alla ragazza che avevo invitato,  ho offerto da subito tutta la mia stima  “Vuoi sapere cosa penso di te? Tu sei immenso come Edoardo, perché come lui non reciti ma “sei”. Così ti  dissi allora circa 40 anni fa quando mi hai raggiunto  all’uscita chiedendo il mio parere sulla tua recita.

Nelle due serate di lunedì e martedì questa volta non avevi come ai tuoi inizi solo due spettatori, ma dieci milioni di esseri e dal primo all’ultimo istante Benigni ha trionfato ma Roberto, messo in disparte, non è apparso. Lui che trent’anni fa, quando era ancora tuo socio in arte, ti seguiva ovunque.

Roberto e Benigni negli anni settanta erano praticamente la stessa persona, e  nel 1983 lo spettacolo di allora sui dieci comandamenti osava esordire attribuendo a Dio i dieci vizi capitali, affidando in modo magistrale la faccenda dell’esistenza di dio al buon senso di ognuno. Allora Dio lo chiamavi Guido e sostenevi che se moriva sarebbe andato certamente all’inferno.

Gli spettatori allora non riuscivano a domare l’onda delle risate e anche tu dovevi fermarti ogni poco per non essere sommerso dagli applausi.

Invito chiunque a conoscere il magnifico duo Roberto e Benigni , cercando oggi su Google I DIECI COMANDAMENTI 30 ANNI FA.

Ebbene durante queste due attuali serate del 15 e del 16 dicembre 2014 è avvenuto un fatto che mi ha colpito e che ora desidero riferirti.

Mentre tu parlavi e nel fluire inesorabile dei tuoi pensieri riconoscevo comunque la tua irraggiungibile abilità di intrattenitore, la tua immagine si andava via via trasfigurando e, se io avessi avuto in me  l’aiuto della liturgia ufficiale, avrei detto che tu andavi sempre più assumendo la forma di un angelo, tanto che non era difficile immaginare che dietro a te stessero lentamente apparendo due candide ali.

Ma poco dopo quando nei tuoi movimenti di danza,alla musica solo del tuo umorismo, ti sei messo di fianco ho avuto l’impressione che invece di due ali tu ne avessi soltanto una. E ho pensato, ma come potrà mai volare questo strano angelo con una sola ala?

O forse nel tuo immaginario un angelo stava apparendo accanto a te e nel corso della serata sempre più fedele ti rivelavi sempre più fedele alla figura di un Dio tradizionale, accertandone inesorabilmente l’esistenza.

Insomma invece di Roberto, ormai al tuo fianco stava apparendo l’angelo protettore, garante di un dio a sua volta Protettore “che tutto vede e provvede” anche 4 perfino lo scempio di una società ostile a qualsiasi valore umano.

Roberto era dunque la tua ala mancante.

Tu e Roberto potevate parlare di qualsiasi cosa senza mai offendere nessuno, neppure se definivate criminali coloro che altri chiamavano Onorevoli.

Ti chiedo solo di riflettere : perché Edoardo, il grande Edoardo è entrato nella sua eternità non come “De Filippo”, ma come Edoardo? Forse per la sua fedeltà nella difesa dei diritti di coloro cui viene negato qualsiasi diritto?

Quindi il senso di questo mio messaggio si riassume nell’invito affettuoso a ritrovare in te Roberto e perfezionare la tua unicità non solo come Benigni, ma appunto, anche come Roberto.

Sono certo che Edoardo si unirebbe a questo mio abbraccio.

Silvano Agosti

PS.    A proposito del tuo ritrovamento di Roberto mi permetto di proporti un argomento che sono certo Benigni affronterebbe a meraviglia “i proverbi” che sono un notevole serbatoio di saggezza e di libertà”  Magari tenendo presente in riferimento alla classe dirigente di questo Paese un incantevole proverbio napoletano “Non va maggior dolore di chi coll’armi sue ferito more, ché la debita pena del mal fare, tarda talvolta, ma non può mancare.”

LE SETTANTASETTE RAGIONI CHE SONO ALLA BASE DELLA RICHIESTA ALL’U.n.e.s.c.o e alle Nazioni Unite di nominare l’Essere Umano

“PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”

Sette anni sono ormai strascorsi da quando ho inviato alla sede centrale di Roma dell’U.N.E.S.C.O, all’attenzione del Dott. Professor Giovanni Puglisi, Presidente e responsabile della commissione italiana, Piazza Firenze 27 Roma, una richiesta ufficiale, anche a nome di alcune migliaia di iscritti al mio Blog, ma soprattutto a nome dell’intera Umanità, di nominare

L’Essere Umano “Patrimonio dell’Umanità”.

Per celebrare questi sette anni di indifferenza nei confronti di questa richiesta, ho deciso di illustrare nel mio diario le 77 ragioni che la motivano, con preghiera di comunicarle nel Web, e di meditarne almeno una ogni giorno.

 

PRIMA RAGIONE

Non esiste nell’universo conosciuto un essere che superi le qualità native dell’Essere Umano, di cui peraltro si ignora ancora quasi tutto. Solo pochissime delle sue infinite qualità sono visibili nei suoi comportamenti quotidiani.

SECONDA RAGIONE

Nominare l’Essere Umano Patrimonio dell’Umanità significa liberarlo. Non più esseri “prigionieri del loro ruolo”: ragionieri, mariti, Papi, attori, figli, lavoratori, insegnanti, preti, medici, artisti, scrittori, militari etc. ma solo Esseri Umani.

TERZA RAGIONE

In ogni Essere Umano vivente possono coabitare sette miliardi di esseri umani, poiché ogni Essere Umano è direttamente collegato con tutti gli altri Esseri umani viventi sul Pianeta.

QUARTA RAGIONE

Fino a circa tre anni di età ancora oggi l’Essere Umano appare operante in tutta la sua solennità, poi… Provate a osservare un bambino di questa età e la sua giornata, dall’alba al tramonto si rivela come una piccola eternità. Poi…

QUINTA RAGIONE

Le caste e l’idea di una differenza strutturale tra “eletti” e paria, tra “Padroni e servi” che determinano infinite conflittualità, tra Patrimoni dell’umanità diverrebbero impensabili.

SESTA RAGIONE

La vera famiglia, dopo alcuni anni trascorsi nella famiglia nucleare (babbo, mamma, nonni, cugini e parenti) verso il 15° anno di età potrà allargarsi all’intera umanità, una vera famiglia di sette miliardi

di Patrimoni Inestimabili.

SETTIMA RAGIONE

La famiglia nucleare infatti, se prolungata nel tempo, rende gli affetti obbligatori invece che spontanei e la convivenza inevitabile e non scelta. La famiglia nucleare, infatti, secondo le statistiche ufficiali, col trascorrere degli anni diventa sede del 70% dei delitti.

OTTAVA RAGIONE

La struttura piramidale dell’attuale società: al vertice i potenti, più giù i loro servi di lusso, gli impiegati, i lavoratori i meno abbienti, i poveri, i disperati chiusi nell’ergastolo del lavoro, della droga e dell’alcool impedisce di contemplare l’Essere Umano nella sua immensità.

NONA RAGIONE

Una volta venuta a conoscenza della sua vera preziosità, l’intera Umanità non potrebbe mai più essere sottomessa a questo o quel gruppo di potere, ma diventerebbe consapevole per sempre del proprio immenso valore.

DECIMA RAGIONE

Il genere Umano, nominato Patrimonio dell’Umanità, spontaneamente si organizzerebbe in una società simile non più a una piramide ma a una sfera, con al centro la vita e tutti gli Esseri Umani equidistanti da lei.

UNDICESIMA RAGIONE

Da sempre sia l’uomo che la donna non raggiungono mai piena coscienza dell’immenso valore che hanno sin dalla nascita. E così, ambedue vedono crollare la propria stima in se stessi e si abbandonano all’onda incerta di un destino comune.

DODICESIMA RAGIONE

Sapere come funziona il corpo di un ragioniere o quello di un impiegato non suscita un interesse abissale, e quindi oggi sembra naturale che ognuno ignori per tutta la vita le caratteristiche meravigliose e sconvolgenti del proprio corpo.

TREDICESIMA RAGIONE

Ogni Essere Umano in quanto Patrimonio dell’Umanità è unico e irrepetibile, nessuno è mai nato come lui e nessuno nascerà dopo di lui con le sue stesse caratteristiche.

QUATTORDICESIMA RAGIONE

Ogni singolo Essere Umano Vivente verrebbe arricchito dalla coscienza del proprio immenso valore perché non vivrebbe più tra estranei ma tra alcuni miliardi di Esseri Umani, come lui confortati da un benessere garantito dal rispetto del suo valore, quello che si prova per ogni Patrimonio dell’Umanità.

QUINDICESIMA RAGIONE

Ogni Patrimonio dell’Umanità, secondo lo Statuto stesso dell’Unesco, non può essere manipolato o alterato in alcun modo. Quindi ognuno potrebbe divenire e essere solo se stesso così come la Natura lo aveva concepito.

SEDICESIMA RAGIONE

Ogni patrimonio va nutrito e ospitato dalla comunità umana alla quale appartiene, quindi è ora di capire che con il 10% delle spese militari si potrebbe garantire cibo e casa per l’intera Umanità.

DICIASSETTESIMA RAGIONE

L’Essere Umano, se nominato Patrimonio dell’Umanità, non è più omologabile ma sarebbe solo simile a se stesso dato che vivrebbe protetto anche dal proprio valore e dalla propria unicità.

DICIOTTESIMA RAGIONE

Il bisogno di rispettare e difendere il proprio immenso valore di Essere Umano Patrimonio dell’Umanità conduce a un sentimento di amicizia, di unione e fratellanza con tutti gli altri Esseri Umani presenti sul pianeta.

DICIANNOVESIMA RAGIONE

Ogni Patrimonio dell’Umanità potrebbe finalmente concepire il meraviglioso progetto della propria immortalità. Immortalare un impiegato o un ragioniere o un marito sarebbe solo una feroce condanna.

VENTESIMA RAGIONE

Dopo la propria nomina a Patrimonio dell’Umanita’ l’intero Genere Umano troverebbe naturale garantire ad ognuno del buon cibo e una sua dimora per difendersi dalle intemperie.

VENTUNESIMA RAGIONE

Come pagare il cibo e la casa per l’intera Umanità? Non solo con il dieci per cento delle spese militari, ma con cio’ che spendono ogni settimana 14 milioni di mariti frequentando le prostitute, con il denaro per le droghe, gran parte dei medicinali

etc. etc…

VENTIDUESIMA RAGIONE

Ognuno come Patrimonio dell’Umanità sarebbe impegnato a lavorare al massimo tre ore al giorno coltivando nel resto del tempo il grande mistero della vita e dando il massimo significato alla sua presenza sul Pianeta Terra

VENTITRESIMA RAGIONE

Ogni Essere, in quanto Patrimonio dell’Umanità coltiverebbe una profonda repulsione verso qualsiasi forma di potere e invece stimolerebbe la propria potenza solo per migliorare le sue condizioni di vita e quelle di ogni altro.

VENTIQUATTRESIMA RAGIONE

Essere certi del proprio valore, anche solo come “macchina biologica”, il corpo, la cui perfezione non ha limiti, conduce a essere coscienti e fieri delle proprie rare qualità naturali che sono innumerevoli.

VENTICINQUESIMA RAGIONE

Divenire Patrimonio dell’Umanità avvia l’Essere a entrare nell’area del mistero, ovvero a riscoprire il miracolo dei cinque sensi ritrovando la vista, riscoprendo l’ascolto, il piacere dell’olfatto, il miracolo del tatto e il fascino del gusto.

VENTISEIESIMA RAGIONE

Nella consapevolezza di far parte di un’umanità “Patrimonio inestimabile” libererebbe tutti dal pesante groviglio di menzogne del potere, e svanirebbe ogni vanità . Non sarebbe più il denaro la misura di tutte le cose, ma la qualità del vivere e il fascino della creatività.

VENTISETTESIMA RAGIONE

Non piu’ una sola età verrà compiuta dall’Essere Umano ma ogni giorno si riveleranno tutte le sue età,non avrà ad esempio solo “quaranta anni“bensì quaranta età. Nell’arco della giornata, dall’alba al tramonto, affioreranno tutte le stagioni della vita (infanzia, adolescenza, giovinezza, maturità) a rendere permanente la sua gioia di vivere.

VENTOTTESIMA RAGIONE

Finalmente Ogni Essere Umano, divenuto “Patrimonio dell’Umanità” capirà il senso di una delle più abissali composizioni poetiche della storia umana “ama il tuo nemico”, scoprendo così che il vero amore non ha né limiti nè confini.

VENTINOVESIMA RAGIONE

Per non dimenticare il grande valore dei cinque sensi si tratta di vivere 5 minuti di cecità tenendo gli occhi chiusi in un luogo trafficato, cercando di riconoscere oggetti e cose col solo tatto e scoprire la varietà e raffinatezza dell’udito, assaporando qualcosa e scoprendo nella temporanea cecità     la diversità del gusto.

TRENTESIMA RAGIONE

Essere coscienti di alcuni misteri come il movimento, la vista, la sensibilità del tocco, qualità rare da riscoprire alienandole da sè stessi in una finta cecità o autoparalizzandosi per alcuni minuti, poi, tornando a servirsi della vista e del movimento e godere con l’olfatto dell’anima un delicato profumo di infinito.

TRENTUNESIMA RAGIONE

Una reale conoscenza del corpo umano infatti, produrrebbe una vera e propria estasi per la scoperta del proprio organismo, della sua rara complessità e la conseguente scoperta che l’Essere umano è il massimo capolavoro prodotto dalla natura in 5 miliardi di anni.

TRENTADUESIMA RAGIONE

Sapere che nella punta del nostro dito mignolo, in sette grammi della nostra carne vivente operano sette miliardi di esseri, le nostre cellule, ognuna delle quali, opportunamente trattata potrebbe divenire un intero organismo come il nostro è una grande e rara emozione.

TRENTATREESIMA RAGIONE

Il fatto che ogni circa sette anni l’intero apparato di 50.000 miliardi di cellule, che costituiscono il nostro corpo, muoia e rinasca, tranne i neuroni, è un’altra meravigliosa caratteristica che può giustamente nutrire in ognuno l’orgoglio di “Essere Umano” Patrimonio dell’Umanità.

TRENTAQUATTRESIMA RAGIONE (30 ago)

Ogni cellula del nostro corpo, pur essendo invisibile A OCCHIO NUDO contiene un DNA dell’intero organismo di circa un metro e cioè un milione di volte più lungo del diametro della cellula stessa, invisibile perché larga un centesimo di millimetro.

TRENTACINQUESIMA RAGIONE

Chi introdurrebbe mai nel proprio corpo cibi inadatti o alcool o fumo, conoscendo la preziosità dei suoi 50.000 miliardi di cellule che compongono il corpo umano, capace di contenere in ognuna pur essendo invisibile tutti i codici del sapere dall’inizio dei tempi? 

TRENTASEIESIMA RAGIONE

Lo stupore per l’incredibile e stupenda complessità del corpo umano nasce e si rafforza quando si viene a sapere che ogni cellula è in contatto con tutte le altre cellule del corpo ( cinquantamila miliardi ) e in ognuna c’è spazio per l’intera memoria, non soltanto del presente e del passato. 

TRENTASETTESIMA RAGIONE

Proprio come accade alle cellule del corpo ogni Essere Umano è in contatto profondo con gli altri sette miliardi di Esseri Umani che popolano il pianeta e in uno stato di serenità, senza neppure esserne cosciente riceve infiniti messaggi che arricchiscono le esperienze quotidiane.

TRENTOTTESIMA RAGIONE

Possedere una profonda conoscenza del corpo che la natura dona a ogni essere Umano è alla base della vera conoscenza e del sapere.     L’immenso piacere di conoscere se stessi e scoprire la propria vera grandezza infatti è un contributo necessario perché l’Essere Umano venga proclamato “Patrimonio dell’Umanità”.

TRENTANOVESIMA RAGIONE

Imparare e decidere di amare se stessi, almeno quanto vorremmo essere amati da qualcun altro, è caratteristica di ogni essere Umano che aspiri a capire cosa significhi essere l’incarnazione di un Patrimonio dell’umanità. Soprattutto significa essere portatori del più grande mistero della natura: il bisogno di essere amati e di amare.

QUARANTESIMA RAGIONE

Credo di aver capito che per divenire patrimoni dell’Umanità si tratta di disimparare a fumare, disimparare a bere superalcoolici e a drogarsi, disimparare a frequentare le prostitute, disimparare a credere che sia utile lavorare più di tre ore al giorno, disimparare a fare ciò che non si desidera e disimparare che la violenza sia una soluzione, disimparare a denigrare il prossimo è l’indispensabile pulizia interna di ogni giorno.

QUARANTUNESIMA RAGIONE

Non si tratta quindi, come attualmente accade, solo di mangiare, dormire, bere, guardare, ascoltare, comunicare, immaginare, sognare, camminare, fare sesso, ma si tratta soprattutto di imparare a mangiare, imparare a dormire, imparare a bere, imparare a vedere, imparare ad ascoltare, imparare a comunicare, imparare a immaginare, imparare a sognare, imparare a camminare, imparare a fare l’amore, sono necessità primarie per ogni Patrimonio dell’Umanità.

QUARANTADUESIMA RAGIONE

La modalità di vita di ogni Patrimonio dell’Umanità, quindi, sarà di Nascere ogni mattina e Morire nel sonno ogni sera, sapendo di risorgere il giorno seguente. E il tempo dall’alba al tramonto diventerà una piccola eternità nella quale ritrovare il cammino trascorso e la via da percorrere.

QUARANTATREESIMA RAGIONE

Lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo che da sempre distrugge innumerevoli destini per garantire altrettanti innumerevoli privilegi della cosiddetta Classe Dirigente, magicamente sparirebbe spazzato via da una vera uguaglianza nella diversità, quando ogni Essere Umano venisse nominato Patrimonio dell’Umanità.

QUARANTAQUATTRESIMA RAGIONE

Impensabile una guerra tra Patrimoni dell’Umanità, perché la comunità Umana garantirebbe finalmente a tutti casa e cibo sin dalla nascita e qualsiasi attività lavorativa residua avrebbe caratteristiche di volontariato e una durata massima di un paio d‘ore al giorno. Lavorando davvero tutti accadrebbe il miracolo di una dignità comunemente vissuta.

QUARANTACINQUESIMA RAGIONE

Ogni essere umano, divenuto Patrimonio dell’Umanità vivrà finalmente ogni giorno l’emozione di condividere il mistero della vita con sette miliardi di persone. Nello scorrere magico del tempo liberato dall’obbligo del lavoro ognuno saprà trasformare ogni attimo in una intera vita.

QUARANTASEIESIMA RAGIONE

Se un pesce parlante chiedesse “Cos’è una mano?” Chiunque, povero o ricco, mostrando la propria darebbe in silenzio una risposta perfetta. Ciò significa che strutturalmente gli Esseri Umani hanno caratteristiche comuni. Quindi conoscendo se stessi, conoscerebbero quasi tutto del cosiddetto “estraneo”.

QUARANTASETTESIMA RAGIONE

Avendo in comune la condizione di Patrimoni dell’Umanità gli Esseri Umani vivrebbero con la stessa spontaneità e beatitudine che si prova nell’infanzia con qualsiasi altro bimbo. Insomma, giocherebbero insieme.

QUARANTOTTESIMA RAGIONE

Essendo sia gli uomini che le donne Patrimonio comune dell’Umanità svanirebbe tra di loro ogni sensazione di estraneità e ognuno vivrebbe una immediata intimità, nel sentimento che l’insieme degli esseri Umani è comunque per ognuno un Patrimonio inestimabile.

QUARANTANOVESIMA RAGIONE

Ogni Patrimonio dell’Umanità verrebbe a conoscenza di tutte le meraviglie che caratterizzano il pianeta sul quale si trova a vivere. Sapere ogni giorno che l’Umanità sta viaggiando su un veicolo, la terra, che si muove a centoquattromila chilometri l’ora offrirebbe una grande e permanente emozione.

CINQUANTESIMA RAGIONE

Sapere che la figura dell’”Estraneo” produce spesso un “Avversario” e che l’Avversario si trasforma facilmente in “Nemico”, sottolinea l’importanza di scoprire che queste tre figure virtuali esistono perché ognuno, non riuscendo ad amarsi e quindi a conoscersi, è spesso di fatto Estraneo, Avversario e Nemico di se stesso.

CINQUANTUNESIMA RAGIONE

Non esisterebbero Nemici, Avversari o Estranei in un mondo abitato da sette miliardi di Patrimoni dell’Umanità. Ogni Patrimonio si specchierebbe nella preziosità dell’altro e sarebbe ogni giorno nutrito e affascinato dalle infinite qualità di ogni essere vivente.

CINQUANTADUESIMA RAGIONE

La disperata condizione in cui ancora vive gran parte dell’Umanità e’ causata dai grandi dislivelli tra i privilegi di pochi e la difficoltà estrema dei molti a procurarsi i soli due beni veramente essenziali a ognuno: il cibo e la casa. Nel proclamare il massimo valore dell’Essere Umano come Bene comune a tutti, si spianano fatiche, differenze e sofferenze in una sorta di serenità universale.

CINQUANTATREESIMA RAGIONE

Con i mezzi economici, finora utilizzati per le prostitute, la droga, le armi, e tonnellate di farmaci spesso inutili e dannosi si potrebbe conquistare una serenità universale in grado di garantire la salute. In una società formata da patrimoni dell’Umanità, se per caso qualcuno è oppresso dalla malattia, non esiste ospedale più perfetto di un corpo felice.

CINQUANTAQUATTRESIMA RAGIONE

La natura prevede il dolore soprattutto come avvertimento che qualcosa non va. Esempio, un piccolo sasso nella scarpa viene segnalato subito prima come fastidio, poi come lieve dolore. Non asportando il sasso il dolore aumenta fino a divenire insopportabile, poi, inascoltato, lacera la carne e infine si rischia la cancrena. Il dolore va identificato e risolto non appena appare.

CINQUANTACINQUESIMA RAGIONE

Gli Esseri Umani, proclamati Patrimonio dell’Umanità, acquisteranno una permanente attenzione nell’evitare qualsiasi interferenza, offesa o fastidio alla perfetta macchina biologica del corpo. Nessuno sarà più così disperato o folle da sottomettersi a un prodotto distribuito dallo Stato sul quale sta scritto “Il fumo ti uccide”.

CINQUANTASEIESIMA RAGIONE

In amore gli uomini, proclamati Patrimonio dell’Umanità, non si comporteranno più solo da maschi e smetteranno di fingere amore tutta la vita spesso per una sola donna. Finalmente impareranno ad amare se stessi. E, invece di una sola donna, finalmente saranno in grado di amare “la donna”.

CINQUANTASETTESIMA RAGIONE

Le donne protette e difese dall’involucro sacro di Patrimonio dell’Umanità, saranno finalmente liberate, grazie a una conquistata e reale autonomia, economica, culturale, affettiva.

Così saranno in grado di amare “l’Uomo” rimanendo se stesse.

CINQUANTOTTESIMA RAGIONE

Ogni Essere Umano, se vive cento anni, ha a sua disposizione soltanto 3 (tre) Miliardi di secondi. Nell’attuale organizzazione del tempo un miliardo e mezzo se ne va in sonno, un miliardo circa nel lavoro. Rimangono 500 milioni di secondi pari a 8 anni di vita.

CINQUANTANOVESIMA RAGIONE

Proclamato Patrimonio dell’Umanità nessuno potrà investire il tempo della vita in modo così assurdo e insensato. Ognuno, divenuto cosciente del proprio grande valore, aiutato dalle nuove tecnologie e dalle macchine robotizzate, potrà dedicare al lavoro necessario alla comunità, ormai divenuto volontario, al massimo due ore al giorno.

SESSANTESIMA RAGIONE

L’Essere Umano “Patrimonio dell’Umanità” non va considerato come un’Entità universale e astratta, invidiabile e sublime ma lontana dalla realtà e forse irraggiungibile. Si tratta di far sì che ogni persona riesca a convincersi del proprio raro valore, entrando in possesso dello straordinario patrimonio interiore, previsto e formato dalla natura.

SESSANTUNESIMA RAGIONE

Certo esiste un abisso da colmare tra l’Essere Umano Patrimonio dell’Umanità e ogni attuale abitante del Pianeta, sminuito ad eseguire per tutta l’ esistenza un solo ruolo, nel ripetersi ogni giorno delle stesse azioni e situazioni (il ragioniere ragionando il medico medicando, l’insegnante insegnando, l’operaio operando , il direttore dirigendo, il giudice giudicando, etc.).

SESSANTADUESIMA RAGIONE

Mi sono chiesto come potrebbe reagire una vecchietta, persa nella sua solitudine, comunicandole che è stata nominata Patrimonio dell’Umanità. O cosa accadrebbe rivelare l’evento a un assassino, a un venditore di appartamenti, a un pescatore o a un qualsiasi marito?   Forse potrebbero scoprire la fierezza di vivere, anche solo per poco tempo, il proprio immenso valore.

SESSANTATRESIMA RAGIONE

E se lo si dicesse a un bimbo di quattro anni che un importante gruppo di esseri umani lo ha proclamato Patrimonio dell’Umanità? Io l’ho fatto e lui, interessato, mi ha chiesto: “Cosa vuol dire Patrimonio?” “La cosa più preziosa del mondo”. Allora lui ha messo gli occhi a fessura scrutando oltre l’ìnfinito e ha sussurrato “Va bene, cominciamo subito.”

SESSANTAQUATTRESIMA RAGIONE

Per secoli e secoli ogni Essere, se nato fuori dalle aree del Potere, è stato fatto crescere con una limitatissima o quasi nulla conoscenza di sé stesso. Rivelargli all’improvviso che la sua preziosità è inestimabile, e che si è deciso di proclamarlo “Patrimonio dell’Umanità”, potrebbe causare in lui solo una reazione di sospettosa e impaurita malinconia. Cautela, dunque.

SESSANTACINQUESIMA RAGIONE

Dopo secoli di profondo sfruttamento, durante i quali con immensa fatica, assistendo dal basso della sottomissione ai mille sprechi di beni e di denaro da parte delle classi privilegiate, l’essere umano è vissuto sommerso in un mare di mediocrità, di fatica e spesso di disperazione. Ma se dalla nascita ognuno viene incoronato Patrimonio dell’Umanità…

SESSANTASEIESIMA RAGIONE

Quando ho scoperto che qualsiasi forma di violenza nasce da una disperazione, ho capito che ogni persona, se ha la sicurezza del nutrimento e di una abitazione, non può che compiere azioni di bontà e di solidarietà. Il minimo che ogni Stato potrà offrire a ogni Patrimonio dell’Umanità sarà una case e del buon cibo.

SESSANTASETTESIMA RAGIONE

Un brillante adolescente mi ha inviato questo messaggio : “ Ho firmato per chiedere di proclamare l’essere umano Patrimonio dell’Umanità. Se gli adulti invece di farle giocassero le battaglie, i drogati fingessero di drogarsi con lo zucchero a velo, i serial killer usassero pugnali di luce, le pallottole delle armi da fuoco fossero sonniferi e addormentassero le loro vittime invece di ucciderle…”

SESSANTOTTESIMA RAGIONE

Il fine comune, ovvero essere unanimi per ogni decisione è il modo di operare di ogni Patrimonio dell’Umanità. Finalmente risulterà naturale che agire per il bene comune non solo è il modo migliore di agire a proprio favore, ma è la massima emozione che si prova nella vita.

SESSANTANOVESIMA RAGIONE

Finalità di proclamare gli Esseri umani “Patrimoni dell’Umanità” è avvicinarsi a un’armonia universale, capace di esplorare perennemente l’abisso del bene, nello stupore di una ritrovata dignità e della possibilità di eliminare in ognuno qualsiasi traccia di mortalità.

SETTANTESIMA RAGIONE

Qualsiasi realtà è figlia di una trasformazione, ma nominare gli Esseri Umani “Patrimonio dell’Umanità” non lo è.

Si tratta di un’ Emersione.

Il frutto dell’ immenso valore dell’animo umano,

che tutto include, corpo e pensiero, visibile e invisibile. Divenire patrimonio dell’Umanità è una pausa infinita dell’Essere che terminerà solo dopo aver superato la soglia del divino.

SETTANTUNESIMA RAGIONE

Non dimenticare che la maggior truffa che hai subito dall’infanzia è “farti confondere la vita con l’esistenza”. La sola esistenza riguarda gli oggetti inanimati mentre a te la Natura ha offerto la vita. L’esistenza è fatta di pochi eventi che si ripetono giorno dopo giorno, mentre la vita è caratterizzata dal continuo movimento del “fare” e dello “scoprire”.

SETTANTADUESIMA RAGIONE

Ogni essere vivente ha il diritto di vivere se stesso al massimo livello delle proprie reali qualità. Più si conosce la meraviglia del proprio Essere, più ci si impossessa con fierezza delle proprie capacità vitali e delle caratteristiche meravigliose dell’Universo che ci circonda. In questo modo maggiore sarà l’energia con cui vivremo la nuova condizione di Patrimonio dell’Umanità.

SETTANTATRESIMA RAGIONE

Se ogni Essere Umano viene visto nello splendore delle possibilità che porta in sé e che si rivelano fin dalla nascita, non può che essere nominato e rispettato come Patrimonio dell’Umanità. Un conto è tagliare la testa a un prigioniero inerme, il che appartiene alla massima criminale ferocia, altra cosa sarebbe se questa testa mozzata appartenesse a un essere nominato Patrimonio dell’Umanità. In questo caso sarebbe evidente nell’esecutore oltre alla feroce criminalità, l’estrema imbecillità e ignoranza relativa al valore che sta distruggendo.

SETTANTAQUATTRESIMA RAGIONE

Non si può accettare che un grande capolavoro dell’Arte venga utilizzato come oggetto servendosi magari di una seconda e ignota Pietà di Michelangelo come attaccapanni in un Bar o addirittura come restauro di una finestra per contrastare il freddo dell’inverno. Tra i maggiori diritti dunque per ognuno c’è il rispetto del suo effettivo valore.

SETTANTACINQUESIMA RAGIONE

Mai essere vivente, a parte gli animali di allevameno, è stato più depredato della sua libertà di quanto sia accaduto nel corso della storia all’Essere Umano. La nostra richiesta di nominarlo Patrimonio dell’Umanità tende soprattutto a comunicare al vicino di casa che invece di essere fiero del suo ruolo di Ragioniere, meglio sarebbe scoprire il suo immenso valore di Patrimonio dell’Umanità.

SETTANTASEIESIMA RAGIONE

Anche la differenza tra l’Essere Umano Donna e l’Essere umano Uomo trova nella nomina universale di Patrimonio dell’Umanità un po’ di riposo dalla conflittualità delle due visioni del mondo.

L’abisso femminile del perpetuare la vita si accosterà all’abisso maschile di perpetuarne insieme la difesa e le qualità.

SETTANTASETTESIMA RAGIONE

Qualsiasi sia la tua condizione, caro Silvano o caro Essere Umano, è fondamentale che ognuno scopra, prima di ogni altra cosa, qual è la sua personale responsabilità per cio’ che accade e per ciò che non accade.

P.S.: RICORDATI CHE DEVI VIVERE

https://www.silvanoagosti.com/proclamare-lessere-umano-patrimonio-dellumanita

 

Si consiglia si prendere atto che recentemente è apparso questo documento:

http://eleonoragozzini.wordpress.com/2014/07/03/day-427-humanity-as-unesco-intangible-patrimony/

 

Per firmare la petizione:

https://www.silvanoagosti.com/diario

https://www.silvanoagosti.com/proclamare-lessere-umano-patrimonio-dellumanita

 

Our request to the United Nations is to name the Human Being “the pinnacle of humanity.”

Peticion a las naciones unidas de nombrar el ser humano patrimonio de la humanidad.

ЗапросподанныйвООНобъявитьЧеловека «Всемирнымнаследием».

Proclamer l’Être Humain Patrimoine.

 

In occasione dell’incontro dal 10 al 12 ottobre

Presso il circo Massimo

Lettera strettamente personale per alcune centinaia di migliaia di esseri umani in viaggio verso Roma, con cinque invisibili stelle sulla fronte

Caro Beppe e cari ragazzi,

nel porgervi il mio benvenuto in questa “città dolente”, vorrei comunicarvi una semplice ipotesi.
Pensate se Cappuccetto Rosso si mettesse in testa di diventare presidente dei lupi, con l’intento di convincerli a non sbranare più gli agnelli. Il lodevole e coraggioso intento non riuscirebbe certo a cambiare le caratteristiche di inavvicinabilità, da parte di chiunque di uno Stato che offre ai suoi figli una piccola scatola sulla quale è evidente la scritta QUESTO PRODOTTO TI UCCIDE.
Roma ad esempio sarebbe una città colma di bellezza se non morissero ogni giorno circa 1200 persone per via del monossido di carbonio che si sprigiona dalle automobili.
Calcolate che per ogni 1000 cittadini si contano circa 706 automobili. L’ingegnosa trovata al servizio dei petrolieri consiste nel fatto che le 1200 morti giornaliere avvengono in differita di una ventina di anni.
Occorrono infatti almeno vent’anni di fedele adesione al fumo per garantire il sorgere spietato del tumore. Verranno dunque processati tra vent’anni sindaci e giunte oggi più o meno consapevolmente criminali?

Mi era capitato di dire a Berlinguer, durante una festa dell’Unità del 1976 in un parco di via Appia Nuova, che quando un partito come il suo andasse al potere, sarebbe simile a un treno che ottiene di poter fruire di tutti i binari del mondo ma scopre quasi subito che le sue ruote sono più larghe dei binari di circa venti centimetri il che determina la struggente condizione che più la motrice si muove più rimane ferma.
Si dimentica con troppa disinvoltura che Hitler e Mussolini erano socialisti e perfino l’ingiustamente celebrato Napoleone Bonaparte se ne andava in giro ogni notte durante la rivoluzione a scrivere sui muri “Impiccheremo l’ultimo Papa con le budella dell’ultimo re.” E dopo vent’anni si è autoincoronato Imperatore.

Durante il nostro ultimo incontro vi avevo proposto di lasciare in parlamento cinque persone intelligenti per prendere appunti su quello che accadeva in aula e tutti voi spargervi nelle vie, nei bar, nei supermercati e, a contatto quotidiano con la gente, scoprire in voi una energia nuova, incapace di piegarsi sotto il peso ottuso e cinico del Potere.
Non sarà mai la quantità a rendervi forti, neppure quella plebiscitaria e ingenue dei voti, ma piuttosto la chiarezza con cui andrete formulando il proposito decisivo di nutrire tutti gli esseri umani e dare a ognuno di loro un’abitazione.

Parte di lì una nuova umanità, affrancata, grazie all’impiego nella produzione di macchine e robot, dall’ossessione di doversi procurare cibo e letto sicuri, magari scoprendo che attualmente solo l’ergastolo è in grado di garantirli.
Nella pratica ininterrotta del gioco ogni bambino scopre la potenza del vivere. Dedicare al gioco della vita la massima parte del tempo rende tutti veramente produttivi.
Meglio cercare il cibo che illudersi di poter cercare un qualsiasi lavoro. Oggi come ieri e l’altro ieri al massimo si può trovare qualche bieca forma di spietato sfruttamento ma l’obbligo di lavorare dalle otto alle dieci ore al giorno per fortuna mai più.

“Le macchine permetteranno finalmente a tutti gli abitanti del pianeta di godersi il tempo del vivere e perfino la morte, dopo una vita veramente vissuta apparirà a ognuno naturale e benvenuta.” ( Herbert Marshall McLuhan Il villaggio globale 1968 )

Entriamo trionfalmente grazie anche al vostro talento tattico nell’era dell’Automazione, realtà finalmente capace di nutrire e ospitare tutti gli abitanti del Pianeta. Per quanto riguarda il cibo si potrebbe iniziare dalle migliaia di tonnellate nelle navi di frumento che ogni anno insieme ad altrettante migliaia di tonnellate di canna da zucchero vengono inabissate nell’Oceano pacifico per consentire ai prezzi di rimanere ALL’ALTEZZA.
L’international Press Agency comunica che più di un miliardo di tonnellate di cibo vengono sprecate e distrutte ogni anno.

Benvenuti dunque a Roma, città in cui, tra una battuta e l’altra, tra lo scherno e la sfida, il pranzo a casa o in trattoria rappresenta fortunatamente il punto massimo di una cultura popolare.
Oggi più che mai, abbandonando le oscenità che caratterizzano una gestione sociale dei Burocrati e avviandosi in questa nuova società di Tecnocrati, certamente meno spietata, è divenuto necessario dare una risposta certa e permanente a una comunità umana rispettata nei suoi bisogni più elementari: cibo e abitazione.

Il mio più profondo augurio è che gli argomenti trattati in questo incontro non riguardino tanto le nefandezze del regime, quanto una descrizione precisa di come organizzare una società a misura di Essere Umano.
E’ divenuto severamente importante scatenare l’immaginario di una Umanità finalmente in grado di vivere e non solo di esistere.

Un abbraccio infantile come stupendamente infantile è giusto che sia ogni movimento come il Vostro, orientato verso il continente della vita.
Purché sempre di movimento si tratti e non di stagnante riformismo.
Beppe ha promesso di venirmi a trovare. Venite tutti, ma, vi raccomando, a gruppi non superiori alle 1000 presenze.

Silvano Agosti

lettera riservata, affettuosa e personale.

Caro Beppe,

mi dispiacerebbe proprio che tu fossi deluso o affranto da un risultato così importante,  che per la prima volta ha costretto tutte le forze politiche palesi e occulte a  coalizzarsi per affrontare la crescita del Movimento.

Mi dispiacerebbe

A)

perché anche a livello di elezioni europee il Movimento risulta al secondo posto  davanti a tutti gli altri partiti e partitini

B)

perché il Movimento ha in realtà bisogno di un lungo e meditato percorso per poter gestire e davvero cambiare il Paese.

C) tu sei un esperto e agguerrito enunciatore delle infinite malefatte della classe dirigente, ma non si riesce a trarre dai tuoi discorsi una convincente proposta di progetto per una diversa gestione della società. Un progetto capace di convincere e non solo di far vincere

D)

il tuo 21 per cento alle elezioni europee vale oro puro perché il voto dato al movimento 5 stelle nasce da un atto di  responsabilità e di cosciente rifiuto della logica di truffe e menzogne che da quasi mezzo secolo sgorgano dal mondo politico

E) la tua vitalità traboccante di comico ti travolge spesso in enunciati estremi, come quelli relativi alla turpe idea dei tribunali del popolo o l’ambigua e infelice citazione di “Hitler”. Parola offensiva e straziante per almeno sette milioni di esseri umani, morti nei campi di sterminio. Per non citare l’augurata “vivisezione”  del cagnetto di un avversario. Un mondo verbale  che non ti merita e che guasta il flusso di simpatia che emana dal “Comico Beppe Grillo”. Inoltre la verità va detta con voce ferma e chiara, perché l’urlo, soprattutto se costante, qualsiasi sia la sua funzione, esprime sempre uno stato di disperazione, di lontananza da sé

F) io, come credo ogni elettore del movimento 5 stelle, ho un incessante necessità di sapere nei dettagli come il Movimento possa programmare e realizzare nel quadro delle altre Nazioni un modo più umano di vivere.Non basta il coraggio della denuncia, è indispensabile una chiarezza programmatica per poter continuare a credere nella profonda utilità rinnovatrice del Movimento.

Ora riposa, non sulla vanità come fanno i vincitori, ma sulla certezza del grande valore di ciò che è accaduto.                                      E’ stato forse, questo delle elezioni europee,  l’evento più giusto per garantire la qualità di ciò che potrà accadere, grazie a un Movimento divenuto maturo, in un futuro neanche troppo lontano.

Ti regalo uno dei più bei versi di un grande poeta, Tagore

                  “Sui sentieri già tracciati io mi perdo”

 SILVANO AGOSTI

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TAXI DRIVER

TAXI DRIVER

Capita raramente di prendere un taxi, preferisco il motorino o la bicicletta. Ma negli ultimi vent’anni, ogni volta che ho dovuto farlo, è accaduto qualcosa di straordinario.
Anche oggi, dopo pochi minuti dalla partenza, per entrare in contatto diretto con il tassista, gli ho proposto di rivelargli “i suoi veri diritti”. Ha guardato incuriosito nello specchietto retrovisore, Mi aspettavo che sorridesse, invece ha fatto un profondo sospiro.
“Vado?” Ho chiesto.
“Vada, vada…” Ha risposto poco convinto.
“Bene i tuoi veri diritti sono i seguenti: lo Stato ti deve fornire gratuitamente il carburante, la Regione ti deve rinnovare la vettura nuova ogni tre anni, il Comune deve pagare l’assicurazione e la Provincia provvederà a pagarti la manutenzione. In cambio tu lavorerai tre ore al giorno incassando praticamente il doppio di quello che guadagni oggi. Così finalmente potrai startene con i tuoi figli, conoscere meglio la tua compagna, magari chissà, potresti metterti a disegnare o suona…re”
Una frenata brusca blocca il taxi e il tassista rimane qualche secondo in silenzio a capo chino, poi si volta verso di me nello specchietto retrovisore e dice “Ma si rende conto di quello che mi ha detto? Lo sa che adesso io vivrò il tormento di sapere che non sto vivendo, che negli ultimi vent’anni non ho mai vissuto e continuerò a non vivere fino alla fine dei miei giorni?”
“In che senso? Aspetta, adesso ti dico anche come si fa a ottenere davvero il rispetto dei tuoi giusti diritti. Tu sei un’autopubblica al servizio dei cittadini, quindi lo Stato deve fornirti i mezzi per farlo senza dissanguarti o costringerti a lavorare nove ore al giorno.”
“Nove? Da quando hanno liberalizzato le licenze meglio dire che passo 12 ore al giorno sulla strada e il guadagno è ugualmente scarso.” “Adesso ti dico come si fa ad avviare la battaglia per il rispetto dei tuoi diritti.” Il tassista accosta in silenzio la macchina in una piazzetta al centro di villa borghese. Chiude il tassametro, spegne il motore. “Sentiamo. Come si fa in questo Paese a farsi rispettare?”
“Allora. Circa un mese prima delle elezioni tu fai preparare un bel cartello e lo metti sullo schienale della poltrona di destra in modo che si possa leggere facilmente.
Sul cartello c’è scritto “i tassisti di Roma ringraziano lo Stato che offre loro la benzina, ringraziano la Regione che ha deciso di fornire gratuitamente ogni tre anni una nuova autovettura, ringraziano il Comune che paga loro l’Assicurazione e la Provincia che si occupa della manutenzione. Per questo tutti noi ottomila tassisti di Roma voteremo a loro favore”In questo modo si spargerà la voce in tutto il Paese e ci saranno proteste di tutti i tassisti delle altre città e così emergeranno i vostri diritti e qualcosa sicuramente accadrà. Per un voto in più i governanti venderebbero anche la madre.”
Il tassista sempre in silenzio riavvia la macchina e finalmente mi porta alla stazione Termini.
“Quanto devo.” Il tassametro è spento.
“Offre la ditta.”

Da alcuni anni,  per la precisione circa quattro, cerco in tutti i modi di comunicare possibilmente a ognuno due dati estremamente importanti, a parer mio, per la comprensione di questo tormentato e  ambiguo presente.

PRIMO DATO OVVERO PRIMO MISTERO 

Attenzione, non è vero che non c’è lavoro, è vero invece che per alcune centinaia di milioni di lavoratori prima occupati nei grandi agglomerati industriali non c’è più l’obbligo nè’IL BISOGNO di lavorare.

Conseguentemente si è verificato il crollo di piccole e medie industrie (In Italia ne hanno già dovuto chiudere circa 72,000 ) direttamente collegate con i grandi centri produttivi ormai completamente  autonomi in una struttura perfettamente automatizzata.

Le macchine non scioperano, non hanno stipendi, non si ammalano, e lavorano 24 ore al giorno senza mai protestare.

Per quale ragione non eliminare la cosiddetta CLASSE OPERAIA? Fino agli anni ottanta non si faceva che parlare di AUTOMAZIONE, si discuteva con passione di un tempo in cui nessuno sarebbe stato più in obbligo di lavorare e avrebbe finalmente fruito di una nuova civiltà che avrebbe come protagonista una intera umanità finalmente liberata dall’oppressione e dal ricatto del dover impiegare l’intero tempo della vita a lavorare.

Nove o dieci ore al giorno senza mai poter scoprire il proprio estremo valore in una condizione di libertà, di creatività e di solidale privilegio di vivere, non più scambiando una faticosa stentata sopravvivenza come unica modalità di vita.

Oggi nessuno ne parla. La sostituzione delle masse operaie con le macchine è avvenuta ormai per l’ottanta per cento, ma un grande silenzio è calato sull’argomento.

Troneggia invece LA GRANDE MENZOGNA ovvero le infinite promesse di “trovare lavoro”.

E’ dunque così difficile immaginare che dagli enormi profitti generati da una produzione automatizzata si possono detrarre l’equivalente degli stipendi e delle paghe di un tempo per assicurare all’intero genere umano una casa e due pasti caldi in qualsiasi ristorante? Una umanità così rassicurata vedrebbe crollare rapidamente sia le carceri che gli ospedali e sia, finalmente la necessità degli eserciti.

Con il coraggio di immaginare in piena semplicità il progetto di una società favorevole a tutti, si smantella qualsiasi accusa strumentale di utopia che condanna qualsiasi PROGETTO  diverso dall’attuale tragica e apparentemente irrisolvibile condizione umana.

Ebbene, avendo affermato questi pensieri in numerose e varie situazioni, radio, giornali, diari nel blog, lettere ai padroni del mondo, non c’è stato un solo intervento di risposta in grado di diffondere ulteriormente questo semplice messaggio.

COMINCIAMO AD ASSICURARE A TUTTI GLI ESSERI UMANI BUON CIBO E UNA CASA

(Costo previsto equivalente al 10 per cento delle spese militari) e poi assistiamo a cosa accade, a come in assenza di disperazione ogni essere umano cerchi semplicemente una propria identità’ arricchita da tante amicizie, tanto amore, tanta conoscenza di se’ e del mondo circostante.

 

SECONDO DATO OVVERO SECONDO MISTERO 

Da circa sei anni ho fatto domanda all’UNESCO chiedendo di nominare l’ESSERE UMANO “PATRIMONIO DELL’UMANITÀ”

Ecco la lettera che accompagnava la mia domanda:

PREMESSA 

Ho trascorso la mia vita attratto e affascinato dall’idea di esaminare la condizione umana e sono giunto alla conclusione che l’essere umano, pur presentandosi all’origine come il massimo capolavoro della natura, è attualmente la realtà più sottovalutata, più negata e più sottomessa e oppressa del pianeta.

Con l’adesione di 10.000 iscritti al mio sito www.silvanoagosti.com ho maturato la convinzione che sarebbe di straordinario valore umanitario “proclamare ufficialmente l’Essere Umano, Patrimonio dell’Umanità” da parte di un Ente planetario, come è giusto che sia per i massimi capolavori dell’arte e della natura.

Chiediamo ufficialmente che tale richiesta venga presa in esame dagli organi competenti di questa organizzazione. 

Silvano Agosti 

Roma 15 dicembre 2008

Tre anni dopo ho ricevuto questa risposta:

Risposta unesco

Dunque da allora a oggi non solo nessun media si è occupato di questa per me sublime faccenda, non solo le strutture ufficiali si sono barricate in un silenzio tombale, ma nessuna persona o amico o conoscente ha mai reagito con l’intento di dare una mano a svegliare i pachidermi istituzionali e a cercare di divulgare queste riflessioni.

Attendo sorridente e fiero e comunque deciso a proseguire sia commenti a questo mio diario di aprile 2014, sia a un aiuto diretto per la soluzione di questi due misteri, ambedue riguardanti il benessere dell’intera umanità’.

SILVANO AGOSTI

 

Quinta lettera a Beppe Grillo.

Per rispetto alla privacy la lettera è “strettamente riservata e personale”.

Caro il mio Beppe,
non conosco le vere ragioni che ti spingono a sfiorare il rischio di una lenta e inesorabile erosione, della fresca compattezza di un movimento che, al suo esordio, ha suscitato tante simpatie anche in chi da anni non andava più a votare.

Il movimento 5 stelle rivelava le stesse caratteristiche dell’infanzia : ininterrotta e dinamica vitalità, propensione alla creatività e al gioco.
Poi improvvisamente si schiude la prima trappola, quella di autodefinirsi “il primo partito del Paese”, quella di corteggiare il progetto di ottenere il 51 % dei voti, magari per poter instaurare nuovi esperimenti di ibridi desolanti come l’attuale scelta di questo povero ragazzo di Firenze, che sembra non essersi accorto dell’abisso in cui ha già iniziato a cadere.

Dal ponte di comando è difficile o forse perfino impossibile verificare l’irreparabilità dello scafo. Una nave in sfaldamento, altri direbbero “ormai marcia”, non si ripara cambiando continuamente il comando.
“Dividi e regna”, il metodo aureo per sottomettere qualsiasi realtà nascente, da parte di qualsiasi Potere. Caro Beppe, hai dato una bella mano a chi non sogna altro che il tuo bel movimento si frantumi, magari creando appunto un altro partito.
Non conosco i motivi reali delle scissioni che con la tua severa e forse inconsapevole collaborazione ti ha fatto decidere di espellere altri senatori dal movimento e non credo possa neppure esistere una buona ragione per punire qualcuno, senza verificare le proprie dirette o indirette responsabilità in cio’ che accade.

Ho sempre diffidato di considerare democratico un metodo che si basa sulla quantità e non sulla qualità delle scelte.
Tu anche questa volta, invece di offrire una più profonda consapevolezza della gravità di un errore, hai cercato l’appoggio di una maggioranza numerica per “punire” chi aveva sbagliato.
Mentre chi sbaglia andrebbe encomiato o perfino premiato per aver avuto il coraggio e la libertà di esprimere comunque i propri dubbi.
Io ti ho sempre ospitato nel mio affetto pensando che eri l’incarnazione di quel bambino che ha osato contrapporsi a una massa compatta di servi che elogiavano gli abiti inesistenti del re, rivelando che il Re era semplicemente nudo.
Mi piacerebbe farti conoscere quel bimbo, lui era gentile e armonioso e l’intera sua forza risiedeva nella sua innocenza. In un attimo è stato capace di rivelare che la forza di chi regna è nella complicità di chi ha deciso di essere suo servo.
La maggioranza si può comprare, ma l’unanimità e la coesione si conquistano, momento per momento, occasione dopo occasione.
Sono quindi convinto che un movimento debba fluire compatto verso una direzione concordemente stabilita e raggiunta con paziente fiducia nella propria verità.

Chi prende direzioni opposte o assolutamente diverse, al limite, con il passar del tempo, si espelle da solo e forse è nella solitudine che può ritrovare la propria fedeltà a intenti eventualmente traditi.
La Storia è traboccante di personaggi con un avvio fulgido e impeccabile, adorno di propositi estremi.
Pensa a un cialtrone come il cittadino Bonaparte che passava le sue notti rivoluzionarie scrivendo sui muri di Parigi “impiccheremo l’ultimo papa con le budella dell’ultimo re“. Non più di una ventina di anni dopo si incorona imperatore, dopo aver regalato obelischi e ossequi ai Papi e ai Regnanti d’Europa.
Ti scrivo questi pensieri sollecitato come sempre da molte mail che mi chiedono un parere sull’accaduto.
Ho volontariamente atteso qualche giorno per non escludere la massima serenità e l’affetto con cui ti sto scrivendo.
Anche in questa occasione sono dello stesso parere che ti ho espresso l’altra volta con l’espulsione toccata alla senatrice.
Quando invece di raggiungere insieme il godimento di una verità comune si contrappone una visione ad un’altra senza consentirne il confronto, si sta segando il ramo sul quale ci si era seduti per meglio osservare il mondo e la realtà.

Ci sono, su questo pianeta, milioni di persone che silenziosamente lottano a fianco della vita: è con loro che dobbiamo allearci, senza necessariamente incontrarli, ma sapendo che esistono, convinti come me e penso come te, che la vita ha in sé non solo una magnifica energia in grado di abbattere qualsiasi potere, ma perfino è capace di offrire a chi vive un assaggio di immortalità.
E’ appunto solo mentre vive, che l’Essere Umano ha l’occasione di sperimentare la propria immortalità.
Il futuro dell’umanità non è né nelle mani dei potenti né nelle menti di chi governa, ma in quelle di chi vive un intimo vincolo con un insopprimibile bisogno di libertà.
Caro Beppe, invita a cena in qualche trattoria di periferia i senatori suddetti e prova a scusarti con loro anche a nome dei cinquantamila che hanno avallato la loro condanna.

Silvano Agosti

Riservata, personale

Caro Beppe,
l’onda grande delle alterazioni sui giornali e nelle televisioni di giudizi relativi a te e al movimento 5 STELLE sta da sempre tentando di sommergere l’Aura di simpatia che ha portato alla ribalta sia te che il movimento. Gran parte delle persone che incontro dicono frasi che lasciano intendere i frutti delle tante calunnie e informazioni volutamente errate che i media riversano sul tuo cammino e sul movimento 5 STELLE.
Il massimo i giornali e i politici di lungo corso lo hanno raggiunto in questi giorni dopo l’incidente dell’insulto al Presidente della Repubblica
“Ah sì Beppe Grillo… Purtroppo lui e i Cinque Stelle non hanno fatto nulla per cambiare le cose. Non so se lo voterei ancora.”

Se fosse vero che non avete fatto nulla in Parlamento, attraverso gli anni sede di infinite malefatte, truffe e sterili tentativi, quasi sempre solo di facciata, fingendo di risolvere i problemi che affliggono la gente, se davvero non aveste fatto nulla di tutto ciò, sarebbe comunque già un notevole rinnovamento delle attività parlamentari.
Ma altre e più dirette fonti mi informano che i 5 STELLE hanno avviato un gran numero di iniziative e di proposte di legge che giacciono nella penombra dell’attesa parlamentare. Inoltre sono convinto che anche il poco o quasi nulla fatto dall’attuale governo è probabilmente frutto della tua stessa esistenza caro Beppe, dei tuoi stimoli, a volte apparentemente brutali, ma impossibili da ignorare.
Credo di aver rilevato nelle persone il desiderio non tanto che si cerchi da parte vostra di far approvare leggi giuste in una società ingiusta, ma almeno che chi, come te e il movimento 5 STELLE, vuole rinnovare il mondo, provi a descrivere come organizzerebbe una nuova e diversa società. Penso infatti, caro Beppe, che a questo punto potresti dirottare, almeno in parte, le tue energie per descrivere un modo nuovo di concepire la vita sociale. Della serie “lavorare meno e lavorare tutti”, fare in modo che ognuno abbia un’abitazione decente.
Una società la cui struttura non sia più a Piramide come l’attuale con ai vertici i super privilegiati, più giù i privilegiati semplici, poi i medio privilegiati poi quelli oppressi da nove ore di lavoro al giorno, poi quelli che a stento arrivano alla fine del mese, i disoccupati, i barboni, infine i disperati che occupano quasi tutta la base della piramide. Si tratterebbe dunque di concepire e progettare una società la cui struttura sia non più l’attuale e degradante Piramide, ma a forma di sfera con al centro la vita e tutti, ma proprio tutti gli esseri umani equidistanti dal centro, quindi, appunto, dalla vita.
Equidistanti dalla vita significa avere naturalmente a disposizione una casa e del buon cibo a prescindere dall’avere o meno una attività lavorativa. Una casa e del cibo per tutti e per ognuno nell’intero pianeta costerebbero il 10% ( dieci per cento ) delle spese militari e delle spese in droghe e prostituzione.

Questi miei pensieri derivano dal fatto che sono ormai certo che l’essere umano sia il massimo capolavoro della natura, se non altro fino a tre anni di età. Per mio conto e in questa prospettiva sto procedendo da ormai sette anni con la richiesta alla Nazioni Unite e UNESCO di nominare l’Essere Umano Patrimonio dell’Umanità. Per liberare l’umanità dai mille ruoli che la imprigionano : ragionieri, operai, insegnanti, mariti, Papi, direttori, Onorevoli, artisti, preti,, commercianti, presidenti, etc. Insomma per liberare ognuno dai ruoli, che io definisco le tombe dell’anima.Sono convinto più che mai infatti che l’Essere Umano potrebbe essere il massimo capolavoro che la natura ha realizzato in 5 miliardi di anni, se solo venisse conosciuto e rispettato per il suo vero valore, te compreso.

Silvano Agosti