Diario

L’ultimo messaggio all’Umanità concludeva così:
”Nel prossimo diario, se richiesto, spiegherò cosa deciderà il potere rispetto al destino di questi 6 miliardi di esuberi”.

Ecco cosa accadrà.
Per sua natura il potere, quando ritiene che degli esseri umani abbiano perso il loro ruolo decide di eliminarli. Tuttavia l’impresa di eliminare definitivamente 6 miliardi di persone (ex impiegati e operai che non servono più perché ormai sostituiti da industrie perfettamente automatizzate per gestire le quali bastano al massimo 2 tecnici) non è immensa solo per la sua ferocia e crudeltà, ma sarà definita impossibile anche dai tecnici e dagli esecutori asserviti al potere. Come risolvere dunque la loro eliminazione?
I saggi e gli economisti e i consiglieri diranno: ”Cari Stati, cari Governi, care Istituzioni, caro Potere, sappiate che costerà infinitamente meno nutrirli e ospitarli in altrettante dimore finché vivranno. A patto di bloccare da subito tutte le nascite. Alle giovani donne basterà spiegare che dai 18 ai 25 è loro concesso di partorire un solo figlio, così nel breve arco di 30/40 anni l’umanità scenderà dai 7 miliardi attuali a un semplice miliardo”.

Silvano Agosti

Caro Ennio,
di ritorno da un lungo giro in Italia, per presentare il mio nuovo film, per il quale non ho avuto bisogno della tua geniale generosità creativa (perché si tratta solo di un film di rari documenti),
vengo a sapere che hai compiuto i tuoi primi novant’anni.

Subito nasce in me il desiderio di comunicarti che uno come te non ha una sola età ma ha, a sua disposizione, la saggezza di tutte le età trascorse.

Così ogni tua giornata, può utilizzare questa o quella età, e ogni mattina nascere e ogni sera affidarsi all’eternità del sonno, nella certezza di risorgere il giorno dopo.

Se poi mi chiedessero qual è l’età con la quale tu caro Ennio principalmente ti colleghi, risponderei che hai conservato da sempre la stessa fragile innocenza di un tredicenne.

Tu sei certamente il primo e solo responsabile della tua genialità creativa, alla quale ti affidi quasi fosse un giocattolo da non abbandonare mai.
E il mio augurio è proprio questo: continua a giocare ogni giorno all’interno nello spazio che va dall’alba al tramonto, spazio e tempo che io chiamo ”la piccola eternità del presente”.

Ovvero ogni giorno vivi un’intera vita.

Così sarò felice che anche per te un nuovo anno sia l’occasione di 365 muove vite nelle quali tu ed io spesso ci ritroveremo. avvolti nella nostra straordinaria amicizia.

Tuo Silvano Agosti

 

12 dicembre 1968

Oggi, 12 dicembre 2018, quasi metà di un secolo è trascorsa dal 12 dicembre 1969,
data della prima feroce strage subito attribuita allo Stato
non dai giornali ma dalla coscienza sociale dei cittadini.
Gli autori sono rimasti segreti e impuniti
così come è accaduto poi per la strage di Brescia e per le stragi di Bologna.
Noi siamo qui e continuiamo a chiederci: ”Questo è dunque il senso e lo splendore della vita?”.
Abissali silenzi hanno preso il posto delle stragi
e quindi poco si sa sull’imminente futuro.
Sentiamoci tutti uniti sia pure da una comune assenza di speranza.

Silvano

MESSAGGIO STRETTAMENTE RISERVATO

(a chi desidera vivere)

 

Cari amici, chiedono alcune mail il mio parere su un argomento, che, poiché sta per accadere nessuno lo conosce e nessuno ne parla:

la sparizione nel mondo della necessità di lavorare da parte degli Esseri Umani.

Quando le macchine, i computer e i robot avranno sostituito completamente il lavoro umano, appariranno sul pianeta terra 6 miliardi di esuberi, ovvero 6 miliardi di persone che non serviranno più, né come automi, né come servi dell’industria.

Va detto, per rendere comprensibile ciò che accadrà, fra nemmeno vent’anni, che questi 6 miliardi di ex lavoratori e di ex impiegati, percepivano come compenso del loro lavoro, una paga appena sufficiente a gestire la propria esistenza e dei propri figli, e non sono mai stati certamente contribuenti, quindi il mercato, il PIL, le tasse, e il debito pubblico non hanno mai avuto a che fare con loro. È il restante settimo miliardo di popolazione, ad avere, negli ultimi due secoli, rappresentato il mercato, e tutto il resto, divisi tra 500 milioni di persone in possesso di denaro per acquistare qualsiasi bene, e 500 milioni circa di servi del potere, ben pagati per aiutare a tenere sottomessi gli altri 6 miliardi di ex lavoratori.

Con gli immensi guadagni e proventi delle industrie automatizzate, sarà possibile finanziare la sopravvivenza o la eliminazione degli altri 6 miliardi.

Nel prossimo diario, se richiesto, spiegherò cosa deciderà il potere rispetto al destino di questi 6 miliardi di esuberi.

Silvano Agosti

DUE PAROLE SUL LAVORO

Il lavoro è stato per secoli uno strumento di ricatto e di  sottomissione per miliardi di persone.

Lo slogan: ”Se non lavori non mangi” ha devastato il destino di altrettanti miliardi di persone, tranne il destino di quei pochi che, senza privilegi e raccomandazioni, si sono inventati una qualsiasi attività che procurasse loro casa e cibo.
In questo martoriato presente, l’Umanità si trova di fronte a un abisso di luce, determinato dal fatto che qualsiasi lavoro che imprigionava: impiegati, lavoratori, dirigenti e sottomessi, non spetterà più a Esseri Umani ma sarà compito di nuove tecnologie e macchine a prova di fatica.
Con gli immensi guadagni che produrrà l’automazione dell’industria qualsiasi stato e qualsiasi governo potranno procurare cibo e casa (uniche, vere e fondamentali necessità dell’Essere Umano), a circa 6 miliardi di persone sul pianeta, consentendo loro finalmente di avere il tempo di vivere.

Suggerisco ad ognuno di discutere e diffondere questo scritto con amici e conoscenti (e, perché no? Anche con estranei), per evitare che l’abisso di luce venga dal potere trasformato in un abisso di tenebre.

Silvano

Caro amico e care amiche,

ho concepito il film ORA E SEMPRE RIPRENDIAMOCI LA VITA come uno strumento capace di aiutarvi a vincere qualsiasi forma di depressione e come strumento per capire il proprio immenso valore di Essere Umano. Ho deciso di lasciare il mio film in programmazione fino alla fine dell’anno presso il cinema di cui sono responsabile ovvero il cinema AZZURRO SCIPIONI.
Io sarò sempre presente per discuterne con voi e presentarvelo all’inizio.
Un abbraccio,
Silvano Agosti
Cosi si esprime la critica di Taxi Driver: Ora e sempre riprendiamoci la vita è un inno alla libertà , dove per la prima volta, viene raccontato lo straordinario decennio dal 1968 al 1978 in Italia attraverso documenti e interviste ad alcuni protagonisti di quel periodo. un film di Silvano Agosti presentato come evento al Festival di Locarno 2018

ORA E SEMPRE RIPRENDIAMOCI LA VITA
un film di Silvano Agosti
Locarno Festival 2018

“In futuro, se ci sarà uno storico onesto, sentirà come legittima la necessità di avvicinare i dieci anni trascorsi dal 1968 al 1978 ai grandi eventi che hanno saputo cambiare il mondo come la rivoluzione francese e la rivoluzione russa”. Questo il pensiero guida al quale abbiamo affidato con particolare emozione la nostra memoria personale e i materiali cinematografici che abbiamo realizzato o raccolto durante quegli anni e che rappresentano il corpo fisico delle lotte e delle conquiste ottenute ovunque in quel decennio. La loro preziosità in un Paese privo di memorie come l’Italia rappresenta una testimonianza rara sulla potenza della dignità umana in continua lotta verso il proprio riscatto.

TUTTI I VENERDI SABATO E DOMENICA DI NOVEMBRE 2018
Ora e sempre riprendiamoci la vita, di Silvano Agosti
4 ottobre 2018 di Antonio D’Onofrio
Da Sentieri selvaggi

Con la nuova precarietà montante di diritti considerati acquisiti, tanto per ricordare il loro carattere provvisorio e la necessità di un’attenzione permanente del loro rispetto, l’individualismo dilagante e la scomparsa di una solida voce di protesta in un mondo pieno d’ingiustizia, alla quale ormai sembriamo rassegnati, Silvano Agosti presentando del materiale visivo girato negli anni che vanno dal 68 al 78 dello scorso secolo, resta una delle voci più importanti di un cinema italiano laterale.
Ora e sempre riprendiamoci la vita è lo straordinario tentativo di ricostruire quel decennio turbolento in cui un’enorme massa di individui interessati a reclamare migliori condizioni lavorative, emancipazione, rispetto, scendeva senza indugio in piazza, e per raccontarlo affianca alle immagini dei disordini, delle cariche, delle urla dei manifestanti nei cortei di protesta e rivendicazione, i volti di quelli che erano o sarebbero diventati dei leader dell’antagonismo. Un periodo nel quale le lotte dei movimenti studenteschi si saldarono con le battaglie del blocco operaio, un unicum nel panorama internazionale, e la risposta reazionaria presa forma in un tuttora impunito stragismo di stato, con un gran numero di colpevoli, quasi tutti scagionati, ed un’incredibile sequela di depistaggi e testimonianze fasulle.


Colloquiale ed arguto come sempre Agosti pone agli intervistati delle domande con la consueta curiosità ostinata, piena di spontaneità, che però immancabilmente colora i discorsi di radicalismo. Attraverso il montaggio cronologico degli avvenimenti significativi, e laceranti, dell’epoca, prende corpo un eccezionale documentario storico, nato dagli occhi di un sognatore che non ha mai usato la sua indipendenza per sfuggire alle responsabilità di militanza che i tempi richiedevano. Nella chiusura argomentativa trovano soluzione gli interrogativi, e forse anche i dubbi sollevati rimestando nel torbido della Prima Repubblica, ma nascono altre domande, stavolta di stringente attualità, che aspettano menti non troppo intorpidite dal caotico multimediale imperante che possano dare delle nuove risposte più adatte ai tempi. Persone che possano raccogliere il testimone e la scintilla nell’immedesimazione, possano ricalibrare i veri obiettivi da perseguire e rintracciare i nemici sa combattere, invertendo un’agenda politica, che in Italia, come all’estero mira con successo a scatenare delle guerre tra disperati per spostare l’attenzione dalle sue colpevoli lacune.
Se davvero c’è ancora un fiume di indignazione che scorre nei recessi profondi della società, un fiume che è la voglia di cambiare un mondo sempre più disumano, il film di Silvano Agosti è uno degli accessi in superficie, che i detrattori potrebbero derubricare, nel solito teatrino delle parti, per colpa d’appartenenza, ma che invece dovrebbe far riflettere su cosa abbiamo lasciato per strada, sui tanti sogni lasciati marcire e marchiati come irraggiungibili, mentre in realtà abbandonando la speranza di cambiare abbiamo tradito molto più di un’ideologia, quel soffio stesso necessario per sentirsi vivi.

Regia: Silvano Agosti
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà – Federica Di Biagio 06 72286271
Durata: 93′
Origine: Italia 2018

Caro amico e care amiche,

ho concepito il film ORA E SEMPRE RIPRENDIAMOCI LA VITA come uno strumento capace di aiutarvi a vincere qualsiasi forma di depressione e come strumento per capire il proprio immenso valore di Essere Umano. Ho deciso di lasciare il mio film in programmazione fino alla fine dell’anno presso il cinema di cui sono responsabile ovvero il cinema AZZURRO SCIPIONI.
Io sarò sempre presente per discuterne con voi e presentarvelo all’inizio.
Un abbraccio,
Silvano Agosti
Cosi si esprime la critica di Taxi Driver: Ora e sempre riprendiamoci la vita è un inno alla libertà , dove per la prima volta, viene raccontato lo straordinario decennio dal 1968 al 1978 in Italia attraverso documenti e interviste ad alcuni protagonisti di quel periodo. un film di Silvano Agosti presentato come evento al Festival di Locarno 2018

ORA E SEMPRE RIPRENDIAMOCI LA VITA
un film di Silvano Agosti
Locarno Festival 2018

“In futuro, se ci sarà uno storico onesto, sentirà come legittima la necessità di avvicinare i dieci anni trascorsi dal 1968 al 1978 ai grandi eventi che hanno saputo cambiare il mondo come la rivoluzione francese e la rivoluzione russa”. Questo il pensiero guida al quale abbiamo affidato con particolare emozione la nostra memoria personale e i materiali cinematografici che abbiamo realizzato o raccolto durante quegli anni e che rappresentano il corpo fisico delle lotte e delle conquiste ottenute ovunque in quel decennio. La loro preziosità in un Paese privo di memorie come l’Italia rappresenta una testimonianza rara sulla potenza della dignità umana in continua lotta verso il proprio riscatto.

TUTTI I VENERDI SABATO E DOMENICA DI NOVEMBRE 2018
Ora e sempre riprendiamoci la vita, di Silvano Agosti
4 ottobre 2018 di Antonio D’Onofrio
Da Sentieri selvaggi

Con la nuova precarietà montante di diritti considerati acquisiti, tanto per ricordare il loro carattere provvisorio e la necessità di un’attenzione permanente del loro rispetto, l’individualismo dilagante e la scomparsa di una solida voce di protesta in un mondo pieno d’ingiustizia, alla quale ormai sembriamo rassegnati, Silvano Agosti presentando del materiale visivo girato negli anni che vanno dal 68 al 78 dello scorso secolo, resta una delle voci più importanti di un cinema italiano laterale.
Ora e sempre riprendiamoci la vita è lo straordinario tentativo di ricostruire quel decennio turbolento in cui un’enorme massa di individui interessati a reclamare migliori condizioni lavorative, emancipazione, rispetto, scendeva senza indugio in piazza, e per raccontarlo affianca alle immagini dei disordini, delle cariche, delle urla dei manifestanti nei cortei di protesta e rivendicazione, i volti di quelli che erano o sarebbero diventati dei leader dell’antagonismo. Un periodo nel quale le lotte dei movimenti studenteschi si saldarono con le battaglie del blocco operaio, un unicum nel panorama internazionale, e la risposta reazionaria presa forma in un tuttora impunito stragismo di stato, con un gran numero di colpevoli, quasi tutti scagionati, ed un’incredibile sequela di depistaggi e testimonianze fasulle.


Colloquiale ed arguto come sempre Agosti pone agli intervistati delle domande con la consueta curiosità ostinata, piena di spontaneità, che però immancabilmente colora i discorsi di radicalismo. Attraverso il montaggio cronologico degli avvenimenti significativi, e laceranti, dell’epoca, prende corpo un eccezionale documentario storico, nato dagli occhi di un sognatore che non ha mai usato la sua indipendenza per sfuggire alle responsabilità di militanza che i tempi richiedevano. Nella chiusura argomentativa trovano soluzione gli interrogativi, e forse anche i dubbi sollevati rimestando nel torbido della Prima Repubblica, ma nascono altre domande, stavolta di stringente attualità, che aspettano menti non troppo intorpidite dal caotico multimediale imperante che possano dare delle nuove risposte più adatte ai tempi. Persone che possano raccogliere il testimone e la scintilla nell’immedesimazione, possano ricalibrare i veri obiettivi da perseguire e rintracciare i nemici sa combattere, invertendo un’agenda politica, che in Italia, come all’estero mira con successo a scatenare delle guerre tra disperati per spostare l’attenzione dalle sue colpevoli lacune.
Se davvero c’è ancora un fiume di indignazione che scorre nei recessi profondi della società, un fiume che è la voglia di cambiare un mondo sempre più disumano, il film di Silvano Agosti è uno degli accessi in superficie, che i detrattori potrebbero derubricare, nel solito teatrino delle parti, per colpa d’appartenenza, ma che invece dovrebbe far riflettere su cosa abbiamo lasciato per strada, sui tanti sogni lasciati marcire e marchiati come irraggiungibili, mentre in realtà abbandonando la speranza di cambiare abbiamo tradito molto più di un’ideologia, quel soffio stesso necessario per sentirsi vivi.

Regia: Silvano Agosti
Distribuzione: Istituto Luce Cinecittà – Federica Di Biagio 06 72286271
Durata: 93′
Origine: Italia 2018